Eppure non era male la vita …
2 febbraio 2010 ore 01:28 , scritto da Fabio Salvatore
Quel ragazzo schiantato fuori da un garage.
Polvere bianca lattice di morte,
prima dell’ultimo battito del cuore
muto ha gridato.
“Voglio tornare a casa. Voglio tornare a casa”.
Un lungo gemito,
poi non c‘è stato più.
E più non ha visto
il male che si fa sotto il sole.
…
C’è tempo per nascere
e un tempo per lasciarsi.
L’unico bene è che mangi e beva
…
Dio si nasconde perché la vita resti tua.
Il mondo non è che abuso.
A Nord e a Sud,
in mezzo ai sapienti e tra gli idioti,
in mezzo agli uomini e tra le bes
tie,
tra i probi e tra i malvagi,
in mezzo al dolore e in mezzo agli agi
…
Sta la madre dolente
sotto il corpo sanguinante
del figlio inchiodato alla croce.
Sotto l’anima gemente
disarmata e impotente.
Anima senza voce
…
A quale uomo non si spezza il
cuore
davanti a quel pianto,
al dolore
della madre che patisce col figliolo
Il figliolo suo inchiodato
col torace di sangue rigato
vinto abbandonato e solo
…
Muto il cielo,
impassibile il sole sbiadisce
e scolora ogni latitudine
…
Eppure non era male la vita
…
La Pietà, Vincenzo Cerami
Chilometri di catrame. Chilometri di ricordi. Chilometri di asfalto che brucia dentro me.
Un corpo sanguinante e un cuore che smette di pulsare.
Penso alla Croce. Penso al Calvario. Penso alla Passione.
Dolore.
Ogni attimo è un fiato in gola che ti prende l’anima e ingolfa d’aria la mente che perde i sogni.
Quel mattino all’alba, un uomo sceglie la via sbagliata per la Sua domenica.
Un uomo, un padre, un marito, un amico, un conoscente cammina lungo una strada al calore di un freddo sole e slaccia il sangue dal suo corpo in uno schianto che gli cancella la vita.
Lacrime.
Era domenica mattina. Era gennaio.
Una famiglia lo attendeva nel suo letto e dormiva. Accarezzava i suoi sogni. Sorrideva. Immaginava quel pranzo, quel pane e quella gioia di ritrovarsi a tavola “Nel nome del Padre”.
Invece no.
Qualcuno spunta dal nulla e assale la Tua vita, prende il Tuo cuore e lo riduce a brandelli.
Riduce in mille pezzi quelle lamiere e il tuo corpo rimane senza parole.
Ecco il palcoscenico delle morte, di un corpo che suda e perde sangue.
Un attimo.
Ed ecco le tenebre della morte cadere non su di Te, ma su chi Ti ammazzato.
Ti fermi e ti chiedi dentro te.
Come rinunciare alla vita? Come puoi negarti quella vita? Come puoi non pensare a quell’esistenza?
Senza risposta.
Te lo portano via, in un lenzuolo di un caldo e bianco cotone.
Vorresti urlare, quell’uomo era mio padre.
Ma immortale è la morte e la pietra del sepolcro è stata subito spostata. Quel corpo senza sangue, fatto di ali, che toccano il mio cielo, siedono accanto a me e questa notte mi dettano queste parole.
“La tua colpa, papà, essere su quella strada … non esiste altra legge, se non quella del Signore che non giudica ma che ti dona amore, perdono e redenzione”.
L’occasione persa, papà, è per chi ti ha ucciso senza essere consapevole, che forse la vita va vissuta.
“Hai proprio ragione, quando sussurri nelle mie orecchie, che i sogni sono fatti di tanta fatica e che il tuo è un angolo di cielo”.
Non vivono, non amano, non abbracciano, non baciano. Negano l’anima, negano la vita. Scelgono la mediocre strada dell’apparenza, quell’involucro che li rende fintamente perfetti ma pieni di difetti nella mente e nel sangue.
Sì, il sangue!
Tutto nasce e poi muore.
Dormi papà e vola.
Quando puoi e se vuoi posati accanto alla mia anima.
Una sola domanda, vorrei farti … Eppure, non era male la vita?




Inizia in prosa, quel muscolo involontario dalle vie azzurrine, che ora pare caduto in disuso: non c’è reazione, sta andando in shock. Le coeur, è la parola stessa che tace il poeta, come finestra chiusa quando piove. Marta lo sa e scrive in frattaglie. Marta, che le manca il cuore. In quest’ora moderna, la traccia è l’atrofia di un organo, posto al centro del torace solo come motore. A tenderti la mano, sarà il braccio meccanico di un alien. La titolarità dell’arto non è sempre un diritto.
[...]
A Marta, che le manca il cuore,
hanno lasciato una pronuncia malinconica
che addensa la sua vita debole, stesa
quasi sempre sullo stesso fianco,
per essere chiamata pigra, e stanca
di un calore virtuale, che fa da segnaposto
ad entità sconosciute,
imprecisate.
[...]
Un suono argentino, una voce, una parola, “ma prima che gennaio tutto si sverni”, il suono di una parola, la voce: arrivi a desiderare il suono buono di una parola. Mio cardio, “pescatore di uomini”, magnetico, elettrico, gravitazionale, l’amore ti ha perfuso e schiocca una continua e reiterata folgorazione. Dici cose che nessuno sa, in questa intima corrispondenza, e non senza spasmo, senza stretta.
Sì, non è male la vita!
—
ciao, Fabio, un bacio. nadine
Hanno ammazzato tuo padre… una delle persone più importanti della tua vita, eppure caro Fabio, non una parola di odio, di vendetta… è questo che mi tocca l’anima. Mai una volta, nelle nostre conversazioni, ti ho sentito pronunicare frasi contro chi “prende il Tuo cuore e lo riduce a brandelli”… il PERDONO! il più prezioso dei doni di nostro Signore.
La tua forza, la tua serenità “malgrado tutto” è la conferma che il Signore non ci lascia soli, soprattutto nel momento della prova: lui vuole solo il nostro “si”, la nostra fiducia a colpi di amore e volontà… il resto lo fà Lui.
Tu sei l’esempio vivente di questo grande mistero.
Uniti nello spirito Fabio.
A domenica!
….. parole ke toccano l'anima .. ke fanno battere il cuore a mille… ke ci sollevano e ci fanno respirare la vita.. ci aprono alla luce del Signore…. al cielo … agli angeli …!!!!! grazie a te…. e alla vita …. ke viviamo ogni giorno… e gioia sia….
Fratello mio… il dolore condiviso è un dono enorme. Il dolore con le sue emozioni, le sue contraddizioni, le sue fatiche… Don Tonino Bello diceva che “è vero che il dolore e il peso condiviso diviene una piuma”, per cui si dimezza, resta ma è più leggero, ma “il miracolo avviene anche quando la gioia si condivide,perchè invece questa si moltiplica”! Ti ringrazio come ringrazio tutti gli amici di “eGioiaSia” e dei “Cavalieri della Luce” capaci di condividere i dolori e le gioie, perchè questa è vita: vita che circola, vita che si spende in modo autentico, in rapporti non da maschera a maschera, ma tra fratelli e sorelle.
Lode a Dio che ci ha aperto gli occhi e ci ha donato la pienezza della vita rinnovando e trasfigurando i nostri miseri rapporti anticipando in piccolissima parte quanto vivremo in Cielo quando “lo vedremo faccia a faccia” e potremo essere tutti in Lui “una cosa sola” davvero.
ho fatto il mio commento in http://www.egioiasia.com
si la vita non era male ,anzi……forse troppo vissuta per cose inutili ed ecco che in un attimo è stata spazzata via ,parole che ti toccano il più profondo del cuore.
vi chiedo preghiere di suffraggio per l'anima di mio zio Mario che Gesu' ha accolto stamattina fra le sue braccia.Grazie
magnifico… anche lo spettacolo, che ho avuto modo di vedere…
parole d’Amore per un dolore atroce! speranza che stride con la rabbia…perdono che prevale sui mille perché… rassegnazione e fede profonda che annullano ogni umana tristezza… GRAZIE DI CUORE!
parole d'Amore per un dolore atroce! speranza che stride con la rabbia…perdono che prevale sui mille perché… rassegnazione e fede profonda che annullano ogni umana tristezza… GRAZIE DI CUORE!
Annalisa Sparaco " Quando puoi e se vuoi posati accanto alla mia anima"….le parole e la ragione non riescono a contenere un dolore lacerante e infinito. faccio mie queste parole e penso a mia madre chiamata ad essere un dolcissimo angelo in Cielo da dieci anni. Dio libera dal dolore e dona eternità all'anima dell'uomo. Grazie con tutto il cuore.2 ore fa ·
… un film intenso! Perchè non pensi ad una sceneggiatura?.. Hai grandi doni, intimi doni, un insieme di doni… Di ti benedica, tua sorella dall’anima RiTh