Se la Chiesa perde fiducia



14 luglio 2010 ore 06:00 , scritto da Saverio Gaeta Gaeta

Qualche volta vale la pena di prestare attenzione ai sondaggi d’opinione, pure se ciò di cui parliamo in questo ambito ha generalmente a che fare con la fede, piuttosto che con la semplice fiducia. Ma la recente indagine dell’ISPO sulle istituzioni che riscuotono maggiormente la fiducia degli italiani ha messo in luce una situazione significativa, che propone anche a noi qualche interrogativo.

Nell’arco di un anno, dal luglio 2009 a oggi, manifestano «molta» o «moltissima» fiducia nella Chiesa il 13 per cento in meno di italiani (si è passati dal 69,8% al 56,9%). E se fra chi si dichiara totalmente laico questa percentuale è diminuita dal 46 al 28, anche fra chi va a Messa almeno una volta a settimana, e dunque è considerato un praticante assiduo, il calo è netto: dall’87 all’81 per cento.

Ovviamente la spiegazione data dai curatori della ricerca è connessa alle vicende dell’attualità. Il repentino calo di credibilità viene attribuito ai diversi scandali legati a personalità ecclesiastiche – e in primo luogo la pedofilia – che negli ultimi dodici mesi hanno colpito l’attenzione dell’opinione pubblica.

Ma ciò non è sufficiente a chiudere la questione. Se i peccati personali di un certo numero di sacerdoti e di vescovi inficiano la fiducia nell’intera istituzione ecclesiastica vuol dire, a mio parere, che si è perso il senso di ciò che è realmente la Chiesa: segno dell’assoluto, presenza viva di Cristo sulla terra, immagine di una comunità che guarda verso l’eternità.

E allora il richiamo per tutti noi che di questa comunità siamo ben lieti di essere membri è anche una sfida: riuscire a trasmettere a quanti sono sfiduciati e si limitano a guardare alla Chiesa unicamente con occhio umano la bellezza dell’esperienza di gioia che abbiamo appreso a Nuovi Orizzonti. L’estate, con tutti gli incontri che offrirà (anche, ma non solo, nelle missioni di spiaggia), rappresenterà un valido banco di prova.