Quale sarà l’”Avvenire” di Celentano? Forse una “Famiglia cristiana”…



18 febbraio 2012 ore 23:28 , scritto da don Davide Banzato

Dopo il primo intervento di Celentano a San Remo volevo scrivere subito un post con le mie impressioni a caldo. Impressioni positive, lo ammetto. Molto positive. Scherzosamente il titolo del post era “Ci ha rubato il mestiere”. Effettivamente sì, un po’ ce lo ha rubato. Celentano ha parlato a milioni di italiani di Dio, di Paradiso, di senso della vita, di Vangelo! Poi potrà aver sbagliato alcuni modi…

Poi potrà esser stato incoerente – come alcuni hanno scritto- visto che é stato molto pagato e che ha occupato un palco tutto il pomeriggio per una entrata in grande, a discapito dei giovani che dovevano provare.
Ma questo non ci riguarda. Sarà la sua coscienza davanti a Dio a parlare. Magari non è andata veramente così. Anche Gesù ai discepoli risponde di non impedire a chi opera nel Suo Nome perché “chi non è contro di noi è con noi”.

Sinceramente a me il primo intervento mi è piaciuto moltissimo. Non ho percepito la critica ad Avvenire e a Famiglia Cristiana, né ai sacerdoti… Forse perché non mi sono sentito toccato parlando ogni giorno di Dio, di Vangelo e di Paradiso… Forse perché sono un po’ tardo… Non lo so. Di certo a me è arrivato questo messaggio: sacerdoti, voi avete il dono di poterci parlare dell’unica cosa che conta, parlatecene di più! Chiesa, mostraci la Via di Cristo, l’unica che ci conduce pienamente al Paradiso, visto che è il fine della nostra vita.
A me è sembrato un grido di aiuto, non una critica o se lo era, comunque una critica positiva.

Su tre cose mi dissocio e dissento. In primis sui temi politici ed economici su cui non esprimo un mio parere non essendo oggetto di questa semplice condivisione. In seconda battuta alla critica ai giornali cattolici. Mi spiego. Il modo di Celentano é stato provocatorio, eccessivo forse su questo frangente, dunque equivoco. Nel dettaglio poi leggo da anni
Avvenire e per me é uno dei giornali più belli che c’è, anzi il migliore. Sono stato abbonato, ora per questioni economiche non lo ricevo più, ma é fatto in modo meraviglioso e fa’ proprio ciò che Celentano chiede: parla di Dio, di Vangelo e di Paradiso rileggendo l’attualità e con degli speciali ottimi, penso a tantissimi editoriali letti… In terzo luogo non concordo sull’apprezzamento a don Gallo. Sicuramente è un uomo che ha fatto del bene ed è un sacerdote che cerca di fare del bene. Ma ci sono ben altri esempi nel Mondo più ecclesiali e appropriati, che danno la vita nel silenzio quotidianamente. Non mi piace criticare dei confratelli, ma non concordo su molte posizioni di don Gallo, in particolare in tema morale e di rottura con quanto afferma il Magistero. Non si può esser a servizio della Madre Chiesa e pugnalarla continuamente alle spalle. Ma capisco cosa Celentano voleva dire: preti che stiano al fianco della gente, che stiano in mezzo a loro sporcandosi le mani e su questo concordo.

Non ho pubblicato il primo post avendo letto una critica unanime. Il motivo del ripensamento non era certo la paura, chi mi conosce sa bene che sono molto diretto e dico ciò che penso. Ma non volevo fomentare una “polemica”. Oggi, dopo aver sentito le sue ulteriori precisazioni, penso di doverlo pubblicare. A voi la parola, ma senza polemica, in stile “…e Gioia Sia!” condividendo e con rispetto. Non è tema di fede, siamo liberi di pensarla diversamente… Uniti nello Spirito!