Fede e totale abbandono del bambino



12 luglio 2010 ore 07:27 , scritto da don Davide Banzato

Se qualcuno di noi si trova ad avere un tavolo di legno rotto, non sapendolo accomodare, di certo non lo porterà dal farmacista, ma andrà dal falegname di fiducia confidando nella sua esperienza, dato che è lui stesso ad averlo costruito… Sembra un ragionamento logico e banale, eppure non sempre agiamo così per tutte le cose, soprattutto per le più importanti. Infatti quando qualcosa in noi non va, quando stiamo male dentro, la prima cosa che facciamo non è mai quella di andare da Colui che ci conosce, ci ha creato e ci ha pensato fin dall’eternità.  Se stiamo male ognuno ha le proprie soluzioni, dalle più o meno sane, alle più stravaganti. Eppure Dio Padre, Colui che c’ha creato, proprio quel “falegname che ha realizzato il tavolo e sa come accomodarlo”, ci ha donato suo Figlio Via, Verità e Vita, Parola chiara e definitiva ad ogni nostro problema esistenziale, dandoci lo Spirito Santo per restare in comunione piena con Lui. Ma noi non andiamo da Lui e nemmeno ipotizziamo sia davvero capace di rispondere alle nostre più profonde esigenze. Primo passo per entrare in questa “rinascita” della nostra persona è il crescere nella fede cieca, solo così l’abbandono alla volontà del Padre potrà essere sempre più pieno e perfetto.

E’ la via della fede che rende inscalfibile la comunione nostra con Dio. La fede è un dono, va chiesto, invocato, cercato. Ma è anche un atto di volontà il cercarlo, il desiderarlo, il buttarsi e fidarsi ad occhi chiusi. Bisogna fare un saltino cercando di spegnere i pensieri del cervello che ostacolano questo salto e impegnarsi concretamente nel difendere, custodire e far crescere questo dono che, anche in maniera minima, Dio fa a chiunque gratuitamente appena glielo si chieda.

Dio ha bisogno della tua fede in Lui e del tuo “sì” incondizionato per poter realizzare il capolavoro che è racchiuso in te. Ha bisogno che tu sia pazzo d’Amore per Lui e che abbracci con Gioia e senza mezze misure ogni croce che ti verrà donata dalla vita, anche quelle che ti sembreranno importabili. Ha bisogno che tu sia disposto a perderti in quell’abbisso di dolore-amore a cui ti chiama. La meta è la piena cristificazione, la piena configurazione a Cristo, l’essere una cosa sola con Lui, il vivere con Lui, l’operare con Lui. La chiara volontà di Dio per ciascuno di noi: la santità (Cfr. 1Ts 4,3: Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione). E’ il ritrovare in Lui la nostra vera identità, la nostra vera realizzazione, la nostra vera umanità trasfigurata. Il primo passo è inevitabilmente il “fidarci di Lui” come un bimbo (Cfr. Mt 5,20; 18,3-4; 19,14; Gv 3,3.5) in braccio al proprio padre o alla propria madre.