Se uccidi Dio finisci per uccidere te stesso



11 giugno 2012 ore 18:30 , scritto da don Davide Banzato

Chi è furbo si fa santo, chi non si fa santo non è furbo nei confronti della vita. Farete cose più grandi di me (Cfr. Gv 14,12) dice Gesù. Eppure abbiamo davvero un tesoro in vasi di creta (2Cor 4,7) e quante volte abbiamo sperimentato d’esser creta ed incapaci di corrispondere al suo Amore. Ma non ti scoraggiare, diglielo: “Gesù, prendimi tu, prendi questa creta e fa che sia sempre unita a te! Con te, per te, in te! In manus tuas…non la mia ma la tua volontà”.

In fondo Nietzsche aveva capito qual era il vero punto nodale della nostra esistenza: io e Dio. Tu e Lui. Ma ha sbagliato la soluzione dell’equazione credendo che eliminando Dio si sarebbe realizzato l’io umano.

Invece Cristo rende l’uomo pienamente uomo (GS 22), gli restituisce la sua vera identità e dignità di figlio di Dio. Se uccidi Dio finisci per uccidere te stesso… La vera soluzione è il “Tu in me, io in Te Signore! Una cosa sola.” Tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola (Gv 17,21).

Questo è il vero obiettivo della vita umana. Questo è l’obiettivo della spiritualità dell’in manus tuas che Chiara Amirante ci trasmette ogni giorno e della centralità eucaristica: una rivoluzione cosmica dell’Amore!

L’unione abituale con Cristo è la vita nello Spirito, la preghiera intessuta nella quotidianità… La coerenza e la radicalità cresceranno in te pari passo con l’intensità dell’essere dono di te: la coerenza crescerà supportata dalla grazia allora, ma spinta dalla tua volontà, a colpi di atti di volontà e scelte eroiche. Non puoi mollare mai. E se cadi, rialzati subito. Prendi sul serio la tua quotidianità. Ogni giorno dì a te stesso: non sono più io, sono Gesù, Gesù in me deve crescere, io devo diminuire… Ritrova ogni giorno la tua identità di figlio di Dio, figlio nel Figlio.