Il fascino di una Chiesa guerriera



22 luglio 2010 ore 11:02 , scritto da Francesco Candian

L’altra sera mi ritrovavo a guardare la TV cercando qualcosa: giusto per attendere che il torrido caldo estivo sfumasse per lasciare il piacere della brezza serale che accompagna il sonno notturno.

Un paio d’ore di zapping forsennato, viaggiando tra le frequenze pubbliche e le frequenze private in un’attesa disperata di qualcosa che offrisse un po’ di piacere, magari di distrazione, avvincente, perlomeno.

Tra il delirio di una velona sovrappeso e l’ennesimo telequiz che cambia la vita a “comuni” umani, incappo in una serie TV: niente di particolare, qualche effetto speciale, la giusta dose d’arti marziali e un saio marrone. Lasko, questo monaco pronto a fare la volontà di Dio prendendo a calci e pugni svariati criminali appartenenti ad una loggia massonica che trova il suo nome nella divinità greca della Guerra, Ares.Nell’afa che pervade le colline ciociare ho iniziato a pensare a quest’epopea di chiesa avvincente: iniziata ai tempi de Il Nome della Rosa, negli ultimi anni è fiorita con i vari Angeli e Demoni, Templari e Codici da Vinci.

Opposti a questi onirici viaggi in chiese che celano segreti imperscrutabili abbiamo in realtà una Chiesa vera, in un periodo critico che la vede implicata in problematiche esistenti ma esageratamente enfatizzate. Una Chiesa che, secondo i sondaggi d’opinione, offre sempre meno fiducia, provocando timori per alcuni aspetti e allontanamento per altri.

Mi chiedevo il perché di questa distinzione: a livello ideale troviamo affascinante una chiesa dove esistono ordini segreti, logge potenti, frati guerrieri e segreti nascosti nel recondito di opere d’arte; ma non riusciamo ad accettare una chiesa fatta di uomini, umani, che possono sbagliare. Non riusciamo ad accettare una chiesa che si muove verso una trasparenza fatta di incontri, di rapporti umani, di discorsi che richiamano ad una morale di libertà: preferiamo offrire alla chiesa la possibilità di mostrarsi con quell’aria di magico mistero che affascina.

Forse il fascino di questa chiesa cinematografata sta in una chiesa potente, che offre sicurezza, che sa offrire qualcosa di antico in chiave sempre nuova, non lo metto in dubbio, ma mi piace pensare che tutto questo fascino sia legato ad un bisogno dell’uomo per questa istituzione sintesi dell’uomo con la volontà di Dio. Un’istituzione che molto spesso sa mostrare, nel mondo reale, il suo lato più debole, quello umano, quello fatto di errori e contraddizioni, quello che assolutamente non piace.

Una chiesa che, in ogni caso, ha sempre molto da offrire: nelle parole di un vecchio Papa o nella confessione di un sacerdote di campagna, molte sono le persone che trovano ristoro in questa chiesa, malata, debole e magari affascinante anche per i suoi storici segreti, ma di sicuro emozionante per il suo costante desiderio di testimonianza viva.

Mentre il fresco della sera si posava in casa mi sono tornate in mente le parole di un vecchio Papa che vi ripropongo qui sotto: sarò facilmente emozionabile, ma posso assicurare che vincono su qualsiasi avvincente ricerca di antichi Graal in monasteri dagli anfratti segreti.