Sì, il passato è un passato morto, come ogni passato …



23 febbraio 2010 ore 00:30 , scritto da Fabio Salvatore

“Ci sono cose che rimandiamo, ma con il passare degli anni ho imparato che dovremmo vivere come se non ci fosse un domani, perche’ cio’ che conta e’ adesso. E se sono in grado di sperimentare a fondo l’esistenza a ogni istante, allora alla fine del mio percorso avro’ messo insieme una vita piena di momenti gioiosi. Voglio aver vissuto. E ora comprendo quanto sia importante fare una scelta basata non tanto sulle paure latenti nella mia mente, ma sulla base di una liberta’ che viene dal guardare all’esistenza con occhi sinceri, senza lasciare che l’espressione: “Chissa’ se…” s’insinui tra me e la persona che vorrei essere, agendo e comportandomi nel modo in cui il mio io interiore mi dice che dovrei”.

Ho ritrovato queste parole e all’improvviso ho chiuso gli occhi e ho rivisto nella mia mente gli attimi di una vita presente e passata.

Sì il passato, è un passato morto come ogni passato, e questa vita che stringiamo fra le braccia alle volte sembra non essere più nostra.

Quando ho scritto il mio primo romanzo “Cancro, non mi fai paura”, stentavo a credere che sarei riuscito a risvegliare animi e coscienze e scoprire che quella parolina fatta di sei lettere facesse così paura. CANCRO. Il cancro fa paura a chi non lo incontra e il più delle volte chi vive sulla sua pelle il dolore riesce a donare amore e serenità a chi lo circonda.

In questi anni fatti di lacrime, di corsie d’ospedale, di silenzi, ho incontrato la vita e mai la morte, perchè di cancro si vive, non si muore soltanto.

In tanti, hanno voluto insieme a me, togliere il bavaglio a questa malattia, pronti ad essere meno omertosi e veri.

Perchè nascondersi e cancellarsi nel dolore?

Sono passati due anni e in tanti soffrono, in molti abbiamo un cancro fisico, ma quello peggiore, quello della mente e dell’anima, coinvolge la maggior parte di noi.

Lungo quelle corsie ho trovato uomini soli, abbandonati a se stessi, naufraghi del proprio dolore umano, cancellati nel proprio Io, ma all’improvviso pieni di speranza e con la voglia di donare e di donarsi.

E’ bastata una carezza, una parola, un eccomi!

Ecco una lacrima taglia le guance.

Chiudo ancora una volta gli occhi, e ritrovo quei volti, quelle mani, quelle frasi e quel grido d’aiuto.

Spalanchiamo le porte a Dio e chiediamo a Lui di portarci lontano nel sole del dolore, perchè il male non è solo la solitudine. Il dolore è la gioia dell’anima e il cuore è il seme dell’infinita speranza.

“Io, cancro non ti ho mai maledetto e mai lo farò”.

In queste settimane sto rincontrando la vita e la gioia di aver scritto un nuovo racconto, mi dona la forza di guardare a quel cielo racchiuso dentro me: l’anima. Il cancro l’ha corteggiata, l’ha desiderata, ma mai l’ha avuta.

Non chiediamoci mai, perchè proprio a me e non neghiamoci la forza e il coraggio del dolore. Non aggrappiamoci alla Fede, ma viviamola, perchè è la certezza che ci riempie il cuore di gioia e che ci dona l’emozione profonda del presente, che diventa domani, vivendo.

Morire non e’ un male. Non vivere la vita a fondo, questo si e’ un peccato !