Italia sul 2: la testimonianza di Angela
21 gennaio 2010 ore 06:00 , scritto da Francesco Candian
Giovedì 14 gennaio 2010, all’interno della trasmissione l’Italia sul Due è stata trasmessa la testimonianza di Angela, una ragazza che fin dalla più tenera età ha conosciuto sulla sua persona il significato delle parole “solitudine”, “indifferenza”, “abbandono”. Come racconta lei stessa, in un disperato tentativo di riscatto, di sentirsi potente o meglio onnipotente, si è piegata a “ciò che il mondo voleva”, puntando tutto su un lavoro di successo e una sessualità usa e getta accumulando nient’altro che solitudine a solitudine. Ciò che le ha cambiato la vita, in seguito al suo ingresso nella comunità Nuovi Orizzonti, è stato l’incontro con l’Amore e la Misericordia di Dio attraverso tanti fratelli e sorelle che le hanno insegnato cosa significasse realmente “dare la vita per gli altri”.
Come sottoscrive Chiara Amirante, fondatrice della comunità, nella nostra società dell’usa e getta il mondo prima seduce poi abbandona facendo in modo che la paura del giudizio e del rifiuto paralizzino e impediscano di amare ed essere amati per quelli che si è, con la terribile conseguenza di creare nel cuore ferite pazzesche che aggiungono dolore al dolore.
Come uscire da questo perverso circolo di morte?
Riconoscendosi fragili, deboli e che abbiamo bisogno degli altri e di Dio, cosicché tale debolezza possa attingere forza dalla comunione da cuore a cuore con i fratelli, attraverso la cooperazione e la solidarietà.
E giusto a conferma di quanto appena detto è Cristina Magnaschi, ex-direttrice del settimanale Confidenze, a mettere la ciliegina sulla torta, affermando che “da soli non ce la possiamo fare, impariamo a chiedere aiuto. E soprattutto mettere in conto che sbaglieremo, ricadremo ma c’è sempre una via d’uscita”.
Ma la vera conclusione spetta a Chiara che con la sua caratteristica luce negli occhi dà la più bella ed importante definizione di felicità, una felicità che si fonda nell’autotrascendenza, “la vera felicità è cercare la felicità dell’altro”.



è proprio vero, da sola non c'è la faccio!
Eppure ci diciamo cristiani! Quante Angela, Giovanna, Mario, Fabrizio abbiamo accanto a noi e non ce ne accorgiamo!Nessuno che abbia mai avuto il coraggio di ascoltare il tuo grido, Angela cara?!? Io da madre potrei anche sottolineare … quanti adolescenti vediamo intorno e più dappresso ai nostri figli” faticare nel quotidiano, arrancare nella ricerca di un’identità, sentirsi parte ed attori tali quali sono, senza massificazione, omologazione, lavaggio del cervello dalla società dei consumi? … Distogliamo lo sguardo, non ci tocca personalmente. Eppure siamo cristiani; chiusi nel nostro “ministero” filantropico ed egocentrico, attenti a non sporcarci “troppo” le mani, augiustificandoci con “ma non sono preparato”, “non è un caso facile”, “rischierei di fare peggio…”. Incapaci di scavare, tra le macerie dell’Altro, rinchiusi nel recinto parrocchiale, con etichette di movimenti ed orari e funzioni – appunto – da ministero… Attenti al proprio orticello, più che alla condivisione del Sogno e del cammino nell’immensa Vigna. L’audacia, l’ “I care”, l’attenzione a livello epidermico del dolore non ci appartiene, se restiamo troppo chiusi in noi stessi e nel fatto – anche in questo caso… – di dover essere specialisti, essere perfetti al quale ci chiama il sistema mondo; non ce ne accorgiamo, perché il soggetto del nostro “ragionare” non è veramente l’Altro. Se qualcuno ti chiede di camminare con lui per un miglio, tu percorrine due, diceva Madre Teresa, ed anche “non lasciare mai che qualcuno venga a te e vada via senza essere migliore e più contento”. Per far crescere un ragazzo – recita un proverbio africano – occorre un intero villaggio. Chiesa di Cristo, dove sono i tuoi fratelli? Dov’è Angela, Giovanna, Mario, Fabrizio … dov’è l’amico di liceo di mio figlio che ha tentato il suicidio, ma che fino all’altro ieri faceva il ganzo per il Corso e il duro nel corridoio di scuola? Perché la fidanzatina dell’amico dell’altro figliolo si stupisce se qualcuno, pur conoscendo la sua amica in coma per incidente stradale, dice che pregherà per lei e dopo mesi le chiede ancora come sta? Sì, è sull’amore che saremo giudicati. Fare le cose ordinarie con amore straordinario. Che sia veramente questo il segreto della santità?! Un abbraccio ed un bacio, Angela, dal profondo del cuore. Veramente piccolezza evangelica, veramente abbandono, veramente … oltre l’orizzonte, cieli nuovi e mondi nuovi.
Errata corrige: volevo dire “pur NON conoscendo la sua amica in coma per incidente stradale”. Scusate, non avevo riletto. EGS! ma per tutti
Anche io sto provando quelle sensazioni: SOLITUDINE, DISPERAZIONE, ABBANDONO…mi sento la più sola al mondo e mi chiudo sempre più agli altri perchè nessuno può aiutarmi.. nascondo a chi mi sta intorno la mia sofferenza ed una volta sola piombo all’inferno…sono stata delusa ed ingannata nel modo più atroce ed ora nessuno può far nulla per me nemmeno io. Sono molto religiosa ed in questo momento prego tanto ma non sento nemmeno il Signore vicino a me..forse devo essere punita per qualcosa..la mia vita è perduta ormai