Lettera ai Gruppi di Preghiera – Pasqua 2017



23 aprile 2017 ore 20:00 , scritto da don Giacomo Pavanello

abramo-inferiBUONA SANTA PASQUA DI RISURREZIONE!!!

Nella speranza di ritrovarvi nella Gioia del Cristo Risorto che, in mezzo a noi, ripete “Pace”, vi giunga il nostro più caro augurio, perché questo tempo di Grazia porti la vera Pace nel cuore di ciascuno di voi e da lì possa espandersi in tutta la vostra vita!

Come sempre, trovate subito il link alla lettera di aggiornamento per l’eventuale download, oppure la potete leggere qui di seguito.

Ancora Buona Pasqua a tutti!!!

don Giacomo & don Davide

 

 

Lettera ai Gruppi di Preghiera – Pasqua 2017

 

 

Roma, 20 aprile 2017

 

BUONA PASQUA DI RISURREZIONE!!!

Non temete! È risorto come aveva promesso!!! È questo l’annuncio che risuona da qualche giorno all’interno dei nostri gruppi e delle nostre assemblee!! Il tempo di Quaresima ci ha consegnati rinnovati alla celebrazione del Triduo Pasquale, il cuore della nostra fede.

La fedeltà di Dio alle sue promesse ci è data nel Cristo risorto, nelle parole da Lui pronunciate ai suoi, promessa diventata realtà nel giardino della Risurrezione!

Per questi primi passi del nostro itinerario nel Tempo di Pasqua, ci lasciamo provocare dalle parole di Papa Francesco, pronunciate nel corso dell’omelia durante la Veglia Pasquale celebrata a San Pietro. Impossibile sintetizzare; presuntuoso pensare di poterla tagliare qui e lì: ve la riproponiamo in forma integrale, coscienti che tale ricchezza non possa essere “tagliata”.

«Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro» (Mt 28,1). Possiamo immaginare quei passi: il tipico passo di chi va al cimitero, passo stanco di confusione, passo debilitato di chi non si convince che tutto sia finito in quel modo… Possiamo immaginare i loro volti pallidi, bagnati dalle lacrime… E la domanda: come può essere che l’Amore sia morto?

A differenza dei discepoli, loro sono lì – come hanno accompagnato l’ultimo respiro del Maestro sulla croce e poi Giuseppe di Arimatea nel dargli sepoltura –; due donne capaci di non fuggire, capaci di resistere, di affrontare la vita così come si presenta e di sopportare il sapore amaro delle ingiustizie. Ed eccole lì, davanti al sepolcro, tra il dolore e l’incapacità di rassegnarsi, di accettare che tutto debba sempre finire così.

E se facciamo uno sforzo con la nostra immaginazione, nel volto di queste donne possiamo trovare i volti di tante madri e nonne, il volto di bambini e giovani che sopportano il peso e il dolore di tanta disumana ingiustizia. Vediamo riflessi in loro i volti di tutti quelli che, camminando per la città, sentono il dolore della miseria, il dolore per lo sfruttamento e la tratta. In loro vediamo anche i volti di coloro che sperimentano il disprezzo perché sono immigrati, orfani di patria, di casa, di famiglia; i volti di coloro il cui sguardo rivela solitudine e abbandono perché hanno mani troppo rugose. Esse riflettono il volto di donne, di madri che piangono vedendo che la vita dei loro figli resta sepolta sotto il peso della corruzione che sottrae diritti e infrange tante aspirazioni, sotto l’egoismo quotidiano che crocifigge e seppellisce la speranza di molti, sotto la burocrazia paralizzante e sterile che non permette che le cose cambino. Nel loro dolore, esse hanno il volto di tutti quelli che, camminando per la città, vedono crocifissa la dignità.

Nel volto di queste donne ci sono molti volti, forse troviamo il tuo volto e il mio. Come loro possiamo sentirci spinti a camminare, a non rassegnarci al fatto che le cose debbano finire così. È vero, portiamo dentro una promessa e la certezza della fedeltà di Dio. Ma anche i nostri volti parlano di ferite, parlano di tante infedeltà – nostre e degli altri –, parlano di tentativi e di battaglie perse. Il nostro cuore sa che le cose possono essere diverse, però, quasi senza accorgercene, possiamo abituarci a convivere con il sepolcro, a convivere con la frustrazione. Di più, possiamo arrivare a convincerci che questa è la legge della vita anestetizzandoci con evasioni che non fanno altro che spegnere la speranza posta da Dio nelle nostre mani. Così sono, tante volte, i nostri passi, così è il nostro andare, come quello di queste donne, un andare tra il desiderio di Dio e una triste rassegnazione. Non muore solo il Maestro: con Lui muore la nostra speranza.

«Ed ecco, ci fu un gran terremoto» (Mt 28,2). All’improvviso, quelle donne ricevettero una forte scossa, qualcosa e qualcuno fece tremare il suolo sotto i loro piedi. Qualcuno, ancora una volta, venne loro incontro a dire: «Non temete», però questa volta aggiungendo: «E’ risorto come aveva detto!» (Mt 28,6). E tale è l’annuncio che, di generazione in generazione, questa Notte santa ci regala: Non temiamo, fratelli, è risorto come aveva detto! Quella stessa vita strappata, distrutta, annichilita sulla croce si è risvegliata e torna a palpitare di nuovo (cfr R. Guardini, Il Signore, Milano 1984, 501). Il palpitare del Risorto ci si offre come dono, come regalo, come orizzonte. Il palpitare del Risorto è ciò che ci è stato donato e che ci è chiesto di donare a nostra volta come forza trasformatrice, come fermento di nuova umanità. Con la Risurrezione Cristo non ha solamente ribaltato la pietra del sepolcro, ma vuole anche far saltare tutte le barriere che ci chiudono nei nostri sterili pessimismi, nei nostri calcolati mondi concettuali che ci allontanano dalla vita, nelle nostre ossessionate ricerche di sicurezza e nelle smisurate ambizioni capaci di giocare con la dignità altrui.

Quando il Sommo Sacerdote, i capi religiosi in complicità con i romani avevano creduto di poter calcolare tutto, quando avevano creduto che l’ultima parola era detta e che spettava a loro stabilirla, Dio irrompe per sconvolgere tutti i criteri e offrire così una nuova possibilità. Dio, ancora una volta, ci viene incontro per stabilire e consolidare un tempo nuovo, il tempo della misericordia. Questa è la promessa riservata da sempre, questa è la sorpresa di Dio per il suo popolo fedele: rallegrati, perché la tua vita nasconde un germe di risurrezione, un’offerta di vita che attende il risveglio.

Ed ecco ciò che questa notte ci chiama ad annunciare: il palpito del Risorto, Cristo vive! Ed è ciò che cambiò il passo di Maria Maddalena e dell’altra Maria: è ciò che le fa ripartire in fretta e correre a dare la notizia (cfr Mt 28,8); è ciò che le fa tornare sui loro passi e sui loro sguardi; ritornano in città a incontrarsi con gli altri.

Come con loro siamo entrati nel sepolcro, così con loro vi invito ad andare, a ritornare in città, a tornare sui nostri passi, sui nostri sguardi. Andiamo con loro ad annunciare la notizia, andiamo… In tutti quei luoghi dove sembra che il sepolcro abbia avuto l’ultima parola e dove sembra che la morte sia stata l’unica soluzione. Andiamo ad annunciare, a condividere, a rivelare che è vero: il Signore è Vivo. È vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità. E se non siamo capaci di lasciare che lo Spirito ci conduca per questa strada, allora non siamo cristiani.

Andiamo e lasciamoci sorprendere da quest’alba diversa, lasciamoci sorprendere dalla novità che solo Cristo può dare. Lasciamo che la sua tenerezza e il suo amore muovano i nostri passi, lasciamo che il battito del suo cuore trasformi il nostro debole palpito.

È ormai alle porte il Mese di Maggio, tradizionalmente dedicato alla figura di Maria e particolarmente attento alla preghiera del Santo Rosario.

Molti dei Gruppi di Preghiera utilizzano questa preghiera mariana come elemento fondamentale dei propri incontri.

Ci sembra allora proficuo riportare all’attenzione di tutti la Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae” di San Giovanni Paolo II, documento in cui il Papa ripresentò l’importanza della devozione mariana. Nel terzo capitolo offrì spunti anche molto concreti, circa il “come” si dovesse pregare il Santo Rosario.

L’intera Lettera può essere letta cliccando qui.

Circa la selezione del terzo capitolo, viene spedita come allegato a questa newsletter, oppure può anche essere scaricata cliccando qui.

 Ecco ora alcuni aggiornamenti relativi alla vita della nostra Comunità.

Nella Cittadella Cielo di Frosinone continua il CORSO DI CONOSCENZA DI SÉ E GUARIGIONE DEL CUORE tenuto da CHIARA AMIRANTE. Non solo ogni 3° venerdì del mese ci sarà l’ARTE DI AMARE MA, di mese in mese, sarà anche possibile fermarsi dal venerdì alla domenica per vivere una “tre giorni” di corso specifico. È necessario iscriversi su www.iscrivi.me. Per reperire informazioni circa le attività a voi più vicine, compreso il percorso dell’arte d’amare, potete trovare informazioni grazie al servizio presente su www.informa.me.

Prossimo weekend a Frosinone: 19-21 maggio 2017

  • La prossima Giornata di spiritualità sarà il 7 maggio, sempre a Frosinone, presso la nuova Sala polivalente a Cittadella Cielo. Ecco i dettagli: https://goo.gl/XQrmpR
  • Le Giornata di Spiritualità con Chiara Amirante sono ora visibili anche su Youtube:

https://www.youtube.com/user/nuoviorizzontiwebtv

Iscrivendosi al canale si verrà aggiornati della disponibilità di nuovi video da vedere.

  • Come sempre, vi ricordiamo la possibilità di nutrirsi quotidianamente di Parola di Dio grazie alla Parola di Luce che Chiara Amirante condivide ogni giorno sulla sua Pagina Pubblica in Facebook.

Ecco il link diretto alla Pagina Pubblica di Chiara: http://www.facebook.com/C.Amirante

 

Nel corso di questo periodo, oltre alle intenzioni base per tutti i Cenacoli di preghiera[1], preghiamo per:

  1. La Pace nel mondo, sempre più minacciata a causa delle omertà dei potenti e degli interessi particolari di pochi. Teniamo particolarmente nel cuore l’immane conflitto siriano, chiedendo a Dio di disperdere i superbi nei pensieri del loro cuore, di rovesciare i potenti dai loro troni e di rimandare i ricchi a mani vuote. Siano i piccoli e gli umili ad essere innalzati, gli affamati ad essere ricolmati di beni;
  2. Chiara Amirante, la sua salute e le sue particolari intenzioni; chiediamo a Dio un surplus di doni dal Cielo, che possano sostenerla in questo momento di strappo dopo la nascita al Cielo di mamma Mietta;
  3. Il papà di Daniela Martucci e i genitori di suo marito Massimiliano Carbonari, che attraversano un momento di grave malattia; uniamoci in preghiera chiedendo ogni grazia e benedizione dal Cielo;
  4. Tanti amici ed amiche vicini ai nostri Cenacoli, Gruppi e Comunità, che in questo momento stanno vivendo prove e difficoltà, sia fisiche che spirituali;
  5. Alcuni ammalati, anche giovani, a causa di SLA e altre malattie degenerative e per coloro che stanno loro accanto; stiamo facendo loro visita, in modo speciale nel territorio di Frosinone e chiediamo sostegno a tutti voi nella preghiera;
  6. La Cittadella Cielo di Frosinone, e le altre Cittadelle nel mondo, fisiche e spirituali, perché lo Spirito Santo continui a guidarci nel comprendere e compiere la volontà di Dio;
  7. Il Santo Padre Francesco, in modo speciale per le decisioni importanti che dovrà prendere, riguardanti la vita della Chiesa Italiana.

Vi ricordiamo poi lo spazio del network cdl, dove potete inserire le vostre intenzioni di preghiera.

Grazie a tutti voi per la cordata silenziosa che ci rende una cosa sola tra noi e con il Cielo!!

Buona Pasqua ancora a tutti!!!

Don Giacomo Pavanello

Don Davide Banzato


[1] – pregare per coloro che non hanno conosciuto l’Amore, che vivono nella disperazione e nella completa separazione dal Padre celeste;

- pregare per tutte le attività di evangelizzazione dei Cavalieri della Luce e l’Opera Nuovi Orizzonti;

- chiedere con insistenza l’effusione dello Spirito Santo per la Chiesa e per tutta l’umanità.