Lettera ai Gruppi di Preghiera – Natale 2016



4 gennaio 2017 ore 08:02 , scritto da don Giacomo Pavanello

natività_betlemme_usa_israele_protesteCarissimi amici,

con l’occasione dell’invio della nuova lettera ai Gruppi di Preghiera (cliccando sul link o leggendola al termine di questa introduzione), vi giungano i nostri migliori auguri di Buon Anno!! Che la luce del Natale raggiunga gli angoli più bui della nostra vita e li illumini per sempre!

In unità di preghiera
don Giacomo Pavanello
don Davide Banzato

Roma, 3 Gennaio 2017

 

Carissimi amici, innanzitutto giunga a voi tutti il più caro e fraterno augurio per questo tempo di Natale, tempo di Festa, di Gioia, di luce, di Contemplazione!!!

Speriamo che le giornate appena trascorse abbiano lasciato nei vostri cuori il sapore di una nuova Presenza, il Dio Bambino che chiede di essere accolto nella semplicità quotidiana delle nostre giornate, tra i muri di casa, tra gli attrezzi dei nostri mestieri, nelle relazioni di prossimità, ma soprattutto chiede di essere accolto e scelto come Re mite a guida delle nostre situazioni di disagio, paura, incertezza, pericolo.

Come Maria e Giuseppe, che, davanti ai mille rischi e alle mille incertezze di quella nascita fuori dagli schemi, hanno saputo mettere al centro della propria vita l’esistenza del loro figlio, il piccolo Gesù e difenderlo da ogni pericolo. Potessimo anche noi riuscire sempre a mettere al centro l’Amore di tenerezza comunicatoci nel Bambinello di Betlemme, custodirlo come il bene più prezioso che abbiamo, tenerlo stretto perché niente e nessuno ce lo possa rubare.

Vorremo che questi giorni del tempo liturgico del Natale siano illuminati dalle parole del Santo Padre Francesco, pronunciate nella Basilica Vaticana di San Pietro durante la Messa di Natale, la sera del 24 dicembre.

Ne abbiamo già ricevuto notizia attraverso i media, ma ci permettiamo di riprendere interi passaggi dell’omelia, senza le necessarie riduzioni giornalistiche che ne impoveriscono la portata.

Lasciamoci guidare da Papa Francesco:

«È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini» (Tt 2,11).

Le parole dell’apostolo Paolo rivelano il mistero di questa notte santa: è apparsa la grazia di Dio, il suo regalo gratuito; nel Bambino che ci è donato si fa concreto l’amore di Dio per noi.

È una notte di gloria, quella gloria proclamata dagli angeli a Betlemme e anche da noi in tutto il mondo. È una notte di gioia, perché da oggi e per sempre Dio, l’Eterno, l’Infinito, è Dio con noi: non è lontano, non dobbiamo cercarlo nelle orbite celesti o in qualche mistica idea; è vicino, si è fatto uomo e non si staccherà mai dalla nostra umanità, che ha fatto sua. È una notte di luce: quella luce, profetizzata da Isaia (cfr 9,1), che avrebbe illuminato chi cammina in terra tenebrosa, è apparsa e ha avvolto i pastori di Betlemme (cfr Lc 2,9).

I pastori scoprono semplicemente che «un bambino è nato per noi» (Is 9,5) e comprendono che tutta questa gloria, tutta questa gioia, tutta questa luce si concentrano in un punto solo, in quel segno che l’angelo ha loro indicato: «Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia» (Lc 2,12). Questo è il segno di sempre per trovare Gesù. Non solo allora, ma anche oggi. Se vogliamo festeggiare il vero Natale, contempliamo questo segno: la semplicità fragile di un piccolo neonato, la mitezza del suo essere adagiato, il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono. Lì sta Dio.

E con questo segno il Vangelo ci svela un paradosso: parla dell’imperatore, del governatore, dei grandi di quel tempo, ma Dio non si fa presente lì; non appare nella sala nobile di un palazzo regale, ma nella povertà di una stalla; non nei fasti dell’apparenza, ma nella semplicità della vita; non nel potere, ma in una piccolezza che sorprende. E per incontrarlo bisogna andare lì, dove Egli sta: occorre chinarsi, abbassarsi, farsi piccoli. Il Bambino che nasce ci interpella: ci chiama a lasciare le illusioni dell’effimero per andare all’essenziale, a rinunciare alle nostre insaziabili pretese, ad abbandonare l’insoddisfazione perenne e la tristezza per qualche cosa che sempre ci mancherà. Ci farà bene lasciare queste cose per ritrovare nella semplicità di Dio-bambino la pace, la gioia, il senso luminoso della vita.

Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide “mangiatoie di dignità”: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi.

Il mistero del Natale, che è luce e gioia, interpella e scuote, perché è nello stesso tempo un mistero di speranza e di tristezza. Porta con sé un sapore di tristezza, in quanto l’amore non è accolto, la vita viene scartata. Così accadde a Giuseppe e Maria, che trovarono le porte chiuse e posero Gesù in una mangiatoia, «perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (v. 7). Gesù nasce rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché Lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio; quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato. Questa mondanità ci ha preso in ostaggio il Natale: bisogna liberarlo!

Ma il Natale ha soprattutto un sapore di speranza perché, nonostante le nostre tenebre, la luce di Dio risplende. La sua luce gentile non fa paura; Dio, innamorato di noi, ci attira con la sua tenerezza, nascendo povero e fragile in mezzo a noi, come uno di noi. Nasce a Betlemme, che significa “casa del pane”. Sembra così volerci dire che nasce come pane per noi; viene alla vita per darci la sua vita; viene nel nostro mondo per portarci il suo amore. Non viene a divorare e a comandare, ma a nutrire e servire. Così c’è un filo diretto che collega la mangiatoia e la croce, dove Gesù sarà pane spezzato: è il filo diretto dell’amore che si dona e ci salva, che dà luce alla nostra vita, pace ai nostri cuori. (…)

Lasciamoci toccare dalla tenerezza che salva. Avviciniamoci a Dio che si fa vicino, fermiamoci a guardare il presepe, immaginiamo la nascita di Gesù: la luce e la pace, la somma povertà e il rifiuto. Entriamo nel vero Natale con i pastori, portiamo a Gesù quello che siamo, le nostre emarginazioni, le nostre ferite non guarite, i nostri peccati. Così, in Gesù, assaporeremo lo spirito vero del Natale: la bellezza di essere amati da Dio. Con Maria e Giuseppe stiamo davanti alla mangiatoia, a Gesù che nasce come pane per la mia vita. Contemplando il suo amore umile e infinito, diciamogli semplicemente grazie: grazie, perché hai fatto tutto questo per me.

Ringraziamo Dio per il dono di questo Pontefice e delle Parole di Luce che anche in quest’occasione natalizia ci ha regalato.

Veniamo ora ad alcuni aggiornamenti relativi alla vita della nostra famiglia.

  • Nella Cittadella Cielo di Frosinone continua con il CORSO DI CONOSCENZA DI SÉ E GUARIGIONE DEL CUORE tenuto da CHIARA AMIRANTE. Non solo ogni 3° venerdì del mese ci sarà l’ARTE DI AMARE MA, di mese in mese, sarà anche possibile fermarsi dal venerdì alla domenica per vivere una “tre giorni” di corso specifico. È necessario iscriversi su www.iscrivi.me. Per reperire informazioni circa le attività a voi più vicine, compreso il percorso dell’arte d’amare, potete trovare informazioni grazie al servizio presente su www.informa.me.

Prossimo weekend a Frosinone: 20-22 gennaio 2017

  • ATTENZIONE: La prossima Giornata di spiritualità sarà il 5 febbraio 2016. A gennaio infatti non è prevista.
  • Nel Canale Video VIMEO di Nuovi Orizzonti – ed anche in quello Youtube – è disponile GRATUITAMENTE ed integrale la prima Giornata di Spiritualità con Chiara Amirante svoltasi ad ottobre: https://vimeo.com/nuoviorizzonti/vod_page
  • Per quanti li avessero persi, cliccando qui è possibile rivedere e riascoltare gli auguri di Natale di Chiara Amirante!
  • Come sempre, vi ricordiamo la possibilità di nutrirsi quotidianamente di Parola di Dio grazie alla Parola di Luce che Chiara Amirante condivide ogni giorno sulla sua Pagina Pubblica in Facebook: è un piccolo stralcio del Vangelo del giorno, con un suggerimento per trasformarlo in vita vissuta. La possibilità per ognuno di commentare può diventare un arricchimento reciproco, per gustare ancora di più la profondità e la ricchezza infinita della Parola di Dio.

Ecco il link diretto alla Pagina Pubblica di Chiara: http://www.facebook.com/C.Amirante

Nel corso di questo periodo, oltre alle intenzioni base per tutti i Cenacoli di preghiera[1], preghiamo per:

  1. la Chiesa e questo mese in modo speciale per Papa Francesco, facendogli il regalo di compleanno per i suoi 80 anni, quel regalo che non si stanca mai di chiedere: “Pregate per me”.
  2. Chiara Amirante, la sua salute e le sue particolari intenzioni, e tanti amici ed amiche vicini ai nostri Cenacoli, Gruppi e Comunità, che in questo momento stanno vivendo prove e difficoltà, sia fisiche che spirituali;
  3. La Cittadella Cielo di Frosinone, e le altre Cittadelle nel mondo, fisiche e spirituali, perché lo Spirito Santo continui a guidarci nel comprendere e compiere la volontà di Dio;
  4. Le situazioni di guerra nel mondo, in modo speciale per la martoriata Siria e per tutti i campi di battaglia dimenticati dai media: il Signore tocchi il cuore dei potenti, responsabili della mancata pace e scuota le coscienze di tutti noi;
  5. Mettiamo sotto lo sguardo di Maria il Nuovo Anno appena iniziato, perché possa essere luogo di accoglienza del Verbo, spazio in cui realizzare la volontà di Dio nella vita di ciascuno di noi.

Vi ricordiamo poi lo spazio del network cdl, dove potete inserire le vostre intenzioni di preghiera.

Grazie a tutti voi per il contributo che offrite alla costruzione di quest’immensa Cittadella Cielo spirituale nel mondo!!!

 

Don Giacomo Pavanello

Don Davide Banzato


[1] – pregare per coloro che non hanno conosciuto l’Amore, che vivono nella disperazione e nella completa separazione dal Padre celeste;

- pregare per tutte le attività di evangelizzazione dei Cavalieri della Luce e l’Opera Nuovi Orizzonti;

- chiedere con insistenza l’effusione dello Spirito Santo per la Chiesa e per tutta l’umanità.