Solo dalla terra si può arrivare al cielo
1 febbraio 2010 ore 10:45 , scritto da don Davide Banzato
Vi racconto un sogno da me fatto a Medugorje il 06 gennaio 2010: guido la vespa e scrivo nell’i-phone rischiando di cadere ma resto in equilibrio. Arrivo a destinazione forse in una scuola entrando con la vespa da un’entrata secondaria, poi preoccupato appoggio all’ingresso il mio amico e sostegno, un piccolo serpente che e’ tutto sfracellato con il corpo a metà… Lo adagio e cerco cibo per rinforzarlo e nutrirlo. Tutti accanto a me hanno paura e sono schifati non riuscendo ad avvicinarsi mi consigliano di lasciarlo stare. Io lo accarezzo e lo nutro, quando inizia a mangiare e a star meglio riesco finalmente a rasserenarmi. Allora vado in mezzo alla gente.
La spiegazione che mi sono dato verte su due punti. Prima spiegazione: dobbiamo essere “mansueti come gli agnelli e astuti/prudenti come i serpenti”. Come gli agnelli e non forti come lupi perché sia chiaro che è Dio ad operare. Come i serpenti perché pur di salvare il capo (cioè Cristo) dobbiamo sacrificare il corpo. Il serpente nel sogno indica la Prudenza.
Seconda spiegazione datami da Chiara il 10 gennaio: il serpente è soprattutto ‘una parte di me’, in particolare quella dell’edonismo e poi della vanagloria, che mortificata è quasi morta. Posso cadere nella vita e perdere l’equilibrio quando sono nei due estremi: o la mortifico del tutto troppo duramente senza guardarla e considerarla fino a dimenticarmi esista e così quando meno me lo aspetto mi morsicherà, oppure assecondandola in modo errato e senza criteri. Devo riconoscerla, guardarla e riconciliarmi con lei. Devo anche nutrirla nel suo aspetto sano con i sani piaceri della vita (amicizia, sport, cibo… con misura…).
Spesso mi sono chiesto: ma Dio e’ stato ingiusto nella strage degli innocenti avvertendo solo Giuseppe? Assolutamente no! Come ha parlato in sogno a Giuseppe ha parlato a tutti in modo diverso e personale, ma solo lui e’ stato docile e in ascolto.
Allora condivido con voi questo mio sogno perché mi ha fatto fare un grande cammino e lo esplicito attraverso alcuni punti del Vangelo di Marco 1,21-28: “erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell’uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.”
Quale tipo di autorità ha Gesù per sconvolgere gli animi e quale novità ha rispetto agli scribi e ai farisei? Loro sono sempre così aggiornati, fanno continui corsi e master… probabilmente la Sua Unicità di Figliolanza con Dio, in effetti è Dio, porta qualcosa che nessuno può portare se non Lui: la Sapienza incarnata. Il mondo oggi non ha bisogno di eruditi predicatori, di fini teologi, di profondi filosofi… ma di testimoni veraci! Ecco lo scarto tra noi e il Figlio di Dio per natura! Noi figli di Dio per adozione e Lui Verbo incarnato! C’è una Sapienza, quella di Dio, che ingloba quella degli uomini a tal punto da poter dire che “ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente della sapienza degli uomini”, come afferma Paolo di Tarso. Questa Sapienza non è oggetto della sola ragione, non si impara sui banchi di scuola, ma solo alla scuola del cuore dove intelletto e cuore coordinati e fusi in uno si alimentano dello Spirito Santo. Lo scarto di Gesù di Nazareth, della sua autorità è però in un punto semplice ed alla nostra portata: in Lui tra il dire e il fare non c’è distanza! Ecco il segreto: “non essere solo ascoltatori, ma mettere in pratica la Parola!” Come lo fece Maria, creatura perfettissima che per prima fu discepola pur essendo Madre.
Quel “che hai a che fare con noi Gesù di Nazareth” suona come un “Che c’è tra noi e teGesù di Nazareth?” Che c’è tra me e te o Dio? O meglio, non dice Dio, concetto, ma una Persona:Gesù di Nazareth, il Signore, il Cristo. Che cosa c’è tra me e te? C’è che devo consegnarti proprio quella parte di me che non voglio vedere, che nascondo e che così facendo all’improvviso mi morderà come i serpenti nel deserto. Solo se innalzerò il serpente sintesi di una parte di me che voglio rifiutare, ma di cui sono composto, solo se lo darò in mano a Te, che lo redimerai e lo trasfigurerai allora questo cambiamento avverrà.
Solo dalla Terra si può arrivare al Cielo! Solo passando per la nostra umanità, solo riconciliandoci con noi stessi e con le parti che più vorremo cancellare, dai ricordi, alle emozioni, alle passioni che ci sono scomode, solo attraverso questo corpo così come siamo, possiamo costruire e percorrere il nostro futuro fatto di orizzonti d’eternità. Gesù non solo ha percorso questa via, ma si è identificato con questa via facendosi tale: “Io solo la Via”! Si tratta della via dell’umanità da abbracciare, del fratello accanto, di chi conosco ma che mi interpella, del mio passato, dei miei errori, del mio caratteraccio, delle mie rimozioni, dell’essere nella sua totalità, ovvero la via dell’Amore che si incarna. Cos’è l’Amore? Gesù Cristo Crocifisso e Abbandonato, risponde Chiara Lubich.
La guarigione non è indolore, ma tra strepiti, grida… come in un parto. Non posso arrabbiarmi con Te Signore quando io stesso ti chiesi di liberarmi. Come posso prima chiederti di guarirmi e poi accusarti di farmi soffrire? Grazie per questa rinascita! Grazie per questa nuova nascita. Grazie perché riconsegnato tutto a te sono trasfigurato e rinnovato nel mio essere, figlio nel Figlio inserito nel Cuore della Trinità.



Grazie, Signore Gesù!Anch’io ti ringrazio… Se ti ho chiesto di liberarmi, potrò lamentare il calore del ferro delle catene che si surriscalda mentre gratti via quanto le serra?!… “(…) Alla fine, quello che manca è l’umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò che è più grande, ma anche il CORAGGIO AUTENTICO, che porta a credere a ciò che è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme. Manca la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la STRADA DI DIO. Il Signore però ha il potere di renderci CAPACI DI VEDERE E DI SALVARCI. Vogliamo, allora, chiedere a Lui di DARCI UN CUORE SAGGIO E INNOCENTE, che ci consenta di VEDERE LA STELLA DELLA SUA MISERICORDIA, di INCAMMINARCI SULLA SUA STRADA, per T R O V A R L O ed ESSERE INONDATI DALLA GRANDE LUCE E DALLA VERA GIOIA che EGLI ha portato in questo mondo. Amen!” Omelia di S.S. Benedetto XVI – 6 gennaio 2010
ormai,è diventato OSSIGENO,aspettare la mattina per collegarmi a EGIOIASIA per leggere e meditare e riflettere quello che scrivi, scrivete,mi rafforza il cuore e l’animo, mi aiuta a capire e ad andare avanti…. Io ho sempre avuto un problema(?) di fondo, quello di essere spaventato per non aver potuto,per vari motivi,studiare, questo mi ha portato a chiudermi un pò,in me stesso.quante volte seguendo la santa messa mi dicevo…ma perchè bisogna chiudersi in questi 4 muri per ascoltare il vangelo, perchè? ma perchè? ora ..leggendo quello che hai scritto,mi sento sollevato,e si,ora sono più contento, perchè so che per aiutare il prossimo, essere figli di Dio,vivere il santo vangelo non è solo quello che ci insegnano, ma tanto altro…ora so che FORSE c’è una speranza per me,so che, ora ho qualcuno che mi potrà dare una mano a capire…grazie EGS FDD
Carissimo Giuseppe sono proprio contento possa essere “ossigeno” questo piccolo contributo e questa semplice condivisione d’anima. Uniti sempre nello Spirito!
come diceva Maritn Luther King:se nella vita hai dato speranza a qualcuno non sei vissuto invano!!!alimentiamo la spernza noi vangeli viventi…sotto questa società di mentite spoglie,dove regnano le fandonie ma tutti sono sordi all’urlo silenzioso di un anima senza parole!il nostro rapporto con DIO sarà sempre di tipo stechiomertico,DIO sarà sempre il reagente in eccesso e noi il reagente limitante…ma nei nostri limiti possiamo approdare nell’amore agapico con l’aiuto di DIO!!!!!!
ciao! credo abbia anche un’ulteriore messaggio il tuo sogno, caro don. Gesù, imho, ci invita ad elaborare il “distacco”. solo quando sarà completato saremo liberi. ti parla una sciocca, ma credo sia così, che quel serpente maciullato sia la tua “identità” messa alla prova. ho un caro amico, don anche lui, che non accetta di essere chiamato don. desidera essere chiamato col suo nome e basta. quel ‘don’ lo spersonalizza e gli crea solitrudine, sofferenza. personalmente posso portarti una delle mie molte esperienze, oniriche e non. sognavo continuamente che avrei perso il portafogli e questo mi angosciava in un modo immisurabile, ma non per i soldi, bensì per i documenti di identità, così, sfiancata, mi sono rivolta alla Madonna chiedendogli di porre fine a quel tormento onirico. ebbene, il portafogli, poco dopo, mi è stato ‘realmente’ rubato e non ti dico ciò che ho provato: una totale liberazione, un profondo senso di leggerezza, il non possedere più documenti che accertavano una mia ‘identità’ mi ha portato uno stato di serenità tale da essere a parole indescrivibile. è avvenuto un cambiamento dentro di me anche verso gli altri. inoltre, non soffro più di solitudine e faccio altri sogni. tanti. tutti ‘religiosamente’ sminuzzati, al risveglio e insieme a Gesù troviamo il bandolo… il pensiero che più mi rende forte è che nessuno può rubarmi Dio! La mia identità l’ho donata a Lui e quando dialoghiamo gli dico: Gesù, se piace a te piace anche a me!
un bacio santo a tutti.
grazie!
ps: mi correggo: ‘un ulteriore’ senza apostrofo. scusate… (ecco questo bisogno di ‘correggermi’ è un’altra storia ancora da limare)
:p
altro refuso: alla Madonna ‘chiedendole’
Mi sa che questi “piccoli computers” e questi “serpentelli” sarà meglio lasciarli, posarli. Viva la vita, bella, semplice, pura come quella dei fanciulli, come quella che c’insegna Gesù. Vvb
Don Davide, ciò che mi colpisce di questo post è la tua consapevolezza degli errori commessi e dei punti “deboli” del tuo carattere. Avere tra le mani il piccolo serpente potrebbe voler dire che hai la situazione sotto controllo. Sai che ci sono delle cose da migliorare ed è ciò che stai facendo. E’ proprio questo che ti permette di andare sereno tra la gente, sapendo che c’è la coerenza di vita a sostenerti nell’annuncio della Parola.
“…C’è che devo consegnarti proprio quella parte di me che non voglio vedere, che nascondo e che così facendo all’improvviso mi morderà come i serpenti nel deserto.”
GRAZIE di CUORE, CARO don Davide.
GRAZIE di cuore da un CUORE ferito ma AMANTE e FIDUCIOSO.
REALMENTE non so …ma mi FIDO di DIO e penso anche che tu SEI un SUO valido TESTIMONE.
GRAZIE di cuore: Antonello. CIAO
ps Per GIUSEPPE: GRAZIE di CUORE anche a TE per il tuo COMMENTO; CIAO!
……dormire male,rigirarsi nel letto,sperando che arrivi subito l’alba del giorno dopo, e svegliarsi con la voglia di accendere il pc, questo mi è successo stanotte.Era come se ero incoraggiato da qualcosa,ma non capivo, questo ho fatto stamane, ho acceso il pc…e subito sono entrato in facebook e quindi qui, su egioiasia, e quando ho letto le risposte vostre, caro davide e caro antonello, mi sono commosso, mi sono sentito felice. Si, lo so, sarò pesante,ma perchè non condividere la gioia,mi sembra tutto strano, mi sembra come un sogno, spero che non sia un brutta illusione,ma sono contento che servo almeno a qualcosa e che qualcuno mi pensi. GRAZIE DI CUORE. EGS FDD
I SENSI DI COLPA!
Mah?
Penso abbiano poco o nulla a che fare con una propria consapevolezza sulle nostre responsabilità e li concepisco solamente se ci siamo serviti della cattiveria e dell’odio per agire contro qualcuno ed anche contro noi stessi.
Contro noi stessi quando non sappiamo più prenderci cura della nostra persona, perchè ogni qual volta ci facciamo del male dobbiamo chiederci:”A chi amo di più, gli o le farei la stessa cosa?”
Spesso, la risposta è un secco “NO!”; quindi, perchè fare la stessa cosa a noi?
“Ama il tuo prossimo come te stesso”, cita forse il più importante Comandamento.
Però penso che dopo aver esternato il sentimento della rabbia, oppure, dopo un periodo in cui non siamo riusciti a trovare il lato positivo di una specifica situazione che ci ha fatto molto soffrire, quando si riesce a venirne fuori, non penso che dobbiamo rovinarci tutto con i sensi di colpa per ciò che prima abbiamo provato e vissuto (“mi sento in colpa perchè prima non capivo che nonostante tutto, sono fortunata e Dio mi ama…ecc…”).
Quando ho smesso di ricorrere agli inutili sensi di coLPA “post momenti critici”, ho imparato a godermi meglio la fase in cui tutto davanti a me si rillumina e assolutamente non ho più la minima intenzione di sciupare questi momenti magici, appunto con altri sentimenti negativi ed inopportuni mentre siamo graziati per farci stare meglio (interiormente, anche se concretamente i guai sono rimasti).
Penso che Dio abbia “le spalle” molto, ma molto forti e come l’UNICO VERO AMICO su cui poter veramente contare, può sopportarci anche quando non diamo il meglio di noi stessi e forse proprio grazie a quei momentacci in cui abbiamo “poche idee confuse!” Lui può insegnarci nuove consapevolezze e per concludere penso anche che la nostra umiltà ci debba permettere di sbagliare senza sentirci poi in colpa perchè SIAMO ANCORA MOLTO PICCOLI e finora abbiamo capito solo un millesimo di tutta la VERITA’!