Ovunque io sia !
11 novembre 2011 ore 23:11 , scritto da Fabio Salvatore
Batte la pioggia.
“E’ uno stillicidio il davanzale della mia stanza”.
Lava la pioggia.
Guardo dalla finesta.
Corre la pioggia, si insegue, va lontano !
Non torna.
Penso.
“Sono a casa”.
Silenzio.
Una lacrima mi segna il volto e raggiunge le mie labbra.
La bocca è chiusa ma parla dentro me.
Oggi sono stato riconsegnato alla quotidianità. E come se il tempo in ospedale si fermasse e per un istante tu non pensassi ad altro che al Tuo corpo e al tuo sangue.
Sì il sangue.
Quanti prelievi ematici in questi giorni, quanti lacci emostatici, quanti batuffoli di cotone avvolti da quel odore di disenfettante, che ti prende i sensi, ma ti riporta in quel letto, che prende la tua forma e che si impregna di sudore.
Questa volta ritornare a Pisa, in quell’ospedale, in quel reparto, in quella corsia, non è stato facile, perché per la prima volta dopo 13 anni di convinvenza con lo Scarafaggio, non sapevo a cosa andavo incontro.
“Non so come spiegarmi, e un pò come quando il compagno di una vita, ha da dirti qualcosa di importante e sfugge e non trova le giuste parole per parlarti ! ”
Questa volta con il cancro, è stato così !
Lunedì quando ho fatto il primo prelievo e ho visto il colore del sangue che riempiva le boccettine, ho incominciato a dargli del Tu e a parlargli e ho capito che questa volta non sarebbe stata come le altre volte e che nulla era il proseguio del passato ! Tutto era e sarebbe stato nuovo !
Ho scoperto un aspetto diverso della malattia, che fino a questo momento avevo ignorato, ma che avrebbe per sempre segnato la mia vita !
Da un carcinoma alla tioride incontrato e esterpitato il 3 maggio del 1999 nessuno credeva, che ci saremmo trovati ancora oggi a parlare di questo scientificamente e umanamente.
“Invece eccomi qua”.
Ho scoperto che per sempre conviverò con lo Scarafaggio dentro me e che sceglierà come e quando diventare ostocalo o incrocio nella mia vita.
Ma credi di farmi paura ? Credi che questa precaria condizione mi faccia tremare e fermarmi ?
“Madre, perdonami, ma aiutami a fargli capire che non ho paura, che sono pieno d’amore e che ogni cellula contagiata di malignità è un esplosione di forza nel mio cuore e nella mia anima !”
No, non ho paura, perchè sento l’abbraccio materno che mi protegge e credo nel Padre che ha offerto la Sua vita per tutti i suoi figli.
“In queste ore molti chiodi mi hanno sfiorato in ogni dove, ma il dolore fisico, Padre, l’offro per la salvezza di chi non crede in Te e crede di non poterti cercare e vivere senza Te”.
Sono felice !
Credetemi !
E’ inimmaginabile questa enensima strada che sto percorrendo nella mia vita, insieme a tutti Voi.
E’ bello poter camminare tenendoci per mano. E’ bello poter ritornare ad amare con un cuore pazzo d’amore e di gioia.
Chi lo avrebbe mai pensato. Dopo tredici anni, sentire sì tanto dolore fisico, mettersi alla prova, ma amarsi profondamente grazie alla Parola di Gesù !
In queste ore e’ stato immenso il vostro abbraccio e di questo vi dico grazie, perchè è stato amore gratutito, infinitamente immenso.
Siete stati forza e respiro. Si che ho stretto il Rosario fra le mie dita e con Voi ho potuto sgranarlo con maggiore passsione e vigore.
Urlavano le vostre preghiere !
Sono ritornato alla vita e per questo ve lo dico e ho scelto di raccontarvi tutto di me e della mia sofferenza.
Viviamo tutti questa esitenza, che è la nostra, senza perderci, ma rincorrendoci, come l’acqua che nel cortile di casa, questa notte, corre come non mai !
Voglio star con voi e voi con me !
Ovunque io sia.
In ospedale, come nel letto della mia stanza !
Non perdiamoci, ma raccontiamoci !
Ecco la Gioia immensa della Resurezzione, ecco la forza della Redenzione e del Perdono. Ecco la Croce, issata per la nostra salvezza.
Oggi torno con voi sul Kricevaz e libero le ultime catene, per urlare a squarciagola, tutto l’amore in Cristo e volare tra le nuvole.
Sì che la voglio questa vita e questo cuore fatto di voi e delle mie lacrime di gioia e di rinascita che furtive si raccolgono e piene di felicità si nascondono per sempre, dentro me !
Grazie Gesù per questa nuova vita, grazie Gesù perchè mi permetti di offrire questa sofferenza, grazie Gesù perchè ascolti queste mie parole, grazie Gesù perchè mi hai travolto il cuore !









Antonello Tonti ha detto 12 novembre 2011
FABIO, carissimo fratello, ti voglio veramente bene!
Sì, sempre uniti, avvolti in un abbraccio, stretti nel Santissimo ROSARIO, inginocchiati ai piedi del letto per rendere GRAZIE a DIO solo!
Ma permettimi ANCHE di sfogare il mio GRAZIE a te, fratello in Cristo!
Sì, GRAZIE Fabio, ti voglio veramente BENE! notte ciao
alvaro ha detto 12 novembre 2011
Caro Fabio, sono molto lontano da te fisicamente ma molto vicino a te con il cuore, con le preghiere. Qualche giorno orsono ti ho scritto un post dove parlavo di una nuova vita, che piacere leggere il tuo “grazie Gesu’ per questa nuova vita”. Ciao, al prossimo commento di un tuo nuovo post. Alvaro.
elena codalli ha detto 12 novembre 2011
ciao Fabio, mi fa piacere leggere le tue parole, noi non ci conosciamo, viviamo a centinaia di chilometri, non sappiamo nulla delle nostre vite eppure, siamo più uniti di tante persone che vivono fianco a fianco per tutta una vita.
Condividere sentimenti così forti esperienze così dolorose e “rigeneranti” non è sicuramente facile, ma dai tuoi post ho capito che sei uno tosto, nella vita e nella fede.
Caro fratello, ti ringrazio, ti sostengo con la mia preghiera e ti avvolgo nel mio abbraccio pieno di affetto per te.
un abbraccio di luce ELENA
Patrice Lauzeral ha detto 12 novembre 2011
Capire la sofferenza è sempre difficile : dietro a tutto c’è sempre un progetto di Dio che ci sfugge. Spesso è il contraccolpo dei peccati e chi soffre “espia” i propri e quelli altrui. Mi viene in mente la Veggente Vicka che offrendo la sua sofferenza ha salvato tante anime.
Caro Fabio, il tuo “scarafaggio” è diventato il compagno di noi tutti, perchè insieme a te possiamo capire la vera dimensione dell’amore e della redenzione misericordiiosa di Dio attraverso la preghiera.
Sei un esempio di speranza vissuta per tutti noi e specialmente di umiltà, quello autentico, quella di Maria per intenderci.
Le lodi di Dio ti siano di conforto e ti consentano di venire presto a capo di quest’altra “tornata”.
Un abbraccio fortissimo.
Laura Beretta Beretta ha detto 12 novembre 2011
Ciao, creatura meravigliosa!!! Grazie di darci notizie di te … non è banale! E’ un dono immenso per noi che siamo tuoi fratelli e che tanto ti amiamo e per chi condivide con te la stessa malattia. Tu hai il coraggio di parlarne ed è veramente un dono che fai a tutti gli ammalati e ai loro parenti. Hai il coraggio di non nasconderti. Anche la sofferenza in Cristo si trasfigura e diventa Bellezza. Ecco, bellissimo fratello, voglio abbracciarti e dirti che sei davvero per tutti una potente fonte di vita!
Uliana Di Pietro ha detto 12 novembre 2011
Caro Fabio mi sono commossa nel leggere la tua splendida testimonianza. La tua sofferenza è una purificazione per tutti noi; tu sei come Gesù sei l’agnello immolato, offrendo la tua sofferenza a Dio tu aiuti noi tutti. Coraggio, non sarai mai solo. Sei dentro tutti noi ,ti porteremo nel nostro cuore ogni volta che innalzeremo la preghiera a Gesù.
Un caloroso abbraccio da Uliana.
Daniela Praino ha detto 12 novembre 2011
Caro Fabio ti voglio bene
Te ne voglio per quella linfa di poesia
che alimenta la nostra vita e fa di noi
poeti con la luce divina
accesa dentro al cuore.
Sabrina Chiriatti ha detto 12 novembre 2011
Grazie Fabio perchè sei l’esempio vivente di cosa vuol dire abbracciare la croce e viverla sino in fondo certo che ad attenderti c’è la Risurrezione!! Ti voglio bene!!
ha detto 13 novembre 2011
Ma tutti la vogliono questa vita, tutti indistintamente, anche chi ha tentato il suicidio, anche i perenni aspiranti suicidi, anche chi si lamenta, urla, grida, aggredisce, si arrabbia, si agita, si scompone, perde lucidità e comprensione, tutti, tutti…
Non solo voi, non solo chi crede nel vostro Dio, non solo chi va a chiedere miracoli a Medjugorje, non solo chi si genuflette e prega e invoca e reclama…
Non faccio nulla di tutto questo, magari, chissà, vorrei anche farlo un giorno, essere capace di farlo, avere una speranza per farlo, i motivi ce li avrei tutti, un giorno prima della fine, un attimo, un momento, un istante prima che tutto si perda, consumi e svanisca, guardare in alto lassù e sperare in una ricompensa per tutte le mancanze e le privazioni e le sofferenze e le dannazioni e i tormenti e le inquietudini e le lacrime nascoste, per pudore e per vergogna…
Leggo le vostre parole, vi ‘frequento’ in un certo senso, in qualche modo, e constato queste certezze, queste sicurezze in un approdo di luce e di vita, di eterna gioia e di infinito amore, poi penso a me, di carne e sangue come voi e non ci capisco nulla…
Non capisco perché questo grande amore di questo onnipotente Dio a me non si riveli, perché non venga a scalzare via paure e titubanze, diffidenze e incredulità…
Ti senti un appestato davvero, misero, alle prese solo coi tuoi devastanti vortici emozionali, tipici di chi sta in attesa, nel mio caso doppia attesa: della morte e di un qualche Dio…e senti nascere e intrecciarsi in te le emozioni ferite più diverse e contraddittorie: ansia, frustrazione, depressione, illusione, disillusione, angoscia, timore, speranza e disperazione, rassegnazione talora, desiderio di vita, vera, piena, autentica, e quando vedi che questa, per una ragione o per l’altra, non risponde come tu vorresti e speri alla tua attesa e alla tua speranza, sopraggiunge anche il desiderio della morte, di farla finita, di raggiungere un ponte alto sopra un fiume che scorre ed unire il vuoto che si schiude di sotto con quello che dilaga incontenibile dentro di te…
E voi invece, voi con tutte queste certezze…la vostra fede, i vostri miracoli, le preghiere e le invocazioni, Medjugorje, segreti e misteri…messaggi svelati e messaggi da attendere…
Poco fa ho ricevuto una chiamata da un collega oncologo, mi avvertiva che per giovedì mi tocca di nuovo d’essere incubato per la risonanza magnetica nucleare perché c’è qualcosa che non va, bisogna controllare, accertare, verificare…
La glicemia è schizzata a valori assurdi, capogiri e vomiti compagni costanti…e giovedì…
Vedete, vedete signori? Ognuno ha i suoi personalissimi messaggi da attendere che gli vengano svelati…
P.S. Scusate se il tono è un po’ con troppo trasporto…non ce l’ho con nessuno di voi, sia chiaro, solo che quando ti trovi così, e in solitudine perché vuoi preservare gli altri dalla tua disperazione, scrivere ti placa un attimo…e si scrive quello che si pensa e che si vive…
ventitre ventitre ha detto 13 novembre 2011
Ti parlai della mia ammirazione per la tenacia dei genovesi.
Tu lo sei. Fai bene a sfogarti, ma non puoi arrenderti.
Ti abbraccio.
Patrice Lauzeral ha detto 14 novembre 2011
Caro Alessandro, con un profondo rispetto per la tua sofferenza, credo la tua tenacia e voglia di vivere, le tue tante domande siano già un approccio verso Dio.
Con profonda stima.
erjon hysenaj ha detto 14 novembre 2011
“se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”…….quanto e bello accetare come un bambino tutto quello che Dio Padre ci manda nel suo infinito amore, e ama proprio me debole e peccattore, proprio perche sa che la mia vita non ha alcun senso se Lui ci abbandona! Grazie Alessandro perche sei testimone di questo Amore!