Una Santità quotidiana
7 giugno 2012 ore 08:00 , scritto da don Giacomo Pavanello
Papa Benedetto XVI, lo scorso 2 giugno, a Milano, presso lo stadio Meazza, ha incontrato i giovani che hanno da poco ricevuto il sacramento della Cresima e i cresimandi che lo riceveranno a breve. In tale occasione ha pronunciato parole passate quasi in sordina, perché al termine di un discorso più lungo, ma di valore e altezza grandiosi.
“Cari ragazzi, vi dico con forza: tendete ad alti ideali, (…) siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente! (…) Lo dimostra la testimonianza di tanti Santi vostri coetanei, come Domenico Savio, o Maria Goretti. La santità è la via normale del cristiano: non è riservata a pochi eletti, ma aperta a tutti. Naturalmente, con la luce e la forza dello Spirito Santo! (…) E con la guida di nostra Madre. La Madre di Gesù, Maria. (…) La Vergine Maria custodisca allora sempre la bellezza del vostro ‘sì’ a Gesù, suo Figlio, il grande e fedele Amico della nostra vita”.
Qualche mese fa, durante un colloquio con una persona, gli parlavo della meta della santità, da raggiungere quanto prima e verso cui tendere con tutte le nostre forze. Spiegavo che dev’essere una tensione continua, deve poggiare sulla santità quotidiana perché tutta la nostra vita, al suo termine, possa dirsi pienamente santa. Vedevo che la persona che avevo davanti quasi impallidiva o comunque il suo linguaggio non verbale mi rimandava un’ansia crescente, finché mi ha detto: “Io però vorrei vivere ancora un po’… Ho ancora tanti bei progetti da portare a termine.”
Il mio interlocutore non aveva le idee ben chiare: per lui santità faceva rima con morte, con distacco dalla vita. Non sarà che troppi santini e troppe immaginette con visi angelici, assorti e vagamente estatici abbiano creato una cultura di santità distorta? Del resto, sappiamo bene quanto le immagini siano più incisive delle parole!
Giovanni Paolo II, col suo canonizzare gente “comune”, ha voluto mostrare con forza al mondo intero quanto la santità sia e deve essere una meta quotidiana e feriale, e non relegata a scelte di speciale consacrazione o di impegno eroico, magari anche nel martirio. Papa Benedetto ha continuato su tale solco, e penso che parole come “La santità è la via normale del cristiano” non potevano essere più chiare!
Vengono in mente parole di inaudita intensità, pronunciate da Giovanni Paolo II in quella splendida veglia a Tor Vergata, il 19 agosto 2000:
“In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.”
Forse quel mio interlocutore così scosso dalla prospettiva dalla santità equivocata come morte da ricercarsi imminente, ha messo in luce un nervo scoperto. Perché ci accorgiamo troppe volte della santità delle persone quando esse sono già morte?
Credo che tutti noi cristiani in questo momento storico abbiamo il dovere di mostrare esempi luminosi di virtù e santità, che possano essere presi come esempi solidi. Impegniamoci allora tutti in questa strada luminosa e, messi da parte invidia e gelosie o interessi di parte, sosteniamo chi accanto a noi è già riuscito a concretizzare quegli alti ideali a cui il Papa invitava a tendere. Basta bigottismi ed esempi estraniati dalla vita quotidiana! Abbiamo bisogno di compagni di cammino pienamente immersi nel feriale, che ci aiutino a trasformare questo nostro mondo sofferente in un giardino fiorito e luminoso!








stefania polito ha detto 7 giugno 2012
Forse quello che ci manca è proprio la preghiera, quella preghiera che ci mette in comunione con Dio, in relazione con Lui che solo sa quello di cui abbiamo bisogno. Questa vita è talmente frenetica e rumorosa che non ascoltiamo Colui che parla, questa vita piena di materialismo al punto da non ascoltare in noi quella spiritualità che serve a valorizzare le virtù che possono poi portarci al cammino di Santità al quale siamo chiamati tutti indistintamente! Accettare ciò che Dio ci manda e vivere appieno quello che siamo chiamati a fare con amore, pazienza e perseveranza, affidandoci sempre a Gesù, per intercessione della Sntissima Vergine Maria, invocare lo Spirito Santo su qualsiasi cosa che ci accingiamo a fare, ( per sapere se è la cosa giusta), anche la più semplice,…..già questo potrebbe essere un buon cammino verso la Santità. Il resto è tutto nelle mani del nostro Creatore…..buona giornata
Christian Nasini ha detto 7 giugno 2012
però io credo che un pò di bigottismo ci deve essere ,altrimenti come possiamo crescere nella conoscenza e nell’amore di DIO!! una volta ho avuto un colloquio con il mio parroco( bravissimo tra l’altro) però quando gli ho detto che recito tutto il rosario ,digiuno medito la bibbia cercando di viverla e santa messa ,praticamente cerco di vivere quello che la mamma celeste ci chiede,lui mi ha guardato con gli occhi un pò sconvolti, dicendomi che quello che faccio io lui non ci riesce nemmeno lui a farlo, come a dire che il culto delle pratiche esteriori non servono !!servono i fatti !!! mi ha detto chiaro e tondo che so un bigotto. ma io gli dicevo che se sto scoprendo l’amore di DIOe la sua volontà nella mia vita è grazie a questo , perchè mi porta sempre più in profondità,mi apre il cuore a DIO ,cosi facendo riesco a metterE pratica nella vita quotidiana il vangelo . ecco perchè credo che dobbiamo essere anche bigotti !! poi credo che obbedire alla madonna non sia bigottismo se fatto tutto con l’intenzione di conoscere e approfondire l’amore di DIO.
oggi vedo che c’è tanta confusione in giro. vedo che chi è alla scuola di maria sono persone più contemplative ,sono più persone di preghiera e veniamo scambiati per bigotti , soprattutto da sacerdoti , quando credop che anche loro dovrebbero essere persone più di preghiera e di contemplazione. specialmente ora che satana è violento ,e soprattutto con loro . credo anche che se non seguiamo quello che ci dice la madonna ,non avremmo la forza per vincere le tentazioni e ne la luce di discernimento per capire la volontà di DIO nella nostra vita.
Alessandro Anelli ha detto 7 giugno 2012
Hai proprio ragione Cristian, dovremmo essere un po più “bigotti” oggi più di ieri, non nel senso di ripetere distrattamente delle litanie ma nell’applicare diligentemte e con fervore i consigli della Mamma Santissima e i dettami di Dio. Con la scusa di rendere più vicina alla gente la dottrina cattolica abbiamo perso di vista alcune aspetti cardini. Rinuncia,espiazione, sofferenza, preghiera incessante sono concetti che oggi vengono apostrofati come “bigotti” …..eppure solo rinunciando ai piaceri del corpo e della mente possiamo permettere alla nostra anima di elevarsi….espiando per i nostri peccati e SOPRATUTTO per quelli dei nostri fratelli salviamo le anime…..attraverso la sofferenza diveniamo imitatori di Cristo e partecipiamo all’opera salvifica, solo attraverso la preghiera e il digiuno alimentiamo la nostra anima e riceviamo la sapienza di Dio.
Oggi purtroppo il mondo (me compreso) è pieno di “tiepidi”….ma i essi verranno sputati dalla bocca di DIO.
C’è bisogno di anime offerte che operino per la salvezza di tante anime
Patrice Lauzeral ha detto 7 giugno 2012
Caro Don Giacomo, il focalizzare la Santità come modello di vita terrena e non solo spirituale è il compito della conversione quotidiana. L’impegno è proprio nel testimoniare con fiducia ed autenticità il Credo ed a tramutarlo in Vita vissuto in umiltà ma nella perseveranza nell’amore di Dio, a prescindere dalle vicende che caratterizzano il nostro sperimentare vitale quotidiano.
L’essere bigotti ha i suoi risvolti. Non credo che l’assiduità eccessiva muti necessariamente i comportamenti, ma possa celare il rischio d’una estraniazione al vissuto favore d’una proiezione trascendente esclusiva che può anche diventare radicalismo.
Credo invece che, senza eccessi, ciascuno di debba misurare con i propri limiti ed accettare i propri errori cercando, con l’aiuto dello Spirito Santo, di correggerli nell’impegno vissuto del miglioramento della fede sperimentata che diventata luce e attrazione salvifica. Già osservare la frequenza regolare e convinta all’eucaristia, la confessione, la recita del rosario e, qualora ce ne sia la convinzione, la pratica del digiuno come suggerisce la regina della pace, siano strumenti di salvezza autentici. Purchè rapportati alla nostra autentica volontà di partecipazione e non veicolati da un sentimento di sforzo redentore costrittivo e pergiunta autoespiatorio. Dio prima ci ama e ci perdona, poi ci giudica per salvarci con lo strumento della correzione. Solo il rifiuto determinato di Dio è la vera auto condanna.
La Santità, insomma, si conquista al quotidiano nelle cose semplici con quell’umiltà che richiede pazienza e partecipazione convinta, senza eccessi. La contemplazione avviene già nell’eucaristia e durante l’esposizione del Santissimo.
Salutissimi.
Alessandro Anelli ha detto 8 giugno 2012
E’ chiaro che tutto quello che si fà deve essere supportato da vera credenza e sentimento puro….ma permettimi di dissentire da una parola che hai più volte utilizzato “eccessi”.
Non esistono eccessi sulle cose di Dio…..Gesù ha detto “pregate incessantemente….chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua……non esiste amore più grande di dare la vita per gli amici…io sono la VIA, verità e vita” ecc.ecc
Perdonami Patrice ma se è vero che gli insegnamenti di Maria sono strumenti autentici di salvezza è anche vero che dobbiamo andare oltre la nostra volonta….”il regno dei cieli è dei violenti”: Certamente nessun obbligo ci salviamo lo stesso ma i nostri fratelli in Cristo. Amare il prossimo non è forse desiderare la salvezza della sua anima…..e se sono tantissime le anime che oggi si perdono tanto più dovrebbero esserci anime che espiano per i peccati delgi altri….. e quello che tu chiami “sforzo redentore costrittivo e pergiunta autoespiatorio” altro non è che cercare di imitare Cristo sulla via della Croce, offrire la propria sofferenza (non richederla) prendere la croce con amore dalle mani del Padre. In tutto questo c’è espiazione….e nell’espiazione si osserva la 2° parte del primo comandamento.
Patrice Lauzeral ha detto 8 giugno 2012
Caro Alessandro, ti ringrazio per la tua osservazione. Nel mio precedente intervento non intendevo certo biasimare chi si impegna e rinuncia a tutto pur di imitare Cristo. Anzi, ammiro davvero chi, come il Santo Padre, esprime quella forza trascendentale che nasce dall’umiltà e dalla totale abnegazione.
Ciò che invece mi dà fastidio è l’atteggiamento “bigotto” farisiaco che allontana anzichè avvinare le persone a Dio. Purtroppo, la crisi della Chiesa ed il bisogno di ri-evangelizzazione più volte sottolineato dal Papa, fin all’aver istituito un nuovo dicastero pontificio, è l’esempio più lampante di quella disaffezione al vivere per Cristo. Per cui, ben venga chi testimonia, anche in modo radicale, la sua personale amicizia con Gesù e serve di esempio per ritrovare Dio nella propria vita.
Quando parlo di “eccessi” è proprio il rischio che talvolta avviene di “strafare” facendo prevalere il proprio Io, anzichè lasciare che sia lo Spirito di Dio a plasmarci col tempo ed a farci risplendere di quella luce di trasfigurazione che abbagliò Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte.
La fede è un dono che “produce molto frutto” a secondo delle persone : chi il 10, chi il 30, chi il 50, come i talenti. Ed è verissimo che “amerai il prossimo tuo come te stesso” è il punto cardine della Carità intesa sia come Libido che come Agape, come BXVI scrive in “Deus Caritas est”. e, ripeto, ben venga chi lo testimonia autenticamente nella propria vita e rinuncia a tutto pur di contribuire alla salvezza della anime. E’ proprio ciò che la Madonna ribadisce in ogni messaggio lasciato a Medjugorje. e ciò che testimoniano i veggenti.
Un forte abbraccio.
Alessandro Anelli ha detto 8 giugno 2012
Sono d’accordissimo Patrice, sopratutto sul fatto che il bigottismo vuoto e farisiaco allontanta e non avvicina cosi come quando si cerca si strafare. P.Jozo e solito raccomandare ai pellegrini…..”quanto ritornate a casa non litigate con nessuno per Medu ma TESTIMONIATE.
Il vuoto bigottismo ha svuotato dal profondo ogni significato spirituale sterilizzando tante forme di preghiera.
Credo comunque che in questa riflessione il termine bigotto (che di per se non è una virtu anzi) si sia usato in relazione al fatto che per avvicinare la gente, per essere “moderni” e a passo coi tempi si tende a rendere ancora più leggero il carico trascurando a volte ciò che è importante per l’anima. Il rosario ad esempio per tanto tempo io consideravo tale pratica solo ed esclusivamente per bigotte mentre sappiamo tutto la potenza di questa preghiera, addirittura una volta oltre che in chiesa si recitata pure in tutte le famiglie…e cosi come altre pratiche come il digiuno, l’astinenza, la castita. Robe da bigotti si diceva e purtroppo oggi lo dicano anche alcuni sacerdoti. Cosi come altre verità di fede in relazione al peccato vengono ammorbidite trascurando di dire la gravità e le conseguenze dei peccati.
Dio è misericordioso, ed io spero di passare per questa porta, ma c’è anche la sua giustizia da soddisfare…..Cristo Gesù con il suo sacrificio ha soddisfatto l’una e l’altra…..ma resta sempre da soddisfare la sua sete di anime.
Allora forse è meglio essere un po bigotti, o meglio un pò più duri a riguardo le cose di Dio se questo può servire di ammonizione per qualcuno, perchè il pericolo di diventare tiepidi e veramente reale oggi più che mai
Patrice Lauzeral ha detto 8 giugno 2012
Giustissimo. Non dobbiamo avere paura di testimoniare con autenticità se questo modo, scambiato per bigotto, può scuotere la nostra e l’altrui coscienza.
Salutissimi.
Christian Nasini ha detto 9 giugno 2012
io credo che se uno prega 3 rosari, digiuna ,cerca di vivere il vangelo ,contempla cerca di andare messa ogni giorno e si confessa regolarmente , praticamente cerca di vivere quello che la madonna non è bigotto ,ma è obbediente , ma poi sono i frutti che porta in futuro , cioè posso fare tutto questo ma se non mi converto se il mio cuore non cambia allora può essere bigottismo, ma se porta frutti di conversione interiore non credo affatto.il problema è che quando dici queste cose magari a sacerdoti oppure a coloro che si reputano cristiani ti prendono per bigotto.va bhè noi dobbiamo pregare come dice la madonna per loro perchè anche essi possano essere obbedienti ai suoi messaggi.
PIETRO ABATE ha detto 6 luglio 2012
La santità è bambina! Oggi la Chiesa fa memoria di Santa Maria Goretti, era una bambina Santa con un cuore grande,
ha perdonato il suo carnefice, ed ha chiesto al Signore che
portasse anche lui in Paradiso!!! Nessun santo è, uomo o donna, maturo e autosufficiente!!! Nessuno vuole vantare
meriti personali!!! Ma tutti i figli di Dio si sentono ” piccoli ” e
sempre bisognosi del Suo Amore misericordioso e Fedele
Sempre!!! Grazie Don Giacomo!!!
PIETRO ABATE ha detto 19 agosto 2012
Mi spia alle spalle della verde cupola. Il sole splendente come non mai, guarda e illumina e riscalda, mentre solenne sale verso il Cielo di questa domenica silenziosa e bella. Benedici Signore
il Meeting di Rimini che inizia oggi. Lo Spirito Santo illumini e
fortifichi tutti i partecipanti!. Guidati con Amore dalla Beata Vergine Maria, ognuno porti il suo mattone per costruire insieme la civiltà dell’Amore universale! Grazie Gesù!!! … e Gioia Sia!!! Grazie Benedetto XVI , Grazie Don Giacomo!