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	<title>... e Gioia Sia! &#187; Attualità</title>
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	<description>blog del progetto di nuova evangelizzazione dei Cavalieri della Luce sull&#039;attualità alla Luce del Vangelo</description>
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		<title>Padre Gabriel: il XIII Apostolo che insegna l&#8217;amore!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, lo devo ammettere: dopo un po&#8217; di anni in cui avevo tentato di disintossicarmi da fiction e altro sono ricaduto nella peggiore delle dipendenze: la fiction italiana. Si perchè la fiction americana, le serie alla Doctor House o CSI alla fine sono carine ma poco nostre: dipingono una cultura che non ci appartiene e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Il-tredicesimo-apostolo-LOGO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5945" style="margin: 10px;" title="Il-tredicesimo-apostolo-LOGO" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Il-tredicesimo-apostolo-LOGO-300x117.jpg" alt="" width="300" height="117" /></a>Ok, lo devo ammettere: dopo un po&#8217; di anni in cui avevo tentato di disintossicarmi da fiction e altro sono ricaduto nella peggiore delle dipendenze: la fiction italiana.</p>
<p>Si perchè la fiction americana, le serie alla Doctor House o CSI alla fine sono carine ma poco nostre: dipingono una cultura che non ci appartiene e uno stile di vita da film (immaginate la scientifica italiana con l&#8217;hammer? o il primario zoppo di medicina interna che ci insulta?).<br />
Ma la fiction italiana ti prende dentro, ti tocca, senza l&#8217;overdose di computer graphic o esplosioni ma con le solite storie legate a mafia o chiesa&#8230; è roba nostra.</p>
<p>E ora ci sono andato sotto con Il XIII Apostolo su canale 5: come faccio a non amare Padre Gabriel, indagatore del mistero molto più affascinate di Dylan Dog, la dottoressa Claudia (Pandolfi), molto più bella di Crepet, Padre Isaia, carrierista archetipo comune nelle nostre fantasie dei preti in Vaticano e il buon padre Alonso dal nome iberico ma dal fascino popolare italiano che racchiude totalmente in se il vecchio detto <em>&#8220;chi si fa i fatti (?) suoi campa cent&#8217;anni!&#8221;</em>.<span id="more-5941"></span></p>
<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5943" style="margin: 10px;" title="Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>E io non posso non amarlo padre Gabriel Antinori (Claudio Gioè nella realtà!), lui mi mostra che la chiesa non è così bacchettona come sembra: indaga nel mistero, negli incubi, lui, si oppone allo zio cardinale che gli vuole far fare carriera nella chiesa mentre lui è puro e vuole essere sincero con la sua vita. È figo il prof. Antinori perchè con i suoi studenti parla di possibile reincarnazione, sgomina sacerdoti pedofili che qualche anno prima avevano messo incinta una ragazzina in paese, salva bambine grazie alle premonizioni di un medium e ci mette 4 puntate per celebrare una messa ma mezza puntata per baciare la psicologa Pandolifi sul ponte di Castel Sant&#8217;angelo con il Cupolone che fa da sfondo.</p>
<p>Questa è la chiesa che piace: non quella bacchettona di Padre Isaia che per far carriera pesta i piedi all&#8217;amico di una vita, sempre il povero Gabriel&#8230;<br />
non quella dello zio preoccupato delle apparenze di questa congregazione che indaga il mistero.<br />
Padre Gabriel è il futuro di una chiesa che corre in moto, con giubbotto in pelle, che non da niente di assodato, che si mette in discussione, che piuttosto che soffrire una vita in castità ti dice di seguire il tuo cuore e andarci a letto con quella tipa.<br />
Fortuna che la psicologa atea lo ferma, altrimenti addio celibato, lo blocca, ma anche lei probabilmente è legata da pensieri vetusti e non guarda al futuro come Padre Gabriel.</p>
<p>Ovviamente c&#8217;è anche la massoneria che lotta contro la chiesa e contro Padre Gabriel: non poteva mancare la ricchissima setta massonica che controlla il prete fin dalla nascita, setta a cui sembra appartenere il padre morto di Gabriel, setta nata per studiare questo tredicesimo apostolo in grado di sovvertire non la chiesa, non il credo ma il mondo (romano) come fino&#8217;ora l&#8217;abbiamo conosciuto.<a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/a9punny4npyldhath119.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5942" title="a9punny4npyldhath119" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/a9punny4npyldhath119-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Padre Gabriel è la prova che l&#8217;apostolo ha superato il maestro: Gesù doveva pregare per risuscitare i morti&#8230; lui semplicemente va in trance, si ritrova in un mondo bianco tipo anticamera del paradiso e riaccompagna l&#8217;anima del morto nel mondo reale facendolo resuscitare. Il tutto gratuitamente: lo faceva anche da piccolo con il gattino di famiglia&#8230;</p>
<p>Padre Gabriel è un grande: lui applica un vero sistema scientifico per affrontare qualsiasi cosa i soliti bigotti ritengano paranormale!</p>
<ul>
<li>Verifica del fenomeno, se è reale o mistificazione.</li>
<li>Verifica dell&#8217;origine, se è Cristiana o esoterica.</li>
<li>Verifica della natura, se è divina o diabolica.</li>
</ul>
<p>Io lo amo questo sacerdote&#8230; e da stasera un po&#8217; mi mancherà, visto che stasera va in onda l&#8217;ultima puntata&#8230;</p>
<p>Da domani tutto cambierà: dovrò accettare nuovamente i sacerdoti reali, quelli che conosco.<br />
forse meno apparentemente eroici di Padre Gabriel, ma certamente vivi e che quotidianamente cercano di fare ciò per cui sono stati chiamati&#8230;</p>
<p>Non grido certamente all&#8217;attacco subdolo nei confronti della Chiesa: anche se fosse tale sono pienamente convinto che una serie di fantasia non cancella il vero bene che viene fatto.<br />
E non difendo nemmeno quei sacerdoti che nel mondo reale possono essere vittime di passioni umane, che sia carrierismo alla Isaia, sigari e salsa cubana alla Alonso, o amore alla Gabriel.<br />
Passioni non sbagliate ma che fanno dimenticare il motivo vero per cui sono stati chiamati al Sacerdozio.</p>
<p>Mi spiace solo che questo genere di storie raccontate possano falsare la visione della realtà, infiltrarsi nelle coscienze delle persone e alterare quanto c&#8217;è di vero e falso nei confronti della chiesa, fonte inesauribile per storie di questo genere vista la sua longevità come struttura rispetto a qualsiasi altra cosa al mondo.</p>
<p>Ma come ben sappiamo ognuno è libero di pensarla a modo suo e se qualcuno ama trasporre la fiction nella realtà lo può liberamente fare&#8230; purtroppo ne resterà leggermente deluso, da molteplici punti di vista.</p>
<p>Padre Gabriel non esiste: ma non abbiamo bisogno di lui per imparare l&#8217;unica cosa che conta, l&#8217;Amore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il giudizio nel mondo d’oggi…</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Vangelo di Mt 7, 1-7 sul “Non giudicate, per non essere giudicati” oggi è di grande attualità. Mai come negli ultimi anni la televisione ha plasmato personalità così giudicanti e velenosamente capaci di ferire con la parola. L&#8217;Apostolo Giacomo nella sua lettera paragona la lingua al timone di una barca che va controllato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.metodovessella.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/gatto-allo-specchio.jpg" class="alignleft" width="215" height="300" />Il Vangelo di Mt 7, 1-7 sul “Non giudicate, per non essere giudicati” oggi è di grande attualità. Mai come negli ultimi anni la televisione ha plasmato personalità così giudicanti e velenosamente capaci di ferire con la parola. L&#8217;Apostolo Giacomo nella sua lettera paragona la lingua al timone di una barca che va controllato per non farla sfracellare. Il giudizio è capace di uccidere il cuore delle persone e di ferire per sempre in modo profondo. Il giudizio è capace di spaccare le  comunità di qualsiasi tipo, famiglie, parrocchie, conventi… <span id="more-2156"></span></p>
<p>I giornalini tengono occupate le persone ore ed ore solo sui gossip, cercando di poter mettere a nudo chiunque entrando nell’intimità delle persone. Anche le riviste dei teenager sono ormai così strutturate… I programmi televisivi di ogni genere sono pieni di giudizi, dai più innocui come nei processi calcistici in cui ognuno ormai si erge ad allenatore, ai più tremendi talk show o reality show in cui davanti i protagonisti si comportano in un modo e in privato sparano a zero su tutti dentro i “confessionali” mediatici. I programmi meno peggio in cui i talenti artistici sono al centro della discussione divengono comunque l’unico criterio valutativo per il valore della persona, se poi andiamo a vedere i criteri di giudizio per “tronisti” e “veline” scendiamo nello squallido più totale. </p>
<p>Insomma, il giudizio impera e diviene non solo un modus vivendi, ma un importante e centrale attività della giornata che plasma l’essere delle nuove generazioni. Giudicare è facile e gratificante in effetti, soprattutto perché fa sentire la persona che giudica al di sopra di chi è in questione. Generalmente chi giudica ha quasi sempre un grande problema di autostima e giudicando ha la sensazione di potersi arrogare il diritto di superiorità sugli altri. </p>
<p>Quanta pena mi fanno le persone che giudicano, le vedo così fragili… capaci di parole più grandi di loro, un po’ come dei grandi palloncini che più si gonfiano più un semplice ago può da un momento all’altro (e quel momento arriva per tutti di certo!) scoppiare in modo rovinoso. Dietro l’aggressività leggo insicurezza, dietro la rabbia leggo rancore e ferita, dietro il veleno leggo mancanza d’amore… </p>
<p>Personalmente, grazie al dono della famiglia che ho avuto, mi sono ritrovano sempre con una buona e sana autostima per cui il giudizio non è mai stato un mio problema, ma proprio per questo all’inizio non capivo i meccanismi che scattavano in chi giudicava ed essendomi estranei mi trovavo disarmato. Anzi, nella mia famiglia si é sempre esagerato nel versante opposto, rischiando un buonismo giustificatore anch&#8217;esso da riequilibrare.</p>
<p>Oggi, dopo anni di vita tra giovani con diversi problemi, mi sembra di aver acquisito diversi <strong>strumenti di aiuto</strong>. Primo tra tutti consiglio a chi giudica di dirsi uno stop mentale appena si rendono conto d’aver detto o pensato un giudizio e di dire una frase che sia giudizio positivo su quella persona; altro esercizio semplice che consiglio è di trasformare i giudizi in preghiera per quella persona, perché se il difetto fosse vero allora quella persona possa cambiare; infine la regola maestra la da Gesù: “Se un tuo fratello” sbaglia o pecca “ammoniscilo prima in segreto, se non ti ascolta allora riprendilo dinnanzi ad un testimone, infine se non ti ascolterà ancora dinnanzi all’assemblea”. Questa via della correzione fraterna va percorsa alla lettera e ne vedrete i frutti concreti e luminosi, senza saltare uno solo dei tre passaggi e neanche nell’ordine di esecuzione!</p>
<p>Spesso il giudizio è un’abitudine sbagliata acquisita, solo con esercizi concreti si può cambiare quell’habitus in uno nuovo stile di vita fraterno e costruttivo, capace di umiltà e amore. La verità va detta eccome, altrimenti non è amore perché il fratello non corretto continuerà a sbagliare, se ci si dice che gli si farebbe male a correggere quel fratello, in realtà prevale l’amore proprio e la paura del rifiuto a discapito del bene del fratello! San Paolo dice di dire “la verità con carità”, nell’amore sempre! “Al di sopra di tutto vi sia la carità!” poi allora nel modo giusto si dice quanto si pensa e sempre al solo diretto interessato o a chi può aiutarlo se lui lo ritiene opportuno.</p>
<p>Gesù mi ha colpito in particolare sul finale del Vangelo di Mt 7,5: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. Gesù vuole che togliamo la pagliuzza dall’occhio del fratello, vuole che lo aiutiamo, ma che prima facciamo un vero esame di coscienza e un vero cammino di conoscenza di sé. In un serio bagno continuo di umiltà e in un cammino continuo di conversione allora si sarà capaci con amore di correggere e aiutare i nostri fratelli.</p>
<p>La <em>sanatio in radice</em> la troviamo nel mistero della Trinità che vive quella che a don Tonino Bello piaceva chiamare la “convivialità delle differenze”: tre persone uguali e distinte, tre persone distinte che mangiano alla stessa mensa divina valorizzando i rapporti in un continua immersione d’Amore. évinas parla dell’etica del volto. L&#8217;altro non é una persona da assoggettare, schiacciate, omologare, manipolare, bensì mi realizza in un autentico dialogo ed incontro relazionare.</p>
<p>Chiara Amirante spesso in comunità dice di non rapportarci da maschera a maschera, ma da persona a persona, da cuore a cuore. Per Lévinas il faccia a fiaccia va fatto all’insegna del “dis-inter-esse”: DIS essere di meno, depotenziare il mito del mio io perché ci sia più INTER fra me e te all’insegna dell’ESSERE, del volto da scoprire, da contemplare, da accarezzare. </p>
<p>San Paolo parla della Chiesa come un unico corpo, ma anche l’umanità è un corpo unico e finchè il giudizio resterà in vita tra di noi è come ascoltare un CD o un disco di musica meravigliosa, che si trova ad essere rigato, dunque arrivando ai soliti punti di rottura sarà bloccato o almeno disturbato.</p>
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		<title>Te Deum. E tu, se puoi, mi raccomando, dacci una mano. Non praevalebunt, non prevarranno. Ce lo avevi detto tu, no?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[di Pierluigi Magnaschi Te Deum laudamus. Quando sentii cantare questo inno, per la prima volta, nella piccola chiesa di campagna che frequentavo con i miei genitori, non sapevo che cosa volessero dire quelle parole austere ed impettite, pronunciate in una lingua a me sconosciuta. Ma sentivo che quelle note e quelle parole,  mi trascinavano verso l&#8217;alto. Il parroco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Pierluigi Magnaschi</em></strong></p>
<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/2246134598_d6e79099bf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5820" title="2246134598_d6e79099bf" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/2246134598_d6e79099bf-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Te Deum laudamus. Quando sentii cantare questo inno, per la prima volta, nella piccola chiesa di campagna che frequentavo con i miei genitori, non sapevo che cosa volessero dire quelle parole austere ed impettite, pronunciate in una lingua a me sconosciuta. Ma sentivo che quelle note e<br />
quelle parole,  mi trascinavano verso l&#8217;alto.</p>
<p><span id="more-5819"></span>Il parroco era un melomane. Anche se allora, è ovvio, non sapevo che si dicesse così.  Per questo, aveva tirato su un coro niente male di giovanotti e di uomini. Era lo stesso coro che, in altre occasioni e in modo diverso, cantava le canzoni degli alpini.<br />
Anche queste canzoni mi piacevano tanto. &#8220;Sul ponte di Perati&#8221;, in particolare, mi commuoveva  perchè rendeva, con le sue parole strascicate, il senso di un gelido vento rasoterra , pieno di tristezza  e gravido di mestizia ma che poi, all&#8217;improvviso, esplodeva  nell&#8217;urlo della disperazione<br />
orgogliosa per &#8220;un&#8217;ingiustizia granda&#8221;.</p>
<p>Mentre le canzoni degli alpini ti inviavano delle note orizzontali, dirette a te. Il Te Deum, posso sbagliarmi,  ma io lo sentivo così, inviava le note<br />
verso il cielo. E queste note, incuranti della legge della gravità alla quale, che io sappia, anche la musica dovrebbe obbedire, se ne andavano<br />
dirette verso il cielo per non tornare mai più in terra.  Era un coro di sola andata, senza il ritorno. Perchè era un coro di ringraziamento a Dio.<br />
Te Deum laudamus, appunto. E mai come alla fine dell&#8217;anno si sente il bisogno di un Te Deum. Se non altro per ringraziare di essere ancora al mondo mentre un altro buon lotto di amici e conoscenti ci hanno lasciato per non farsi  più vedere. E&#8217; andata bene, insomma. Anche se il 2011 è stato un anno crudele perchè ha  sollevato un uragano che ci sta sempre più investendo, spegnendo speranze, alimentando preoccupazioni che si abbattono soprattutto sui più indifesi che, mai come in questi frangenti, sono usati come degli inconsapevoli  fusibili umani in difesa di un circuito elettrico che non funziona più. Queste preoccupazioni sono tanto più grandi ed angoscianti per il fatto che, per quanto squassante, non si  sa da dove, questo uragano, stia  arrivando, nè come si stia propagando, nè come e dove e quando deciderà di  spegnersi. Se si spegnerà.</p>
<p>In questo frangente sono aiutato dal Dna. Mio padre era sordo facoltativo: non sentiva le cose che gli davano fastidio. E poi ho un altro vantaggio (anche qui: &#8220;Te Deum&#8221;): sono cronicamente curioso, mi aggrappo ai dettagli significativi, specie a quelli che mi danno gioia, emozione. Ad esempio quando, in piena notte, torno a casa, dalle parti del Carrobbio, a Milano, mentre sto per chiudere la porta del mio appartamento, non posso che dare un&#8217;occhiata alla cupolotta della Basilica di San Lorenzo, che sbuca, resa immacolata e quasi immateriale  da un&#8217;intelligente illuminazione, dai tetti immersi nel buio  delle case un tempo popolari, di ringhiera. E&#8217; una cuspide ottimista, bombata, che si conclude in una freccia nel cielo che, quando torno a casa, sembra voler infilzare la luna, forse solo per farle solletico, in una congiunzione affascinante, di straordinaria complicità. Sembra dirmi: &#8220;Vai pure a dormire. Ti vedo spremuto. Io sto qui a vegliare, non solo su di te, ma su tutta Milano. Anche sui giovani scalmanati pieni di birra e privi di riferimenti che vedo sul mio sagrato&#8221;. E quando parto prima dell&#8217;alba per prendere un aereo, abbraccerei il jumbo n.ro 15, guidato da un tramviere  che prende pochi soldi ma, fedele al suo compito, non ha mancato il suo appuntamento con il lavoro. Il jumbo tram è lunghissimo come sempre.  Ma, a quell&#8217;ora, è anche stranamente vuoto mentre la città  dorme, sia pure ancora per poco. Esso scivola leggero, con le facce delle donne delle pulizie (anche loro, soldatine del dovere) che mi<br />
passano davanti come se fossero in un film, pensando, forse,  agli affetti lontani e ai chilometri di scale che dovranno pulire.</p>
<p>E che dire della donna bosniaca delle pulizie del condominio, ormai più italiana di me, che mi chiede se gli tengo da parte i tappi di plastica<br />
delle bottiglie di acqua minerale perchè le hanno detto che, vendute, servono per attrezzare un orfanotrofio in Bosnia, la terra da cui viene e<br />
che tiene nel cuore. Mentre la donna che cerca i tappi di plastica mi parla del suo sogno (grandissimo, anche se non sarà vero) i gelidi computer dei grandi circuiti finanziari internazionali macinano ordini automatici che obbediscono a dei software complessi e luciferini che ci sottraggono risorse dal portafoglio senza che noi ce ne accorgiamo. Abbiamo a che fare con truffe e grassazioni tentacolari, anonime, insonni, irresponsabili e immense che ci hanno preso tutti in contropiede. La voracità di pochi si alimenta di miliardi di bit impazziti. E come i computer vengono spesso protetti da degli anti-virus che sono venduti dalle società che hanno immesso in rete i virus stessi, così, adesso, sovente ed assurdamente, chiamiamo a risolvere il marasma finanziario, coloro che, in un modo o nell&#8217;altro,  lo hanno prodotto traendone immensi benefici. Ci stanno rovinando i multimasterizzati, gli azzeccagarbugli poliglotti, gli apprendisti stregoni della finanza globale, i matematici iperspecializati in imbroglionologia . Ci salveranno gli uomini di buona volontà. Ci riusciranno perchè sono tanti, credono negli affetti, non si lasciano intimorire, sanno soffrire. Anche se i giornali non ne parlano mai.</p>
<p>Te Deum. E Tu, se puoi, mi raccomando, dacci una mano. Non praevalebunt, non prevarranno. Ce lo avevi detto Tu, no?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La rivoluzione dell’Amore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 09:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima lettera di Giovanni ci ricorda che non si può amare Dio che non si vede se non si amano i fratelli e le sorelle che si vedono. Come San Paolo afferma nelle sue lettere, in particolare quelle rivolte a Corinzi, il naturale prolungamento della fede celebrata è la carità vissuta a fatti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cavalieridellaluce.net/chiara-amirante/files/madre_teresa.gif" class="alignleft" width="200" height="165" />La prima lettera di Giovanni ci ricorda che non si può amare Dio che non si vede se non si amano i fratelli e le sorelle che si vedono. Come San Paolo afferma nelle sue lettere, in particolare quelle rivolte a Corinzi, il naturale prolungamento della fede celebrata è la carità vissuta a fatti e nella verità. Tradiremmo altrimenti la nostra vocazione ad immagine e somiglianza di Dio Amore che ogni giorno si dona a noi nell&#8217;Eucarestia.<span id="more-2188"></span></p>
<p><em>Vivere di questo ‘pane della vita’ può essere pericoloso, quando ci si è ormai abituati al nutrimento dell’antropologia di dominio, della volontà di potenza e dell’assoggettamento. Trasformarci decisamente in vista di questo ‘pane della vita’ potrebbe anche farci ammalare, almeno quando si ragiona secondo gli schemi impiegati da chi preferisce la normalità. Questa sarà però una malattia per la vita, per quel vivere senza il quale ben presto, forse, ci sarà impossibile sopravvivere. E’ un pane che ci sarà di alimento e di sacramento della vita proprio perché, in mezzo a un vivere incentrato sul potere, ci consente di percepire la morte, le sofferenze, l’amore, l’angoscia, l’afflizione, ci rende ad essi sensibili</em> (J.B.METZ, <em>Il pane della sopravvivenza. La cena eucaristica dei cristiani come segno di una rivolu­zione antropologica, </em>in<em> Al di là della r</em><em>eligione borghese</em>, Queriniana, Brescia 1981, 49).</p>
<p>L&#8217;eucaristia celebrata in modo partecipato, a cuore aperto, si prolunga nella vita impostandola con atteggiamenti di riconoscenza che, avendo al centro il mistero del Cristo, si estende ad ogni momento e situazione, anche a quelle più difficili che se possono impedire un attuale atto di lode non ne chiudono completamente la porta, lasciando in preda all’abbattimento o, peggio, alla disperazione. Espressa in questi termini si deve sottolineare come sia contrario a un progetto eucaristico della vita ogni comportamento che segue percorsi contrari, preferendo la divisione alla riconciliazione, il dominio sugli altri alla dedizione, la pretesa e l’amnesia dei benefici alla gratitudine. Il rapporto fra eucaristia e responsabilità storica è quello che occupa e preoccupa gli osservatori che operano in ambienti particolarmente segnati dall’ingiustizia sociale e dalla piaga della povertà.</p>
<p>Vivendo la centralità eucaristica il nostro cuore diventa traboccante di Cielo e il nostro sguardo risplenderà di Cielo, chiunque ci incontrerà saprà che il Cielo c’è, esiste, che Cristo è gioia e molti crederanno se vedranno il Cielo nei nostri occhi. La missionarietà diventa un’automatica reazione all’incontro che giorno dopo giorno diventerà più profondo con la persona di Gesù Cristo Risorto che vive in mezzo a noi e in noi.</p>
<p><strong>Saremo come i raggi del sole</strong> che prosciugano le pozzanghere senza sporcarsi e colorano di luce ogni tenebra, nonostante la luce che portino non sia la loro ed essi siano semplici raggi di quell’immenso sole!</p>
<p><em>Chiediamo a <strong>Maria</strong>, oggi in modo speciale, di renderci capaci adaccogliere Suo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo nell’Eucarestia, custodendolo in noi ed essendo strumenti perché la Sua presenza cresca nel cuore di tanti…</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il &#8220;Salvalavita Pischelli&#8221; di Fiorello merita la scomunica?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema è attualissimo: Ha sbagliato Fiorello a parlare del &#8220;salvalavita-pischelli&#8221;? Abbozzo una risposta&#8230; Oggi in facebook ho ricevuto questa domanda: &#8220;Mi piacerebbe sapere da chi si rivolge ai giovani, cosa ne pensa dell&#8217;opinione di famiglia cristiana che attacca Fiorello perchè consigli di usare il preservativo per non prendere l&#8217;AIDS. La chiesa è così indietro? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://images.vanityfair.it/Storage/Assets/Crops/283626/35/97047/Fiorello-Roberto-Benigni_490x340.jpg" alt="" width="294" height="204" />Il tema è attualissimo: <strong>Ha sbagliato Fiorello a parlare del &#8220;salvalavita-pischelli&#8221;? </strong>Abbozzo una risposta&#8230;<span id="more-5730"></span></p>
<p><strong></strong>Oggi in facebook ho ricevuto questa domanda: &#8220;Mi piacerebbe sapere da chi si rivolge ai giovani, cosa ne pensa dell&#8217;opinione di famiglia cristiana che attacca Fiorello perchè consigli di usare il preservativo per non prendere l&#8217;AIDS. La chiesa è così indietro? Per difendere i vostri &#8220;valori&#8221; la gente deve morire? Ma sono certo di non avere una risposta.&#8221; Non ho purtroppo il tempo per rispondere in modo adeguato, ma questo è un blog, un diario tra amici in cui vorrei condividere almeno la mia risposta di getto.</p>
<p>Purtroppo il tempo è quello che è, la vita reale mi assorbe abbastanza, mi piacerebbe rispondere in modo più adeguato&#8230; Soprattutto mi dispiace avvertire la rabbia e il pregiudizio sulla Chiesa. Troppo spesso si fa&#8217; di tutta l&#8217;erba un fascio. Ma immagino ci sia della sofferenza che spinge a questo e posso solo accoglierla. In passato l&#8217;ho vissuta anch&#8217;io, finché non ho accolto l&#8217;Amore di Dio comprendendo cosa sia la Chiesa &#8211; Suo Corpo Mistico di cui siamo parte &#8211; e cosa siano gli &#8220;uomini e donna di chiesa&#8221;.</p>
<p>Riguardo alla domanda specifica, ribadisco che ci vorrebbe il tempo che ora non ho, spazio per risposte delicate e attente senza la pretesa mia dall&#8217;alto di dove non sono rischiando di dare giudizi, come mannaie che cadano sulla testa delle persone.</p>
<p><strong>Ha sbagliato Fiorello?</strong></p>
<p>Personalmente non credo abbia sbagliato a parlarne, forse è stato riduttivo ed impreciso. Ma non vorrei scadessimo esageratamente nel bigottismo. Ragionateci bene. I ragazzini fanno sesso a tutto spiano. Questo non significa che si debba scendere a compromessi, ma sicuramente vanno indirizzati ed aiutati. Quella di Fiorello (credo nella sua buona fede) è stata una scelta da padre che vuole evitare il peggio. Certo, non è stata pienamente azzeccata. Ma non possiamo pretendere sia uno show-man a fare e dire ciò che compete a genitori, alle istituzioni, a noi sacerdoti. Lui ha fatto la sua parte. A noi il compito di completare con una educazione all&#8217;affettività, alla completezza dell&#8217;atto sessuale che non si riduca a genitalità, all&#8217;educazione alla sacralità della sessualità&#8230; E sinceramente &#8211; fatemelo dire &#8211; non solo a parole (che comunque oramai non ci sono più!), ma a fatti, con la vita, con l&#8217;esempio. I giovani guardano come ti comporti più che a ciò che si dice. Non sono stupidi. Anzi&#8230;</p>
<p>Per vivere la sacralità piena della sessualità &#8211; che secondo la Chiesa deve portare all&#8217;eternità perché è un dono di Dio &#8211; ci sono regole, tappe, purificazioni da vivere perché si tratta di un linguaggio che coinvolge tutta la persona umana, una lingua profondissima ma delicatissima, che necessita di preparazione, di una grammatica da imparare per non fare danni e viverla appieno. Ci sono poi anche contesti idonei o meno. Un stile poetico non può essere il modo con cui dare le notizie al telegiornale. Così certi gesti ricchi di significato e che possono dischiudere qualcosa di eterno ed infinito non possono essere sviliti, svuotati della loro potenzialità e ricchezza, non sono idonei a certi contesti. Per natura il fidanzamento è chiamato o a portare al matrimonio oppure a finire (si spera restando in buoni rapporti). Per cui nel fidanzamento sarebbero idonei atti per gustare la gradualità del baciarsi, dell&#8217;abbraccio, dello stare insieme&#8230; Sapendo che, anche se il nostro amore è matura, il rischio di non garantire ad un eventuale figlio/a la sicurezza di una famiglia, ci fa&#8217; ragionare e preparare a poterlo accogliere pienamente.</p>
<p>Posto come certo che per questo la via maestra sarebbe arrivare a viverla gradualmente fino al matrimonio in cui in pienezza si può vivere potendo così anche responsabilmente accogliere eventuali figli &#8211; senza fare pagare loro conseguenze che non si meriterebbero &#8211; se uno è cristiano l&#8217;apertura alla vita richiede di poter vivere certe condizioni.</p>
<p>È chiaro che esiste una via maestra e poi ogni caso necessita di applicazione del criterio generale, di considerazioni particolari. Non siamo tutti uguali. Non sono tutte uguali le situazioni personali. Per cui i criteri generali per me sono quelli della Chiesa: la sessualità è sacra, chi la vive in pienezza arriva a &#8220;glorificare Dio&#8221; (Gaudium et Spes n.48), ma necessita di &#8220;regole, disciplina, purificazioni, educazione&#8221; (Deus caritas esi).</p>
<p>Se un coniuge ha l&#8217;hiv può usare il preservativo. Per questo capisco Fiorello nello show che rivolgendosi ai ragazzi &#8211; che comunque fanno sesso a tutto spiano &#8211; consigli almeno di essere intelligenti nel farlo. Questo non significa dire che va&#8217; bene. Ma almeno di stare attenti. Aggiungo che capisco e ci può stare (vivo in mezzo a loro tutti i giorni, per cui comprendo che sia anche giusto dirlo), ma non basta! A questo andrebbe aggiunto 1-che il preservativo non previene l&#8217;hiv al 100%, sennó rischio di farti fare grossi danni perché ignori un dato importante; 2-unire alla nozioni sessuali quelle affettive. In Uganda la Chiesa, le Ong e lo Stato hanno collaborato ad un progetto che unendo -educazione sessuale, -educazione affettiva e alla fedeltà matrimoniale o di coppia, -distribuzione condom per prevenire l&#8217;hiv, ha abbattuto quasi completamente la percentuale di nuovi caso di HIV. Questo non è mai avvenuto dove si sono solo distribuiti i preservativi!!! Allora aveva ragione Benedetto XVI quando nel famoso viaggio in Africa disse che &#8220;il preservativo non basta&#8221;. I dati parlano chiaro: in Africa dove sono stati dati solo i preservativi e si è fatta solo educazione sessuale, in senso stretto del termine, l&#8217;hiv continua a crescere; dove si è aggiunto un percorso di educazione all&#8217;affettività, alla sacralità della sessualità perchè non venga profanata, all&#8217;importanza della fedeltà&#8230; i risultati ci sono. Provate a documentarvi su quanto avvenuto in Uganda. Il Papa &#8211; come sempre &#8211; era stato solo manipolato e attaccato a priori.</p>
<p><strong>Nel sito di Nuovi Orizzonti (www.nuoviorizzonti.org) questa sera pubblico le tracce dell&#8217;approfondimento su &#8220;Dio è Amore&#8221; della Giornata di Spiritualità di domenica 5 dicembre 2011 a Roma. Vi consiglio di leggere soprattutto la parte relativa alla sessualità vista l&#8217;occasione del post.</strong><br />
<a href="http://www.nuoviorizzonti.org/index.php/it/extra/news/7-news-spiritualita/209-dio-e-amore-1gv-47-esercizi-e-approfondimento">Clicca qui per leggerla!</a></p>
<p>Concludo sottolineando invece le belle indicazioni di <strong>Benigni</strong> alla fine del suo monologo in tempi di crisi come questi&#8230; Le condivido appieno. Al piugrandespettacolodopoilweekend, in modo del tutto laico e potente e citando il Siracide (Ecclesiaste), ha detto che in un momento come questo:<br />
-bisogna restare uniti, &#8220;due sono più di uno&#8221;,<br />
-chi ha di più deve dare di più (cosa valevole non solo per i beni materiali ma anche tutto il resto, anche i talenti),<br />
-non servono le parole ma l&#8217;esempio di onestà,<br />
-il passato serve per imparare non fare gli stessi errori, ma bisogna guardare agli altri (in particolare al bene dei figli), costruire il futuro immersi nel presente,<br />
-dare il meglio sempre, anche nei momenti belli perchè non arrivino i brutti.</p>
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		<title>Domenica 20 novembre. In ricordo delle Vittime della strada.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 04:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buongiorno amici. Oggi vi scrivo per chiedervi di unirvi a chi si è visto portare via un proprio caro a causa di un &#8220;incidente stradale&#8221;. E allo stesso tempo, di dare insieme a noi un segnale che chiede a chiunque attenzione alla guida, perché un mezzo di trasporto può diventare un&#8217;arma mortale, o una tomba. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Buongiorno amici. Oggi vi scrivo per chiedervi di unirvi a chi si è visto portare via un proprio caro a causa di un &#8220;incidente stradale&#8221;. E allo stesso tempo, di dare insieme a noi un segnale che chiede a chiunque attenzione alla guida, perché un mezzo di trasporto può diventare un&#8217;arma mortale, o una tomba. E a provarlo ci sono le dodici Vittime al giorno che in media produce solo l&#8217;Italia. Nel mondo sono milioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni anno nella terza Domenica del mese di novembre l&#8217;Onu ha indetto la giornata mondiale per il ricordo delle Vittime. Per Domenica 20 novembre Elisabetta De Nando ( mamma di Andrea ucciso il 29 gennaio 2011 a Peschiera Borromeo, mentre con suo fratello gemello attraversava sulle strisce pedonali), con Valentina Pappacena, Maria Rosaria de Simone e Barbara Benedettelli, ha indetto &#8220;La Protesta dei fiori&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Vi chiediamo di portare fiori rossi davanti ai tribunali di tutta Italia. Rossi, come il colore del sangue versato nelle strade. Un gesto semplice per dimostrare la vicinanza a chi soffre il dolore tremendo della perdita, per ricordare a chi nel tribunale ci lavora che la vita ha un valore immenso e va tenuto alto. Per fare un passo verso questo bene grande che Dio ci ha donato e che noi troppo spesso buttiamo via.</p>
<p style="text-align: justify">Grazie</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
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		<title>Servono uomini nuovi? Basterebbero &#8220;uomini&#8221; autentici.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 22:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Prandelli. Patrimoniale]]></category>
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		<description><![CDATA[Non credo in politica servano uomini nuovi, basterebbero veri uomini. E donne aggiungo&#8230; Semplicemente questo. La &#8220;rottamazione&#8221; é un bello slogan, ma il suo successo sottolinea che qualcosa si é rotto&#8230; Il legame cittadino-Stato, etica-politica-economia, politica-bene comune&#8230; Se ci fossero persone sane, si risanerebbe. Non servono solo volti nuovi, ma sostanza e qualità. Servono &#8220;uomini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.sportmediaset.mediaset.it/bin/52.$plit/C_27_articolo_71622_GroupArticolo_immagineprincipale.jpg" alt="" width="160" height="88" /><strong>Non credo in politica servano uomini nuovi, basterebbero veri uomini.</strong> E donne aggiungo&#8230; Semplicemente questo. La &#8220;<strong>rottamazione</strong>&#8221; é un bello slogan, ma il suo successo sottolinea che qualcosa si é rotto&#8230; Il legame cittadino-Stato, etica-politica-economia, politica-bene comune&#8230; Se ci fossero persone sane, si risanerebbe. Non servono solo volti nuovi, ma sostanza e qualità. Servono &#8220;uomini e non &#8220;nuovi uomini&#8221;.</p>
<p>&#8221;Se ci sara&#8217; una patrimoniale, la pagheremo: siamo pronti a fare sacrifici&#8221;. <strong>Cesare Prandelli</strong>, commissario tecnico azzurro così risponde dando una lezione di stile e di vita come sempre ha fatto essendo coerente ai suoi valori cristiani e di uomo responsabile.</p>
<p>Di fronte all&#8217;ipotesi di un&#8217;imposta patrimoniale per i piu&#8217; abbienti, il commissario tecnico azzurro e&#8217; stato chiaro: &#8221;<strong>Se servono sacrifici, a farli deve essere chi e&#8217; piu&#8217; fortunato come noi. Non si possono certo chiedere a chi e&#8217; disperato. Non dico nulla di straordinario, in un Paese civile funziona cosi&#8217;</strong>&#8221;.</p>
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		<title>Condivisione sulla situazione economica odierna</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 17:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[italia sul 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi a Italia sul due è stata una trasmissione difficile. Il tema era la situazione degli italiani dinnanzi alla crisi. Ero davvero in difficoltà per la delicatezza del momento che sta davvero toccando nel vivo il quotidiano di tutti noi&#8230; Credo che gli italiani debbano cambiare stile di vita per forza non solo nel tenore, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/11/88686_1_390x300.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4720" title="88686_1_390x300" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/11/88686_1_390x300-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Oggi a <em>Italia sul due</em> è stata una trasmissione difficile. Il tema era <em>la situazione degli italiani dinnanzi alla crisi</em>. Ero davvero in difficoltà per la delicatezza del momento che sta davvero toccando nel vivo il quotidiano di tutti noi&#8230; Credo che gli italiani debbano cambiare stile di vita per forza non solo nel tenore, ma anche nello stile di solidarietà che ci caratterizza. Certo è che la classe politica deve assumere responsabilità e dare l&#8217;esempio, soprattutto chi ha ruoli di potere e possibilità economiche perché non si può chiedere sacrificio a chi ha già l&#8217;acqua alla gola senza i primi chiamati in causa diano l&#8217;esempio. Oggi ero timoroso di dare allarmismo senza speranza. Le strutture sono fatte dalle persone. Dunque credo nelle potenzialità dell&#8217;uomo. Ma non può più essere la l&#8217;economia senza etica a guidare la politica, ma la politica guidata dall&#8217;etica a guidare l&#8217;economia rimettendo al centro i popoli, il bene comune e la dignità della persona umana. Non si può pensare &#8211; come affermò Smith &#8211; che &#8220;una mano invisibile&#8221; metta tutto apposto. Ci vogliono le regole interne all&#8217;economia che siano guidate da un&#8217;etica che rimetta al centro l&#8217;uomo. Giovanni Paolo II aveva messo in guardia il Mondo, dopo aver vissuto comunismo e nazismo sulla propria pelle, che il consumismo non è da meno. Questa crisi economica globale ci richiama ad una crisi di valori e più profonda&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tanto successo perché? Qualunquista(mente!)</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 08:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Personalmente dinnanzi a tanto clamore pensavo di trovare qualcosa di meglio. Ma non voglio demolire il film né tantomeno fare il critico cinematografico in modo del tutto qualunquista(mente!). Sorge in me questa domanda: come mai ha riscosso così tanto successo? Che mi piaccia o no, il film è andato, parlano i fatti! Perché? Forse è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.comunisti-italiani.it/upload/img1/cetto%20la%20qualunque.png" alt="" width="287" height="204" />Personalmente dinnanzi a tanto clamore pensavo di trovare qualcosa di meglio. Ma non voglio demolire il film né tantomeno fare il critico cinematografico in modo del tutto <strong>qualunquista(mente!)</strong>. <strong>Sorge in me questa domanda:</strong> come mai ha riscosso così tanto successo? Che mi piaccia o no, il film è andato, parlano i fatti! Perché? Forse è un tipo di comicità che piace, oppure <em>Antonio Albanese </em>gode di una consolidata fama.. Forse racconta una parte di realtà in modo così plastico da affogare la disperazione e l&#8217;indignazione &#8211; che sarebbero più giustificabili dinnanzi a certe performance &#8211; in un mare di grasse risate? <strong>Non so darmi la risposta. Così, come a volte mi piace fare, getto il sassolino nello stagno, sperando qualcuno di voi possa dirmi cosa ne pensa e risolvere l&#8217;enigma&#8230;</strong></p>
<p><strong><span id="more-4699"></span><span style="font-weight: normal;">Il tempo a mia disposizione per vedere film o televisione è veramente poco, direi quasi nullo. Ma ho voluto ritagliarmi uno spazio per capire il successo di un film che altrimenti mai avrei visto. Premetto che ognuno può avere i suoi &#8220;gusti&#8221; cinematografici. Personalmente sono amante del cinema d&#8217;autore. Non ho mai disdegnato le commedie se intelligenti, come alcune ultime uscite anche di fattura italiana. Non sono estraneo al divertimento grazie a comici e satira, così fortunata nel nostro Paese. Ho un debole però per un tipo di taglio riflessivo anche nella comicità. Tra tutti ho sempre amato <em>Camillo e Peppone</em> perché in qualche modo raccontava la realtà, caricando qualche aspetto, ma in fondo facendo sorridere riproponendo uno spaccato storico. Leggendo e vedendo il boom di <em>Cetto La Qualunque</em>, mi sono chiesto &#8220;Perché tanto successo?&#8221; Ed ho trovato il coraggio di approfondire&#8230;</span></strong></p>
<p>Nel film &#8211; come si legge anche on line da diverse recensioni &#8211; il personaggio è un politico calabrese corrotto, perverso e depravato, che ha un grande disprezzo verso la natura, la tradizione e le donne, che considera un vero e proprio oggetto di cui fare uso quando si vuole. Si pone come grande innovatore e promette sempre ai suoi immaginari potenziali elettori grande abbondanza di<em>pilu</em> (termine dialettale &#8211; letteralmente, &#8220;pelo&#8221; &#8211; qui usato per indicare sessisticamente le donne). Le sue promesse sono mirabolanti, ma riscuotono sempre scroscianti applausi da parte del pubblico, che in particolare si esalta quando il politico assicura che ci sarà abbondanza di belle donne (&#8220;<em>Cchiù pilu pi tutti</em>&#8221; = &#8220;Più pelo (inteso di donna) per tutti&#8221;). Un suo ricorrente desiderio è quello di vedere tanto cemento armato nel paesaggio calabrese; non a caso, una delle sue particolari promesse è quella di &#8220;<em>costruire un pilastro di cemento armato per ogni bambino che nasce</em>&#8220;. È molto ignorante (un particolare che mette in evidenza è la trasformazione di varie parole in avverbio di modo aggiungendo il suffisso -mente, esempio: &#8220;Poimente&#8221;, &#8220;Comunquemente&#8221;, &#8220;Infattamente&#8221;, &#8220;Spessatamente&#8221;, &#8220;Tralaltramente&#8221;, &#8220;Senzadubbiamente&#8221;, &#8220;Qualunquemente&#8221;, &#8220;Addiritturamente&#8221;) ed è acerrimo nemico del suo diretto concorrente politico &#8220;De Santis&#8221; il quale viene spesso offeso durante i suoi comizi. Il personaggio non è nuovo. E&#8217; stato lanciato da Antonio Albanese diversi anni fa&#8217; in Rai.</p>
<p>Il film nei primi tre giorni di programmazione incassa <strong>5.395.840,16 euro</strong>, spodestando Checco Zalone, re indiscusso dei box office italiani nelle tre settimane precedenti. In un mese di programmazione nelle sale cinematografiche la pellicola riesce a <strong>superare i 15 milioni di euro</strong>, diventando uno dei maggiori successi italiani ai box office nella stagione. Ha ricevuto inoltre numerosi premi.</p>
<p><strong>Non so darmi la risposta di tanto successo per questo film. Alcune risposte forse le rimuovo&#8230; Secondo voi?</strong></p>
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		<title>Cosa ne pensate?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 18:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/10/matteorenzi-large.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4692" title="matteorenzi-large" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/10/matteorenzi-large-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Ho dedicato del tempo per ascoltare l&#8217;intervento conclusivo di Matteo Renzi, sindaco di Firenze&#8230; Devo dire che sono rimasto felicemente colpito. Essendo un sacerdote, pur avendo le mie idee politiche come uomo, ma non le esprimo mai in pubblico. Però davanti alle sue parole per la prima volta sento di dover dire che sui contenuti c&#8217;è finalmente sostanza e che il linguaggio comunicativo non è artefatto o da slogan, ma comprensibile e un lodevole tentativo di dare dignità alla politica. L&#8217;idea poi di <em>wiki-pd</em> è sicuramente geniale. Non voglio suggerire il voto per nessuno. Ma riguardo ai contenuti e dopo averlo ascoltato, ditemi cosa ne pensate. Sono curioso di leggervi&#8230;</p>
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