Venticinque anni di GMG



17 marzo 2010 ore 06:30 , scritto da Saverio Gaeta Gaeta

La Giornata mondiale della gioventù compie 25 anni e Benedetto XVI, per la prossima edizione del 28 marzo, ha proposto il racconto evangelico del giovane ricco – nel quale san Marco sottolinea che Gesù «fissò lo sguardo su di lui e lo amò» – al centro della consueta lettera ai giovani e alle giovani di tutto il mondo.

Ha commentato papa Ratzinger: «Nello sguardo del Signore c’è il cuore di questo specialissimo incontro e di tutta l’esperienza cristiana. Infatti il cristianesimo non è primariamente una morale, ma esperienza di Gesù Cristo, che ci ama personalmente, giovani o vecchi, poveri o ricchi; ci ama anche quando gli voltiamo le spalle. Commentando la scena, Giovanni Paolo II aggiungeva, rivolto a voi giovani: “Vi auguro di sperimentare uno sguardo così! Vi auguro di sperimentare la verità che egli, il Cristo, vi guarda con amore!”».

La domanda del giovane ricco a Gesù è quella che tanti di noi quotidianamente si pongono e gli pongono: «Che cosa devo fare?». Per Benedetto XVI all’origine di tale interrogativo c’è la questione del senso autentico della vita, delle scelte da compiere per costruire un serio progetto di vita, della scoperta dei doni elargiti da Dio e delle nostre responsabilità

Da duemila anni la risposta di Cristo è sempre la medesima: «Vieni e seguimi». L’appello è ad andare oltre ai nostri illusori progetti personali, per dare invece compimento al piano divino e per realizzare la sua volontà di bene e di salvezza. A noi spetta la scelta fra l’accogliere con gioia questo invito, per vivere intensamente e con frutto in questo mondo, oppure il rifiutarlo. Come conclude il pontefice: «La tristezza del giovane ricco del Vangelo è quella che nasce nel cuore di ciascuno quando non si ha il coraggio di seguire Cristo, di compiere la scelta giusta. Ma non è mai troppo tardi per rispondergli!».