Figli della Luce: quando arriva la rovina, arriva la salvezza!



1 marzo 2010 ore 06:48 , scritto da don Davide Banzato


Quando sembra arrivi la “rovina” per la nostra vita, allora è il momento in lodare Dio che inizia a scavare dentro di noi per permetterci di crescere, di cambiare, di andare in crisi, in poche parole, ci sta salvando! Quello che sperimento in anni di vita comunitaria è proprio questo. La vita comunitaria, il mettere Gesù in mezzo tra noi, permette a Dio di essere “rovina” per noi, ci spinge fuori! Ognuno di noi ha il suo “demone” nascosto, bisogna riconoscerlo e smascherarlo perché ne siamo liberati. La presunzione di essere apposto, “non rubo, non uccido, …non faccio niente di male”, ci impedisce di avere quell’umiltà che è il terreno fertile per l’azione dello Spirito. Queste riflessioni oggi mi sono venute nel meditare Lc 4,31-37 quando il demonio inizia a gridare: “Basta! Sei venuto a rovinarci?” e Gesù gli intima: “Taci, esci da costui!” e il demonio gettandolo a terra in mezzo alla gente esce da lui “senza fargli alcun male”. Queste poche righe sono potenti e veritiere, non per niente sono Parola di Dio: Dio ci può liberare se glielo permettiamo, ma anche se in quel cadere a terra si soffre un po’, anche se c’è un’apparente sconfitta e umiliazione “in mezzo alla gente”, alla fine ci libera “senza farci alcun male”. L’apparente rovina in realtà è una rinascita!
Da consacrato, il che significa completamente consegnato a Dio, spesso mi viene da dire a Gesù: “Basta! Almeno questa cosa lasciamela!” perché mi sembra venga a rovinare tutti i miei piani. Più si va avanti più pota le piccole cose e continua sempre la crescita nel lasciare il proprio io, la propria volontà per lasciare spazio a Dio. Ma quel morire a me stesso, quel superarmi è ogni volta una piccola rovina che mi salva.
Da uomo percepisco sempre il “demone” che durante il giorno mi seduce per la via larga, per la compiacenza, per quella strada che lì per lì mi darebbe piacere, ma che si tratta di un apparente bene, un apparente appagamento che poi lascerà spazio al vuoto e alla solitudine. Ecco che quando riconosco di essere al bivio, ecco che quando quel demone si infiltra, devo permettere a Gesù di dirgli “No! Vai via! Esci…”
Da fratello inserito nel mondo dove ognuno è il mio prossimo devo vigilare sul cammino di chi incontro per essere io stesso Gesù per loro e se sento giudicare, se sento sparlare, se sento aprire spazi al divisore, devo intervenire con carità e fermezza allo stesso tempo per dire: “Taci!”.
Se questo cammino di vera ascesi non viene percorso “arriverò d’improvviso la rovina”, quella vera, “come le doglie di una donna incinta” che ci risucchierà nelle tenebre, là dove è buio, là dove si inciampa facilmente, là dove si cerca di nascondersi per la vergogna. Invece se restiamo in questa dimensione di conversione allora la rovina è salvezza perché nasciamo e ci realizziamo, diventiamo “figli della luce e del giorno” (1Ts 5,1-11). Gesù a volte è duro ed esigente, ma è per il nostro vero bene, per ristabilire la nostra vera identità e dignità di figli di Dio, figli della Luce!