Lettura Sapienziale (parte seconda)
6 settembre 2010 ore 07:49 , scritto da don Davide Banzato
Si può vivere ogni evento della giornata in modo orizzontale, casuale, frutto del destino o delle sole libertà umane in movimento, oppure anche in modo verticale, trascendente, scoprendo dietro ogni singolo evento del quotidiano un mistero da cercare, vivere, abbracciare, amare. Ecco la meraviglia e lo stupore dei piccoli che torna come necessario elemento di questa rivoluzionaria spiritualità. Questa sensibilità di lettura degli eventi è da acquisire, è un’arte, ma anche un dono da chiedere.
E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini (1Cor 1,22-25).
Condivido con voi alcuni esercizi in cui Chiara Amirante ci ha fatti allenare in questi anni a Nuovi Orizzonti.
Si inizia guardando ogni evento, dandosi uno “stop” e imponendosi di lodare per quell’evento o quel fatto osservato, sia che sia positivo sia che sia negativo. Si tratta di un esercizio, ma diventerà uno stile di vita che trasformerà il nostro modo di vedere la storia, che diventerà storia di salvezza. Mi sveglio la mattina, per prima cosa grido di gioia aggredendo la giornata con un “lode e gloria a Te Signore per questo nuovo giorno che mi doni! Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo” e così continua lodando per il sorgere del sole, per il lavoro che ti aspetta,per il cinguettio degli uccelli… e se tutto non è così splendido appena ti svegli lodalo lo stesso perché puoi condividere con Lui quelle volte che si è trovato ad esser in situazioni analoghe… se ti senti solo, lodalo perché puoi condividere la solitudine che ha vissuto al Gethzemani, se ti senti con pesi eccessivi, lodalo perché puoi condividere e offrire per la salvezza delle anime il peso portato da Lui con la croce, e se ti fa male il ginocchio perché c’è stato il temporale, lodalo perché puoi vivere qualcosa che Lui ha vissuto nella dolorosa passione quando è caduto a terra schiacciato dai pesi messigli addosso e dalle frustate ricevute… e se arriva quella signora che non sopporti e che ti scombina i piani, lodalo perché in lei poi trovare l’occasione di perdere la tua volontà per farti guidare dallo Spirito Santo che te l’ha mandata, e se vedi un tuo amico disperato che è stato lasciato dalla ragazza e si sfoga con te, lodalo perché in lui puoi consolare Gesù che soffre…
Di esempi ne possiamo fare a migliaia. Trasforma ogni evento in lode e atto d’Amore in cui trovare Gesù. Più aumenterà l’intensità del dolore e dell’offerta, più sarai configurato a Cristo vittima innocente per i nostri peccati e potrai partecipare alla sua Resurrezione che presto investirà il tuo cuore riempendolo di una gioia celeste.
Esercitiamoci dunque nella perfetta letizia, accogliendo con gioia ogni tribolazione, persecuzione, calunnia, tradimento, difficoltà e sofferenza. Accogliamo ogni dolore con grande amore, sapendo che in ogni croce che il Signore ci dona di vivere durante la giornata è nascosta la possibilità di un più profondo incontro con Lui.



E’ proprio vero: ogni momento della vita va vissuto come dono del Signore e tutto va letto alla luce del Suo disegno provvidenziale di salvezza. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di “esercitarci” per saper leggere la presenza del Signore in ogni evento, lieto o triste, della nostra esistenza. Si tratta di dare un’impostazione nuova a tutto il nostro modo di vivere. Acquisire un nuovo stile di vita cominciando ad “aggredire” ogni giornata con la preghiera di lode al Signore. E, poi, lasciare che Dio entri nel nostro cuore per operare cose grandi in noi, come in Maria.
Ogni mattina, quando mi sveglio, la prima cosa che vedo aprendo gli occhi è un bel quadro posto in fondo al letto che rappresenta Gesù con in mano il suo cuore in fiamme.
Il dipinto potevo metterlo sopra al letto, in fondo alla stanza, in un angolo e invece no, per dedicargli il primo pensiero della giornata l’ho messo proprio di fronte a me.
Ogni lode è uno scalino e piano piano da una vita orizzontale, come ci propone Davide, si sale sempre più in alto.
Ma non è una scala facile perchè agli inizi ci sono tante cose che ingombrano il passaggio, fardelli della vita, sacchi pesanti, pieni di vuoto, tristezze, illusioni. E in più ci accorgiamo che ogni gradino ha un’alzata diversa, a volte più bassa e altre il doppio se non il triplo.
L’altezza degli scalini è dettata dalle tribolazioni di tutti i giorni e che fatica, che sudata ma ringraziamo sempre, in ogni momento, il costruttore di tutto ciò.
Pensiamo a questa salita che dobbiamo iniziare a fare, ogni giorno , sino alla fine della nostra vita.
L’idea può spaventare ma con noi abbiamo tutto il necessario: la forza della fede.
Cosa non deve spaventarci? il fatto di sapere che in cima a quella scala c’è Cristo che ci attende a braccia aperte.
E se ogni tanto ci sentiamo stanchi apriamo il Vangelo, attacchiamoci alle sue parole come a uno scorrimano,e guardando verso l’alto la salita non ci sembrerà più irraggiungibile.
Ciao Don. Uniti nello spirito.
Oserei dire che anche per il peccato, dobbiamo rendere grazie e lode. Sin può portare a due cose:
1 Il più negativo: rompere il nostro rapporto con Dio attraverso l’amore.
2 La positiva: per capire quanto sono fragile. Il dolore per il peccato, ma non disperazione. Scopriamo che siamo in gran bisogno di Dio, l’amore di Dio. L’amore di Dio nel sacramento della riconciliazione deve condurci ad essere felice di essere perdonato, ma anche di essere coerente nelle pagando con il nostro amore, il pazzo amore di Dio per noi.
Uniti nelle mani di Dio
Devo dire solo Grazie,
grazie per il deserto!
Perchè se lo viviamo con la lode nel cuore, tutto assume un altro significato.
Certo non è facile, ma lo possiamo fare.
Grazie per chi dice male di noi, beati noi quando diranno male di noi a causa Sua, grazie perchè ieri sera ho avuto modo di parlare di Dio ad un’amica new ager, ho sofferto perchè sentivo la sua sete d’amore che non riesce a colmare,o meglio si illude di colmare, in quel momento ho pensato a quanto può soffrire Dio, quando noi pur avendo sete non ci abbeveriamo alla Sua fonte.
Ricollegandomi al commento di Agnese, vorrei sottolineare il fatto che c’è una gran bisogno di fare chiarezza riguardo Gesù. Nel mio lavoro, mi occupo di sanità, ho incontrato tantissime creature bisognose di Gesù ma confuse e, troppe volte, lasciate in balia del pensiero corrente, della negazione di Dio o, peggio, impegnate nella costruzione di un Dio fatto a nostra immagine e somiglianza. Ho avuto modo di constatare, purtroppo, che si sta facendo sempre più strada tra i Cristiani e in particolare tra i Cattolici, il concetto di reincarnazione; caro Padre Davide credo ci sia bisogno di fare chiarezza riguardo a questo punto; bisognerebbe riportare le creature a riscoprire la loro unicità, il loro essere un’entità Biopsicospirituale, unica e irripetibile voluta da Dio per partecipare alla Sua Gloria Eterna. Attraverso questo commento vorrei chiedere a te e Chiara di fare chiarezza su questo punto, perchè il concetto di reincarnazione sta prendendo sempre più piede e, purtroppo, anche a livello ecclesiastico. Ti ringrazio .
Uniti nello Spirito. Marco
Cari Don Davide e caro Marco, mi scuso in anticipo, ma leggendo il commento di Marco a proposito della reincarnazione mi è venuto un poco evangelico nervosismo (per non dire altro). Ma come può uno che si dice cristiano credere nella reincarnazione? E’ semplicemente assurdo: basta leggere il Vangelo e le parole di Gesù sono ampiamente sufficienti; ogni tanto sarebbe opportuno rileggerlo per intero e rinfrescarsi le idee.
Caro Don Davidino e cari amici del blog,vorrei andare un po’ controcorrente rispetto ai commenti precedenti,dicendo che,secondo me,non bisogna per ogni cosa lodare il Signore.Mi spiego meglio:se mi fa male il ginocchio devo andare dal medico;se incontro quella persona piantagrane devo trovare la strategia per non farmi risucchiare dalle sue assurde richieste.Non vorrrei che pensassimo come quell’ uomo della storia raccontata da Anthony de Mello : non aveva legato il cavallo perchè aveva fiducia che il Signore non avrebbe permesso che glielo rubassero.Al che un monaco gli aveva consigliato di legare il cavallo e di non disturbare Dio per cose che poteva fare da solo!
Credo invece che ci siano delle situazioni apparentemente contradditorie (quante se ne trovano nella vita dei santi!) in cui Dio ci chiede una prova di fiducia supplementare,una lode anche della malattia, degli inconvenienti, delle disgrazie.
Ho letto una volta che il dolore è il mezzo privilegiato che Dio usa per farci aprire a Lui:
la prova è che anche Lui ha usato questo metodo
per salvarci.Un caro saluto.Giovanna Immacolata.
Vivere, ogni giorno come se fosse l’ultimo e dovessimo preparaci all’incontro con Gesù,donando a lui ogni azione e situazione,vivere e fare la sua volontà nel presente e non rimandare a domani, perchè il domani non è in nostro possesso;accettare ciò che Gesù dispone per noi sapendo bene, che a chi il Signore ama, egli dona la Sua Croce come via di salvezza.
“Trasforma ogni evento in lode e atto d’Amore in cui trovare Gesù” …ho scritto qst frase e me la incollo sul letto!! la voglio vivere..la voglio vivere…voglio imparare a saper trasformare in amore tutto ciò che si vive!!!! meravigliosa meditazione don Davide…meravigliose parole che trascinano e fanno venire voglia di santità e di urlare a tutti la gioia di essere in cammino dietro Colui che sa usare un giovane sacerdote x farci arrivare parole semplici ma profonde,piene di luce!!grazie don…..
Grazie davvero don Davide. Un esercizio straordinario. Un abbraccio. Ne avevo particolarmente bisogno. L’hai scritto per me?