La Barca fatta di legno e umanita’
30 gennaio 2010 ore 09:23 , scritto da don Davide Banzato
Alcuni mi hanno fatto notare che avendo scritto un post sulle novita’ del sito www.egioiasia.com non ho scritto una meditazione sul Vangelo questa settimana… Sono in viaggio per Riccione dove con altri collaboratori iniziamo a preparare la missione “Chi ha sete venga a Me!” di quest’estate e in questa pausa presso l’Autogrill mi sono soffermato sul Vangelo odierno, cosi’ condivido con voi qualche semplice pensiero relativo a Mc 4,35-41.
Gesu’ vuole andare verso l’altra parte del lago. Questa prima frase evoca il simbolo del cristiano sempre in viaggio e missionario per definizione, seguendo un Maestro che non solo ha percorso molte strade, ma che con la strada si e’ identificato, facendosi “Via”.
Le barche sono diverse e molte, come le vie per la salvezza e la felicita’, esiste la retra coscienza, tante confessioni cristiane e religioni, ma una sola e’ la Barca, ovvero la Chiesa, che ha come unico timoniere Cristo stesso! Saliti con Lui anche se si addormentasse apparentemente non curante della tempesta che impera, la salvezza e’ sicura, il giorno arrivera’ dopo qualsiasi notte, le tenebre saranno certamente squarciate dalla Sua Luce. Basta una Sua Parola e ogni vento tace! Non ci inganna promettendoci sempre la bonaccia, ma ci rassicura che con Lui “le forze degli inferi non prevarranno”. Ogni bambino da piccino tifa la squadra più forte, certamente e’ un comportamento ingenuo ed opportunista, tuttavia non stupido. Se sappiamo che Gesu’ ha gia’ vinto perche’ sprecare tempo nel cercare da soli la vittoria rischiando il naufragio?!
Un ultimo particolare mi colpisce: la Barca che pur fragile resiste alle onde. Quella Barca simbolo della Chiesa e’ fatta di legno, lo stesso legno piallato da Gesu’ fanciullo, lo stesso legno della Croce. La nostra fragilita’ umana messa in Mano Sua e abbracciata come Croce della Ressurezzione non ci fara’ affondare se a colpi di remate d’Amore ameremo come Lui ha amato. Di questo siatene certi!
E se hai momenti di sconforto ricordati che sulla barca sono i dodici insieme riuniti, dodici simboli di fragilita’ condivisa.
Scriveva Sant’Agostino: “Ti confesso che trovo quanto mai naturale abbandonarmi interamente all’affetto degli intimi amici, specie quando sono oppresso dagli scandali del mondo: nel loro cuore trovo riposo scevro di preoccupazione, essendo persuaso che in esso c’e’ Dio, e in Lui mi abbandono sicuro e sicuro riposo”.
Poter avere persone amiche in cui rifugiarsi anche nella sola comunione d’anima ci puo’ rinfrancare nelle soste quotidiane di ricentramento nella preghiera… Quando si inizia a boccheggiare e’ nell’unione dello Spirito che si riprende l’ossigeno x il cuore, cosi torna regolarmente a pulsare il sangue, la vita! Per questo dico sempre “Uniti nello Spirito”…



Carissimo Davide mi trovo molto con la tua meditazione. Questa mi fa collegare con il Vangelo di domenica dove Gesù stesso nella sinagoga afferma: “Oggi si è compiuta questa scrittura…”. Collego queste parole all’autorità che Lui ha sul mare e sul vento, tanto che riduce tutto a silenzio. Molte sarebbero le meditazioni da fare. Ma quell’oggi per me sta a dire che di fronte a tante bufere e paure, oggi quella Parola si è compiuta, e se si è con Lui, se si crede in Lui, oggi quella Parola si compirà . Tanta è la paura che quasi fa morire ma tanta è la forza del Maestro che riduce tutto alla calma. Certamente il mio pensiero si è fermato si sulla debolezza umana ma soppratutto su quella debolezza che riduce l’uomo all’impotenza dell’azione: i malati, gli anziani. Anche loro gridano verso il Signore e il Signore non può ridurre alla calma questa bufera se non attraverso i suoi ministri, i suoi inviati, attraverso coloro che possono recar loro una parola di conforto. Come non pensarli e come non pensare anche coloro che ultimamente sono stati vittime del teremoto, delle alluvioni, della piogia ecc!!! Come non pensare i giovani che gridono aiuto perchè hanno perso il senso della loro vita! Come non pensare quelle persone che soffrono in silenzio!
Grazie Davide!!!!!!!!
Il tema del viaggio, molto caro già agli uomini del mondo classico, si carica di nuovi significati con l’avvento del cristianesimo, divenendo metafora della vita che ha come meta finale l’eternità . Il viaggio può nascondere delle insidie, ma se siamo sulla Barca-Chiesa con Cristo, nessun pericolo potrà arrecarci danno. Basta invocare l’aiuto del Signore, tutti insieme, come gli apostoli, in unità , per essere certi di avanzare sicuri nel cammino dell’esistenza. E’ questa comunione d’amore, che ci lega a Lui e tra noi, ad assicurarci l’arrivo nel porto della salvezza. Sosteniamoci, quindi, vicendevolmente,partendo dalla preghiera sino ad una condivisione anche materiale di ciò che “ci appartiene”.
che bello….grazie Don
grazie per il tuo impegno sociale e religioso e grazie anche per la belliima foto
Grazie Don Davide!! ho meditato più volte questo brano del Vangelo e, come dice Chiara, ogni volta c'è sempre TANTO da scoprire.. la BARCA… bellissimo!!!! non ci avevo mai pensato! GRAZIE!!!!
grazie don Davide! come sempre i tuoi interventi sono preziosi per il nostro cammino di fede e di vita!
questo tuo commento,mi ha fatto tanto riflettere,mi ha dato la possibilità di ragionare con occhi diversi,condivido e mi piace il significato della barca e del legno,e sono contento quando leggo che nei momenti di sconforto devo ricordarmi che sulla barca ci sono altri 12 riuniti in 12 fragilitè diverse…GIUSTO.Ancora piu bello è il pensiero dove ci fai capire che nella vita avere degli amici in cui rifugiarsi anche solo nella cOmunione dell’anima ci puo rinfrancare…..giusto, giustissimo anche perchè è proprio quello che sta capitando a me, aver trovato dei veri amici che nn ti critica,che ti aiuta è bellissimo, GRAZIE di cuore EGIOIASIA e FAZZA DDIU,Grazie Maria e Gesù
Bellissimo questo brano.. grazie don davide
Ciao Don davide
grazie per lo spunto di riflessione
grazie Don Davide e……uniti nello Spirito!!!!!!
Il cuore … l'anima … l'ossigeno … prima di addormentarmi, queste parole e quelle onde dentro e fuori di me sono il segno che la Fede è il sorriso!!! Uniti!!!
Grazie, Davide!
Il poter stare in “quella” barca, nonostante le tempeste, è una grazia che non ha paragoni… è un vero dono!
La preziosità della vita, nelle sue varie fasi, nel suo continuo andare, fra gioie e dolori, tempesta e bonaccia, sta proprio nel portare nella nostra barca quel Gesù a cui abbiamo creduto, nonostante noi… Gli uomini, incontrando noi, forse quel “gruppo di dodici impauriti e fragili”, incontreranno Lui!
E questa è grazia! …per noi e per gli altri.
Luigi
Grazie Don Davide,parole incoraggianti che spingono a raddrizzare la rotta della propria vita e reindirizzarla decisamente verso di Lui e in Lui, se ha deviato o si è incagliata magari in qualche ostacolo. Uniti nello Spirito!
Grazie Don Davide! Nella Chiesa le nostre anime sono in comunione sempre perché desideriamo di vedere realizzato ciò che Gesù ci ha insegnato: la salvezza, la carità , una vita pulita, amici buoni, un mondo giusto e bello come il Signore lo creò. Forza! In tanti siamo con voi!
Qualcuno ha scritto che amico è colui che ti ricorda la canzone quando sembra tu ne abbia dimenticato le parole… Mi vien proprio da parafrasare sant’Agostino(a sottolineare l’importanza della fraternità e della comunione) CHI CANTA (insieme) PREGA DUE VOLTE!E non dimentichiamo la chiesa celeste, eh?! Nella mia ex comunità usa richiedere nella preghiera un santo che accompagni, ispiri, interceda per te, nel passaggio tra i vecchio ed il nuovo anno. Un compagno di navigazione, più esperto e “dotato di potere d’intercessione”… Quest’anno, provvidenziale, Santa Gertrude; ma da sempre (fedele dispensatrice di piogge di rose!!), Santa Teresa del Bambin Gesù e del Volto Santo (Teresa di LIsieux o Teresina), che si fidava talmente di Nostro Signore, da cercare (quantomeno) di resistere da sola alla tempesta che potesse ruggire nella sua povera vita, senza svegliare il Maestro… O anche, non si lamentasse poi tanto, se al buon Gesù capitasse di dimenticare il suo giocattolino in un angolo, senza degnarlo di uno sguardo. Sì, Don, remate d’amore, quando sembra ruggire la tempesta; amore nel cuore della Chiesa! E per chiosare ancora con Sant’Agostino, “ama e fa’ quel che vuoi”: da queta radice non può nascere che il bene, per noi stessi e per gli altri! Uniti, nel vento dello Spirito che allontana le nuvole e gonfia le vele. Grazie, Don! Blessings
“In realtà i maestri e i libri sono come boe che galleggiano sul pelo dell’acqua: ci segnalano che qualcosa esiste al di sotto di loro. Poi, però, spetta a noi scendere in profondità a verificare di persona” (anonimo) … e quando risaliamo, raccontare agli altri cosa abbiamo visto e toccato con mano: testimoni di gioia e speranza per dar modo agli altri di aver voglia di “scendere” in sé e “trovare”. Buon giorno di grazie di fiducia e “curiosità ” a tutti. Rita