«Dio non vuole darci questo o quello, vuole darci se stesso» (Benedetto XVI)
31 luglio 2011 ore 18:45 , scritto da don Davide Banzato
Carissimi “amici di …e Gioia Sia!”, in questo post voglio condividere con voi la mia personale testimonianza di vita per dare gloria a Dio per quanto mi ha donato di vivere, per la misericordia e la pazienza che ha avuto e per ringraziarLo per ogni dono meraviglioso che mi ha donato. In questo ultimo anno ho vissuto momenti meravigliosi, ma anche prove molto forti, che continuano a segnare il mio percorso, come quello di ciascuno di noi. Eppure nel cuore sento sempre e solo continuamente forte di dire un “grazie di amore al Suo Amore” a fatti e nella verità, a volta con uno slancio di entusiasmo, altre volte con una continua scelta di atti di volontà, ma alla fine sempre con immensa gioia. Gesù è sempre stato chiaro… Non ha preso in giro nessuno, dicendoci chiaramente che se vogliamo seguirLo dobbiamo anche “prendere la nostra croce”. La vita non è esente da prove o fatiche, ma l’alternativa – come ci insegna il buon Pascal – è tra una vita sempre con le croci che tutti hanno durante l’esodo dal Cielo, ma o con il vuoto di non aver la Sua presenza dovendo fare il doppio della fatica da soli, oppure potendo avere il Signore stesso come cireneo e il massimo della gioia e della pace possibili qui sulla Terra…
E’ scolpito nel mio cuore il testamento Spirituale di don Salvatore Boccaccio: “[...] Sì, dite questo a tutti da parte mia: In Manus Tuas! E’ questa l’unica cosa importante: il pieno e completo abbandono alla volontà del Padre, sia quando a noi pare bella, sia quando a noi pare brutta, credere sempre che tutto è dono squisitissimo e delicatissimo della tenerezza dell’Amore del Padre per noi! In Manus Tuas, Domine, grazie Papà! [...]”
Una Parola che mi ha sempre dato tantissima forza è Siracide 2: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla prova…”. Se avete tempo meditate il seguito di questo meraviglioso capitolo. E’ proprio così, ma Dio non si lascia mai vincere in generosità e con questa semplice condivisione lo voglio condividere con tutti voi…

All’origine dell’essere cristiani non sta una scelta etica o un qualche ideale, ma un avvenimento, un incontro con una persona che apre davanti all’uomo nuovi orizzonti e cambia la vita. (Benedetto XVI. Deus Caritas est)
La testimonianza.
«Tutto, ma mai prete!»
«Tutto, ma mai prete!» Questa è la frase che mi ripetevo sempre…
Sono entrato nel seminario minore di Padova per circostanze apparentemente casuali, incantato da una struttura con 7 campi da calcio e tanti giovani che vedevo spensierati durante i raduni diocesani. La realtà mi si rivelò diversa quando mi trovai come seminarista sradicato dalla famiglia e ferito da un modello educativo fuori del tempo in una “campana di vetro”. Ma Dio scrive dritto sulle righe storte e sappiamo che “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” (Rm8,28). Infatti durante le vacanze estive del seminario conobbi Chiara Amirante, la fondatrice della comunità Nuovi Orizzonti, all’inizio dell’opera che Dio le affidava. Guarita miracolosamente da due gravi malattie, tra cui una quasi completa cecità, annunciava in strada la gioia dell’incontro con Cristo Risorto e da poco aveva iniziato ad accogliere i giovani dalle strade da qualunque disagio venissero (droga, prostituzione, alcolismo, sette sataniche…) per proporre loro un’alternativa concreta di vita: vivere alla lettera il Vangelo, un cammino di conoscenza di sé, un programma terapeutico di basato sulla Parola di Dio!
Era l’anno 1995 e nonostante avessi solo 14 anni restai folgorato da quell’incontro. Avevo chiaro che la mia strada era seguire Gesù nell’avventura iniziata da questa giovane ragazza romana. Nonostante questa forte esperienza, a cui seguì un mio impegno radicale nel vivere il vangelo andando anche da solo in strada a Padova per un intero anno, arrivai a non sopportare più la vita in seminario. Alla fine della prima superiore scelsi di uscire e iniziò un periodo d’inferno. Uscii urlando a Dio: «Adesso voglio vedere se esisti! Farò tutto il contrario di quello che mi hanno insegnato… se ci sei sentirò la tua mancanza, se andrò avanti lo stesso, io non ho bisogno di te! Sono io il dio della mia vita!». Inoltre giurai con rabbia: «Tutto ma mai prete! Potrò fare di tutto nella vita, ma ti giuro, mai farò il prete!» Per un intero anno ho vissuto il “fai ciò che vuoi” raccogliendo nel mio cuore una silenziosa e lenta morte interiore. Devo dire d’aver sperimentato il vuoto, il non senso, le tenebre dell’anima e credevo non ci fosse più speranza né via d’uscita. Che cammino spettacolare mi ha fatto fare il Signore invece… mi è stato accanto quando credevo di essere solo, si è chinato su di me, è sceso nel mio dolore e, curando le mie ferite, mi ha fatto risorgere.
La misericordia con cui mi ha amato me l’ha fatta sperimentare tutta e ha convertito il mio cuore e la mia mente, facendomi testimone della sua misericordia. Dapprima si è servito di Nuovi Orizzonti facendomi incontrare di nuovo Chiara, poi facendomi vivere due anni a Padova da semplice studente con un gruppo di giovani con cui ci trovavamo ogni giorno a pregare e ad evangelizzare. Cercavo la centralità eucaristica e di vivere concretamente ogni giorno il Vangelo meditandolo la mattina prima di andare a scuola, scrivendomi una frase da vivere sul palmo della mano. A 18 anni lasciai tutto per vivere in Comunità da consacrato laico con promessa di povertà, castità, obbedienza e gioia. Due forti esperienze affettive mi avevano mostrato la bellezza del poter vivere la santità anche nel matrimonio, tanto più in una comunità missionaria in cui vivono insieme giovani, consacrati laici, famiglie, religiosi, sacerdoti. Restava il fatto che dentro di me sentivo un’intima spinta verso il sacerdozio che con tutto me stesso coprivo e fuggivo terrorizzato.
Avevo giurato a me stesso “tutto, ma mai prete” e ancora ero convinto di questo. E’ stato un lungo cammino, un vero combattimento spirituale. Una grande lotta interiore… in cui alla fine ha vinto di nuovo Dio facendomi davvero commuovere per la misericordia e la tenerezza con cui ha parlato al mio cuore. Il Signore mi ha plasmato e lavorato lentamente, m’ha temprato nel crogiuolo. L’incontro di sacerdoti pastori, intelligenti e santi, l’amicizia che ne è nata, l’entusiasmo e la gioia che traspariva dai loro occhi, il loro altruismo e la loro grande generosità, hanno rafforzato in me il desiderio e la volontà di darmi totalmente a Dio in un servizio d’amore ai fratelli.Il Maestro m’ha così condotto a pronunciare il mio “sì” il 7 dicembre 2005 ordinandomi diacono. Il mio cuore è pieno di gioia e pace come non mai, nonostante le fatiche d’ogni giorno… ma ora non sono più io che comando, ho lasciato spazio a Dio ed ho una gioia che non posso fare a meno di testimoniare e di cercare di trasmettere a chiunque incontri! Come potrei mai non testimoniare il suo amore di Padre? Impossibile trattenere questo fuoco che mi divora!Fino all’ultimo ho vissuto il vero e proprio combattimento spirituale tra il voler essere io il padrone della mia vita e invece il lasciarmi condurre da Dio fidandomi ciecamente di Lui. E’ stata dura. Il cuore ha sanguinato più volte. Non avrei mai pensato così tanto… Il 7 mattina sono stato in preghiera sulla vetta d’un monte illuminata dal sole, ho cercato di consegnare tutto me stesso a Dio, l’Amore degli amori che ha sposato il mio cuore. Eppure che fatica credere che nella sua volontà c’è la pienezza della nostra gioia! Che fatica non seguire i miei istinti, i miei pensieri, le mie passioni, i miei desideri… ma fidarmi di Lui. Ho sofferto, fino al momento della prostrazione in Chiesa. Mi sembrava davvero che Davide morisse… e quando sono salito sull’altare mi son sentito da subito diverso, come rinato! Sentivo che quel chicco di grano morto e marcito sotto la terra ha iniziato a crescere e a portare frutto: una gioia indescrivibile, una gioia che mi ha fatto pregustare il Cielo è iniziata a crescere dentro di me e davvero mi sembrava di non toccar più la terra. Certo, può sembrare tutta un’esagerazione emotiva o enfatica. Ma ancora oggi, ogni giorno sento la grazia speciale che Dio m’ha donato, soprattutto durante la Celebrazione Eucaristica. Se dovessi tornare indietro, vorrei cancellare ogni attimo di vita vissuto male, nel dubbio, lontano da Dio… e colorarlo dell’arcobaleno che oggi sento risplendere in me: direi un pronto e sicuro “sì” a Dio senza esitazione!
E’ proprio vero – come Chiara Amirante mi ha sempre detto – che ogni nostro “no” detto a Lui chiude un pezzetto di Cielo sulla terra, ma è altrettanto vero che ogni nostro “sì” permette ad un pezzetto di Cielo di rendersi presente in mezzo a noi! La mia consacrazione è vissuta nell’impegno particolare d’essere testimone della gioia della Risurrezione scendendo negli inferi dei cuori di troppi giovani che gridano nelle strade delle nostre città, facendomi carico del loro grido come ha fatto Gesù “giusto servo”. Il mio impegno è soprattutto nell’evangelizzazione di strada a tempo pieno e nel coordinare missioni di strada in Italia rivolte a chi ancora non ha conosciuto l’Amore del Padre. Si tratta di portare il Vangelo come ha fatto Gesù, là dov’è nato: sulla strada. Posso dire che il mio programma di vita, anche in preparazione all’ordinazione sacerdotale del 23 settembre, è divenuto il vivere: “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal2,20). Nella sua volontà è la nostra Gioia: in manus tuas Domine, non la mia, ma la tua volontà Padre! La vita è un dono prezioso ed è una, vale davvero la pena spenderla per Te, con Te, in Te, mio Signore!
Il giorno 23 settembre 2006 sono stato ordinato sacerdote e ancora una volta è avvenuto il miracolo di una nuova creazione. Dico così perché come dal nulla Dio crea una persona chiamandola alla vita, così dal nulla della povertà d’un uomo crea un alter Christus, un sacerdote, un altro Gesù, non più Davide, ma Gesù in Davide. Davide diviene l’involucro di un Gesù vivo e reale che opera nel quotidiano. E’ incredibile e me ne sono reso conto in questi giorni… Ho passato un’estate intera in giro per l’Italia in diverse missioni di strada (Pistoia, Bisceglie, Fano, Loreto, Ragusa, Elba), ieri invece sono tornato da 10 giorni di missione nel centro storico di Roma con altri 405 giovani evangelizzatori di strada, ed ho visto la diversità dell’essere sacerdote in strada: Gesù stesso toccava i giovani nelle metro, nelle piazze, …bastava uno sguardo e loro stessi mi agganciavano per interrogarmi sul perché della mia vocazione o sull’esistenza di Dio, fino a chiedermi di confessarli là in un bar a 1.30 di notte! Grandi cose opera il Signore! Certo, è dura come vocazione, ma la Gioia che ho ora è imparagonabile ad ogni altra cosa nel mondo! Mi sveglio la mattina con la lode a Dio nel cuore e con la trepidazione per poter celebrare la Messa in cui incontrare Gesù che si offre nuovamente sul Calvario amandoci come Lui solo è stato capaca: sino alla fine, sino alla morte e alla morte di croce!
Il primo anno di sacerdozio mi ha visto impegnato nell’aprire un nuovo Centro di Formazione ed Evangelizzazione “Città della Gioia” a Guidonia (Roma), che organizzando tre missioni all’anno e continue micro-missioni, alternando la formazione all’esperienza, prepara venti giovani che annualmente vengono accolti in questo centro e garantisce a tante altre persone di poter seguire l’itinerario proposto. E’ una gioia poter essere non solo “Gesù” per quanti Dio mi dona d’incontrare ma anche per trasmettere l’esperienza gioiosa dell’essere testimoni tra i giovani nei luoghi informali, formando i giovani che vengono con noi. Sapendo che l’evangelizzazione nasce dall’incontro con Cristo Risorto, dall’esperienza di una gioia che non si può tenere per sé, ma che è il dono del Risorto fatto a ciascuno di noi e, attraverso di noi, al mondo intero, e che l’unica vera scuola di evangelizzazione è l’evangelizzazione stessa vissuta là dove Gesù ci chiama… la formazione è principalmente basata su:
- Preghiera: per incontrare e conoscere sempre di più Gesù, alimentando quel fuoco donatoci
- Formazione: per rendere ragione della speranza che è in noi e cercare di fare bene il bene
- Comunità: perché Gesù li mandò due a due e ne “costituì dodici a cui diede il nome di apostoli”
- Missione: Riportare il vangelo là dov’è nato: sulla strada. Evangelizzando attraverso i propri talenti nelle scuole, strade, spiagge, pubs, centri commerciali, discoteche, carceri, ospedali ecc., ovunque ci siano fratelli e sorelle che ancora non hanno incontrato l’Amore di Dio
Attualmente sono tornato a vivere nella Casa Madre di Nuovi Orizzonti a Piglio, dove vivo sia con i ragazzi del centro Jeshua in cammino per uscire da diverse situazioni di disagio (droga, alcolismo, prostituzione, devianza…) sia con quanti sono in Cittadella Cielo impegnati in un cammino di guarigione del cuore, di discernimento vocazionale, di servizio per vivere la vita del Cielo già su questa Terra! Il mio ministero di sacerdote è prevalentemente assorbito dalla Comunità (dalla responsabilità come Assistente Spirituale dell’Opera alla Supervisione per i Cavalieri della Luce e le realtà di evangelizzazione legate a Nuovi Orizzonti) e dal servizio nelle Diocesi circostanti, in particolare a Roma.
La povertà vera oggi è la “morte dell’anima”. Dobbiamo essere disposti a “scendere negli inferi” delle anime dei nostri fratelli più piccoli, per permettere a Cristo di liberare i prigionieri, di fasciare le ferite dei cuori spezzati (cfr. Is 61). Gesù ci comanda: “Amatevi come io vi ho amato”, e la misura di quel “come” è proprio la discesa agli inferi. Dobbiamo fare nostri gli inferi di tanti fratelli morti nell’anima. Solo nella misura in cui ci immergeremo nel baratro del cuore dei nostri fratelli, ameremo Gesù crocifisso e vivo. Allora molti suoi figli troveranno la vita, perchè lui ha vinto gli inferi. Lui ha vinto il mondo.
Vivere, incarnare, cantare, gridare con la vita il suo amore e la sua gioia, questa è la nostra vocazione ad essere testimoni della gloria della Risurrezione, avendo una passione grande per la salvezza delle anime, vivendo la discesa agli inferi in Cristo, con Cristo, per Cristo! Per questo bisogna essere opportuni e inopportuni.
Nella Novo Millennio Ineunte al n.40 si afferma che “questa passione non mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata a una porzione di ‘specialisti’, ma dovrà coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del popolo di Dio”. È uno stile che ogni battezzato è chiamato a riscoprire. Così come in ogni parrocchia esiste un centro Caritas o il coro o il gruppo dei catechisti per la cura pastorale, quanto sarebbe bello che ogni parrocchia o vicaria iniziasse ad avere un gruppo di cristiani che si radunino insieme per pregare ed evangelizzare, vivendo una pastorale di primo annuncio. Come sarebbe bello che si avvertisse quest’urgenza creando ministeri per l’evangelizzazione in ogni diocesi, all’interno di una scuola dei ministeri!
Come spesso Chiara Amirante afferma:
“C’è più gioia in cielo per un peccatore che si converte che per novantanove giusti…”(Lc 15,17).
<C’è il grido di un popolo sterminato lontano da Dio, così bisogna vivere sempre perché possa esserci festa in Cielo!
Vivere per i nostri fratelli nel peccato, cercarli, raggiungerli, accoglierli, amarli con lo stesso amore di Cristo, con una smisurata misura d’amore.
Solo l’amore di Dio può strapparli dalla morte, solo questo l’amore può spezzare quelle terribili catene.
Viviamo per la salvezza delle anime, viviamo per la maggior gloria di Dio, viviamo perché ci sia festa in Cielo!>
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Che bello sarebbe se fra i giovani esplodesse “La moda di Dio”, moda intesa come strada affascinante da percorrere per essere felici, sereni, sempre pronti ai tempi che cambiano e alle nuove esigenze che si propongono.
Quando sento parlare i giovani di chiesa percepisco sempre un certo “astio” specialmente quando si affronta l’argomento “Vaticano” o riguardante problemi interni inerenti al comportamento deplorevole di certi sacerdoti.
Non è facile capire a chi non ha mai affrontato il discorso fede che è proprio la parola “FEDE” il collante che unisce i cristiani nel mondo, la miccia che innesca una futura esplosione, quella della gioia.
La Santa Madre chiesa sovente è sotto attacco e a volte può commettere errori ma è sempre pronta a confessare le proprie debolezze indicando comunque una via, quella della speranza.
La Bibbia, il Vangelo, sono libri che dovrebbero essere letti e vissuti con grande responsabilità e la magia consiste nel far scoprire a chi ancora ne è inconsapevole che Gesù chiede a noi una solo una cosa: che viviamo una vita d’amore, con amore e per l’amore,rivolgendoci ai fratelli e portando sulle spalle le croci che ci vengono inflitte.
Non c’è bisogno di rinunciare agli amici, al sabato sera in compagnia, alle vacanze assieme, alla musica che si ascolta o a tutto quello che fa parte della vita di un giovane.
Gesù insegna come essere liberi, non schiavi. Liberi di essere se stessi, senza maschere o fronzoli, senza egoismi, privi di paure nei confronti di chi ci sta accanto.
Se Dio diventasse uno stile di vita, che bello sarebbe vedere di nuovo le chiese piene, anche al sabato sera, poi nessuno ci vieta anche un sano, e sottolineo sano, divertimento nelle sale da ballo.
Che bello sarebbe se il gruppo di amici si riunisse anche una sola volta la settimana per confrontarsi, recitare il rosario o solamente stare in silenzio a contemplare la croce.
Ma per tutto questo bisogna lasciarsi scivolare nelle mani del Signore, chiedendogli aiuto in ogni momento, situazione di disagio, momenti di buio, iniziando ad andare da un umile sacerdote.
La sete d’amore dei cuori dei giovani di oggi è talmente forte che se trovassero le indicazioni per giungere alla giara nella quale abbeverarsi non la lascerebbero più vuota.
Che bello sarebbe se un giorno tutti i giovani del mondo capissero che solamente Cristo può indicarci la via che porta alla completa risoluzione di tutti i disagi esistenziali che impregnano la vita dei nostri tempi.
Gesù ha amato, cantato, ballato, sorriso , pianto; ha ascoltato, parlato, consigliato, guarito, alleviato le sofferenze dei cuori.
Caro giovane e cara giovane, come non avere un amico così al proprio fianco, sempre disponibile ad ascoltarti e aiutarti, anche quando pensi che tutto sia perduto?
“Io sto con il Signore”…potrebbe essere lo slogan giusto per diffondere un nuovo stile di vita, quella vera!.
Grazie Davide della tua testimonianza. Uniti.
Stefano che bello questo tuo commento! Grazie a Don Davide che senza volerlo riesce a mettere ordine nei miei pensieri e a te ‘che leggerti è un piacere
Ogni volta che rileggo la tua testimonianza rimango senza fiato… Grandi cose ha fatto in te il Signore.. Uniti!
@giuseppe, Grazie Alex, sono contento di essere uno strumento nelle mani del Signore che cerca, con parole scritte, di portare la propria testimonianza (avendo avuto una gioventù dissennata) a tutti quelli ai quali può servire per riflettere.
un abbraccio.
Davide, leggere la tua testimonianza è sempre bello. Ogni tanto io la rileggo perché mi spinge a migliorarmi anche se mentre leggo appaiono con maggiore vistosità le mie lacune… Ci vorrebbero tanti sacerdoti come te: preparati, attenti ai bisogni dell’altro, uomini forti perché di preghiera, pronti a mettersi in gioco e, soprattutto, presi dalla sana ansia di evangelizzare per trasmettere a tutti la fede nel Risorto. Grazie perché col tuo esempio torni a dirci che se siamo con Cristo anche nella sofferenza possiamo mantenere la gioia. Proprio per queste tue belle qualità, credo che tu sia maggiormente esposto alle prove e alle tentazioni. E noi che ti conosciamo e ti stimiamo, abbiamo una grande responsabilità, quella di sostenerti con la nostra preghiera. Intensifichiamo cari amici la nostra supplica al Signore, perché il “nostro” don Davide conservi la santità di vita in ogni attimo, in ogni parola, in ogni gesto!
Caro don Davide, che tu sia un ‘uomo di Dio’ e che Dio viva in te, ne ho la conferma tutte le volte che partecipo a una messa celebrata da te, soprattutto nel momento della consacrazione! E’ evidente che sei guidato dallo Spirito Santo in ogni omelia e ogni catechesi che mi è capitato di ascoltare. Si vede che ciò di cui parli è anche e soprattutto vissuto.
Dopo aver fatto la prima missione di Riccione sono tornata a casa con la forte sensazione che bisognava sbrigarsi, che c’era poco tempo e che molte persone avevano bisogno di incontrare Gesù e ricordo che questa cosa mi aveva sconvolto! Mi sentii fortemente responsabile della salvezza dei miei fratelli perchè Dio mi aveva fatto un dono e io non potevo tenerlo per me e non condividerlo…
è quello che cerco di fare da quel giorno!
Proprio giorni fa, un nostro fratello, che frequentava il Cenacolo di Como improvvisamente è volato in Cielo e ho proprio pensato che lui ha avuto la fortuna di fare esperienza, qui su questa terra, dell’Amore di Gesù…ma avrebbe potuto non fare in tempo…
Noi non conosciamo i tempi che il Signore concede a ognuno di noi; so solo che noi che l’abbiamo incontrato dobbiamo testimoniare, in ogni occasione, in ogni momento, in ogni cosa il Suo Amore e la Sua infinita misericordia!
Forza Cavalieri della Luce, infiammiamo il mondo! Che Dio vi benedica!
Non sono pronto, ancora non sono pronto, penso e credo di esserlo ma poi quando leggo un post, un articolo della Bussola Quotidiana, e/o sento con intensita’ una omelia piu’ coinvolgente mi accorgo di essere ancora lontano. Questa mattina, come al solito, ho aperto il mio PC e, come al solito ma sempre con grande piacere, sono andato immediatamente su ” E Gioia Sia” per leggere con “attenzione” quanto ieri sera avevo appena intravisto ovvero il post di Don Davide. Ma non era meglio leggerlo subito ieri sera, si domandera’ qualcuno, no o almeno no per me, io preferisco leggere, studiare, ma ormai una volta tanti tanti anni fa’, ed eventualmente scrivere, oggi invece di tanti tanti anni fa’, di mattina presto nel silenzio quasi assoluto e ovattato di un giorno che nasce e che ci porta un nuovo regalo. Perche’ ogni nuovo giorno e’ per noi un regalo che Gesu’ ci fa’, che Lui ci fa’ senza chiederci nulla in cambio se non di comportarci come Lui ci ha insegnato. E allora, spesso ma non “sempre” ed e’ questo un primo passo avanti, io mi accorgo di non essere ancora pronto, Don Davide ci ricorda:” vivere per i nostri fratelli,cercarli, raggiungerli,accoglierli e amarli” ed io riflettendo fra me e me dico:”quanto e’ difficile” non dico:”e’ impossibile” ma penso, rifletto e torno a dire:” quanto e’ difficile”. Grazie Don Davide, grazie Stefano, grazie a tutti per avermi aiutato e confortato nel prendere una decisione, decisione che avevo nel cuore da Sabato quando sono andato, chiaramente con la mia adorata e splendida moglie e con due amici, a Cascia a visitare la “nostra” S.Rita, la Santa alla quale nei momenti piu’ disparati della mia vita sono sempre ricorso con amore, fiducia, gioia e Lei non mi/ci ha mai delusi. Alvaro.
@Alvaro, Grazie Alvaro per i tuoi commenti e forza!!! Spero avere la possibilità di incontrarti, magari a qualche giornata di spiritualità con la nostra Chiara!
@Alvaro, Vedrai caro Alvaro che con la dovuta pazienza (perchè i nostri tempi non sono quelli di Dio) e preghiera, riuscirai a superare in maniera naturale quella che tu chiami “difficoltà”, e ti accorgerai che al Signore basterà un semplice “Si,eccomi”.
Un abbraccio.
Lode lode lode al Signore per le meraviglie ke compie attraverso i Suoi figli ke hanno il coraggio di dirgli SI…grazie Don x il tuo SI e x tutto ciò ke ne nasce x noi…ke il Signore ti benedica e protegga sempre!!!!
E’ una testimonianza che dovrebbe essere “ripassata” da molti sacerdoti un pò “consumati” nel loro ministero, ma soprattutto è un documento da meditare per capire fin dove Dio può arrivare se glielo permettiamo.
Mi piace molto il commento di Stefano e, pertanto, aggiungerei che in giro c’è SOLO una gran sete di Dio, un gran voglia d’incontrarlo ed è li che, noi credenti, diventiamo determinanti nel lasciarci guidare dallo Spirito per essere veicolo di salvezza.
Grazie ancora di cuore ed un forte abbraccio
voglio gioire con tutti voi ,per l’immense meraviglie che opera lo spirito santo nei nostri cuori.dobbiamo essere il popolo di dio , il popolo che accenda di fuoco la terra, il fuoco di amore da portare nelle nostre famiglie, il fuoco di amore da portare alla gente he incontriamo durante il nostro cammino terreno.
offriamo la nostra vita , per mezzo del cuore immacolato di maria a dio, per la salvezza delle anime e del mondo. GIOIA SIA!!!!
..quando il signore vuole un suo figlio per Lui, nn esiste ostacolo!!!
Grazie don davide per la tua testimonianza che ci aiuta a ritrovare forza e vigore nella fede. Sei un esempio per tutti noi, prego il signore che ti dia sempre tanto entusiasmo da saper trasmettere anche agli altri. In manus tuas come diceva don Salvatore: è davvero la cosa più bella che possiamo fare abbandonarci nelle mani del Padre. Un abbraccio a tutta la comunità di Nuovi Orizzonti Giovanna.
grazie don Davide perchè ci ricordi sempre, con la tua esperienza di vita, che per tutti noi c’è sempre una speranza, che ognuno di noi è importante per il Signore, che dobbiamo lasciarci andare e ricevere la misericordia di Dio e portarla ai nostri fratelli, anche con tutte le prove che la vita ci manda, sono tante, a volte molto dure, Dio è con noi sempre.
Meravigliosa la tua testimonianza, don Davide, e così ” giusta” per incuriosire, mettere in crisi, avvicinare i tantisssimi ragazzi che trovi sulla tua strada.Se la leggi partendo dal fondo e tornando indietro a quando eri ragazzino, ti accorgi che tutto quello che allora ti sembtava contrario ora è diventato favorevole.E CHE BELLO CHE SEI DURANTE LA PRIMA MESSA! e GIOIA SIA! Giovanna Immacolata.
Grandi cose ha fatto in te l’Onnipotente,grande e’ il suo nome…con la grazia di Dio Davide hai seguito Maria con il tuo fiat,seguendo la Vergine hai la strada dritta verso il cielo,con l’amore che riverserai ai fratelli col tuo sacerdozio,servirai Dio,come ministro di Dio sei Gesu’in particolare quando celebri la Santa Messa…questao e altro e’ il sacerdote..cosa faremmo senza di voi,chi ci da il Corpo e il Sangue di Cristo per essere salvati.Grazie oer il tuo si..
Lei…..Lei è un dono…. fin da subito non è mai esistito x se stesso…. ma x noiiiii <3 e Lui ovviamente
Spero Don Davide. ma soprattutto, prego, che mio figlio Luca possa diventare come Lei, ho tre figli due femmine e un maschio, la cosa a cui tengo di più è che possano intraprendere la via che ha scelto Lei, anche se in modo diverso!!! Le chiedo preghiere per questo…la ringrazio di cuore!! un saluto a Chiara che conosco personalmente ormai da molti anni….le auguro il meglio..e che DIO la benedica!!!!