La latente bellezza
2 aprile 2010 ore 12:27 , scritto da Luigi Maria Epicoco
“Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.” (Isaia 52)
Il silenzio del venerdì Santo non nasce dalla beatitudine ma dalla quiete dopo la tempesta. E’ il silenzio di chi è esausto perchè ha visto cose che non avrebbe voluto mai vedere, ha udito parole che non avrebbe mai voluto sentire, ha vissuto cose che non avrebbe mai voluto vivere.
E’ il silenzio di chi è atterrito dall’accaduto. Il vero scandalo del cristianesimo risiede nella “forma” di Gesù, cioè nella Sua maniera di mostrarsi:”Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere”. Quando uno si compromette con ciò che crede, paga salato questo prezzo, e questa cambiale non è mai bella, è sempre una perdita specie davanti agli occhi degli altri. La traduzione volgare di questo è riassunta in quelle parole fredde e agghiaccianti che tante volte diciamo e ci vengono dette: “ma chi te l’ha fatto fare”. Questo rischio, questa fatica, questo apparente fallimento è il luogo dove incontriamo Gesù Crocifisso. Dio non abita solo le giornate dove tutto va bene, Egli ha riempito anche quegli anfratti oscuri dove tante volte passiamo molto tempo della nostra vita. Sono gli angoli oscuri di certe famiglie, di certe malattie, di certe storie, di certe circostanze. Gesù ha sancito un cambiamento radicale. Quello che prima era solo un fallimento oggi è anche il luogo della Sua presenza, e se trovi il coraggio di non dissertare la fatica di quell’istante, e di quelle circostanze, allora vinci come Egli stesso ha vinto. Ma la vittoria passa sempre attraverso la prostrazione della sconfitta. Per paura di perdere molte volte evitiamo anche di vivere. Gesù ci insegna che non solo non dobbiamo avere paura di perdere, ma dobbiamo avere il coraggio di perdere; ma di perdere alla Sua maniera. Perdere con fiducia, rischiando in estremo di lasciarsi nelle mani di un Padre/Dio che senti lontano, assente, inestistente, incomprensibile. La fede và professata quando tu averti l’assenza di ciò che credi. ”In manus tuas”, Nelle Tue mani, Padre, consegno tutto, consegno ciò che sono, consegno la mia vita…Da quel momento inizia la risurrezione…




Carissimi amici ringrazio don Luigi per questo meraviglioso post che ci aiuta ad immergerci nell’Amore di Dio che arriva all’etremo punto di donarsi nel suo Sangue. Noi cristiani abbiamo la responsabilità di sapere che la nostra libertà, la nostra gioia, il nostro vivere da figli di Dio è costato il Sangue di Cristo, il Sangue di Dio.
Davanti ai Carmi del Servo di Isaia, ai Salmi come il 21 che ben 1000 anni prima descrive la passione, davanti al Passio che oggi mediteremo… sgorga dal mio cuore solo un “Grazie Signore! Grazie per il Tuo Amore” e la responsabilità di tutti ad essere testimoni della Sua Gioia per non rendere vano il Sacrificio del Suo Sangue!
Sant’Antonio di Padova scrive in una sua omelia: “L’uomo nell’eden non ha accettato di essere servo di Dio, dunque Dio si è fatto servo dell’uomo”. Dio ci supera sempre e non si lascia mai battere in Amore. Dio ha sempre l’iniziativa e ci invita alla piena comunione con noi e quel Suo Sguardo tumefatto, quel Suo Sguardo arrossato, quel Suo Sguardo capace di perdersi nell’abisso del peccato e del male e della disperazione dell’uomo, è uno Sguardo d’Amore che ci invita ad amarLo con altrettando Amore.
Cari Don Luigi Maria e Don Davidino,stavo proprio aspettando un post sulla Passione di Gesù per rendere più bello questo Venerdì Santo.
Grazie delle bellissime parole,che si possono conservare nel cuore per ripeterle a tutti quelli(e ci mettiamo dentro proprio tutti noi) che ogni tanto gridano di non scoprire ilvolto di Gesù nel fallimento,nell’ ingiustizia,nella solitudine.E’ proprio difficile perdere l’abitudine mentale di noi umani,molto comprensibile ma errata, che il Bene deve avere ilvolto bello e vittorioso!Gesù ha scelto un’ altra strada,altrimenti avrebbe fatto il Messia da musical,il Jesus Christ Suoperstar!Un abbraccio.Giovanna Immacolata.
Il silenzio del Venerdì Santo che nasce dalla quiete dopo la tempesta …
Bello questo concetto don Gino bello …
A proposito ciao e ben rivisto (si fa per dire) …
Il Venerdì Santo lo scorso anno fu davvero la quiete dopo la tempesta …
Lo scorso anno Venderdì Santo ci furono i funerali delle vittime del terremoto …
C’eri Tu tra i celebranti …
C’ero io tra i parenti delle vittime (purtroppo) …
E’ stato davvero un Venerdì di Passione …
Quest’anno, quasi un anno dopo, lo stato d’animo degli Aquilani è lo stesso …
Anzi peggio …
Un figlio di 20 anni che non riesco a far riaccostare alla Chiesa di Gesù Cristo …
Un figlio di 20 anni che mi si è allontanato dopo anni di impegno in gruppi cattolici dopo aver visto le bare bianche con i giocattoli sopra il giorno del funerale …
L’altra figlia, 16 anni, reazione opposta … era meno legata del primo alla Chiesa e si è legata assai di più dopo il terremoto.
Stò cercando in tutti i mdi di far riaccostare Andrea (mio figlio) alla Chiesa ma trovo difficoltà …
E sai perchè?
Per il clero … per quello che di negativo la Chiesa per tramite una parte del clero riesce a mostrare di Se …
Per carità non stò facendo un’atto di accusa a nessuno …
Ma certo quel che i media mostrano della Chiesa a partire dal sul massimo rappresentante sulla terra non aiuta …
Poi ci sono i “mediani” della Chiesa … e meno male che ci sono …
Sacerdoti che LAVORANO davvero per la gente e fra la gente …
Abbiamo qui a Pettino don Dante che in questo è maestro …
Ed è grazie a Lui che sono riuscito a portare Andrea alla Cresima … tra mille dubbi ed incertezze ma ce l’ho portato insieme alla sorella nel giugno 2009
Era programmata la Cresima … ma dopo il terremoto Andrea rifiutava ogni contatto con la fede …
Grazie a Don Dante sono riuscito a fargli fare questo passaggio e stiamo lavonadno per riportarlo su quelli che io ritengo siano i giusti binari …
E’ un bravissimo ragazzo credimi …
Ma in crisi con la Chiesa a causa del Clero …
Non sono gli angoli oscuri di tante famiglie a creare disagio don Gino credimi …
Sono i TROPPI lati oscuri del clero che pongono dubbi e problemi tra i giovani … tra molti giovani …
Mio figlio come tanti suoi coetanei (e Tu sai che io ne frequento tanti grazie al ruolo che svolgo in Università) sono affascinati e seguaci di Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti …
Il problema, e devo dire che spesso i dubbi vengono anche a me, arriva dal corpo rappresentante Dio in terra … il clero …
Saper perdere con fiducia …
Bellissimo concetto …
Ma è stato nelle sale della Curia che ho visto l’esatto opposto don Gino …
L’esatto opposto …
Massima considerazione per don Peppe (per me il nostro Arcivescono resta il don Peppe allora sacerdote e nostro assistente ecclesiastico) …
ma al contorno ho visto in prima persona troppe distorsioni …
Io le ho viste ed i dubbi mi assalgono …
I ragazzi che stupidi non sono e non le hanno viste però le percepiscono …
Tu sei un giovane a contatto con i giovani …
Sai che non ti stò raccontando favole …
La morte si sconta vivendo … bellissimo concetto di uno dei massimi poeti contemporanei …
E’ vero sai … e credo che qui nel nostro piccolo a L’Aquila stiamo sperimentando davvero gli insegnamenti cristiani …
Gesù ha scelto un’altra strada … vero Giovanna …
MA siamo sicuri che il clero sia SU QUELLA STRADA?
con stima ed immutata fede in Cristo
Gianfranco Ruggieri
Carissimo Gianfranco, hai fatto bene ad aggiungere il problema del clero come un altro angolo oscuro dove sperimentare Gesù crocifisso. Permettimi però di dirti che dietro il cattivo lavoro che fanno alcuni di noi (e chissà quante volte l’ho fatto anch’io) c’è la stessa umanità di tutti. Certo, da un prete ci si aspetta che sia coerente con ciò che predica, che dice di credere, ma sai questo lo dicono anche dei cristiani in genere, lo dicono di chiunque professa qualcosa e poi smentisce con la vita. Il punto vero è: cos’è essenziale quando uno ha sete? il bicchiere o l’acqua che c’è dentro? Fissarsi troppo sulla cattiva qualità del bicchiere ci fà perdere di vista l’unica cosa che disseta, che non è il bicchiere ma l’acqua. Crescere nella fede non significa migliorare il clero (quello speriamo che accada a prescindere) ma fissare lo sguardo sulla cosa più essenziale, cioè Gesù, che è così grande da lasciarsi prendere in mano da peccatori indegni come me. San Paolo scriveva: “Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi” (2 Cor 4,7). Ecco cosa siamo, mio caro Gianfranco: vasi di creta, cioè sproporzionati rispetto a quel Dio che osa passare comunque attraverso la nostra povera e indegna umanità. Questo, sia chiaro, non giustifica nessuno ma almeno non ci lascia totalmente disperati. Prega per noi. Prega per i sacerdoti affinchè possano essere sempre più “attrattiva” di Dio e non “scandalo”. Non basta il giudizio, ci vuole anche l’impegno di tutti…
LA PASSIONE DI CRISTO: Rimane unica e IN ripetibile GESU si addossa tutte le nostre iniquità si fa FLAGELLARE scende agli inferi risale e VINCE LA morte “non è esatto secondo me dire che muore ma e più esatto dire che passa fa un passaggio gergo calcistico di tipo schematico,cioè usa,FA LUI uno schema per fare GOAL A satana al MALVAGIO che per natura la negazione sella VITA . BUONA PASQUA Zanni.
Quando uno si compromette con ciò che crede, paga salato questo prezzo, e questa cambiale non è mai bella, è sempre una perdita specie davanti agli occhi degli altri.La traduzione volgare di questo è riassunta in quelle parole fredde e agghiaccianti che tante volte diciamo e ci vengono dette: “ma chi te l’ha fatto fare”. Questo rischio, questa fatica, questo apparente fallimento è il luogo dove incontriamo Gesù Crocifisso
Ringrazio Don Luigi per avermi ricordato quanto Dio mi voglia incontrare nella fatica di tutti i giorni, nel mio essere madre 5 volte, così scandaloso per il mondo, e qualche volta, si anche per me. Nei momenti bui si perde il filo e ci si chiede proprio questo. Io, per lo meno, da imperfetta quale sono, me lo chiedo. Ma, le parole iniziali di Don Luigi mi hanno riportato al silenzio del dopo travaglio, quando il bimbo è nato, il dolore e la paura sono passati, è avvenuto il passaggio dal dolore alla vita. Ecco, il silenzio viene a riempire di senso questa sofferenza, come fa il Signore oggi, aiutandoci ad entrare nel significato di una nuova Pasqua, per donarci una nuova fiducia nel Suo Amore; nel suo essere il solo ed unico Signore della Vita, Colui, che solo, può condurre la nostra storia