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	<title>... e Gioia Sia! &#187; Attualità</title>
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	<description>blog del progetto di nuova evangelizzazione dei Cavalieri della Luce sull&#039;attualità alla Luce del Vangelo</description>
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		<title>Suicidarsi in tempi di Crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di dati ci riferiamo ovviamente ai dati che conosciamo, ossia quei dati che telegiornale&#38;C. ci fanno vedere&#8230; Ad oggi si sa di Crisi e di suicidi (nonchè di scandalo nei partiti, di politica, di gossip ma quella è normale amministrazione in particolare negli ultimi 20 anni&#8230;). E negli ultimi giorni media di ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/05/Photo-10-05-12-10-32-52.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6335" style="margin: 10px;" title="suicide-bear" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/05/Photo-10-05-12-10-32-52.jpg" alt="" width="358" height="269" /></a>Quando parliamo di dati ci riferiamo ovviamente ai dati che conosciamo, ossia quei dati che telegiornale&amp;C. ci fanno vedere&#8230;</p>
<p>Ad oggi si sa di Crisi e di suicidi (nonchè di scandalo nei partiti, di politica, di gossip ma quella è normale amministrazione in particolare negli ultimi 20 anni&#8230;).</p>
<p>E negli ultimi giorni media di ogni genere si sono prodigati a mettere ben in mostra il rapporto che c&#8217;è tra crisi economica e suicidi facendo rientrare nel vortice alcune parole dell&#8217;attuale presidente del consiglio Mario Monti.<span id="more-6333"></span></p>
<p>Ora, preoccupato da queste cose, scopro <a href="http://daily.wired.it/news/scienza/2012/05/09/tasso-suicidi-italia-crisi-75241.html" target="_blank">quest&#8217;articolo</a>, tratto dal portale di Wired e scritto da Daniela Cipolloni, che offre un&#8217;analisi molto interessante dei dati balzati ai nostri occhi negli ultimi giorni e di cui qui brevemente tento di farne sintesi.</p>
<p>Con il massimo rispetto sia per le persone giunte a quest&#8217;atto estremo, sia per le famiglie, noi contiamo <strong>38 suicidi per causa economica a partire dal 1 Gennaio 2012 all&#8217;8 Maggio 2012.</strong></p>
<p>Nel <strong>2010</strong>,<strong> i dati ISTAT, mostrano 3048 suicidi di cui 187 per causa economica</strong> ponendo le motivazioni economiche legate al suicidio come l&#8217;ultime di una lista di motivazioni che vedono ai primi posti onore, malattia psichiatrica o causa affettiva.</p>
<p>Infine un&#8217;altro aspetto interessante è legato al fatto che mentre attualmente nominiamo i suicidi per crisi economica, in realtà il problema principale è legato ai suicidi per disoccupazione che non coincidono nelle persone, sono due forme di suicidio differente nelle motivazioni. <strong>Tende al suicidio maggiormente una classe di persone che non ha scopo nella vita sociale (ricordiamo che siamo una repubblica fondata sul lavoro&#8230;), più che una fascia di persone economicamente in crisi.</strong></p>
<p>Infine, guardiamo fuori dallo stivale, e scopriamo che in <strong>Germania</strong>, dove la situazione economica è ben più stabile della nostra, <strong>il numero dei suicidi è doppio rispetto all&#8217;Italia</strong>. Mentre nell&#8217;agiata <strong>Finlandia raggiunge addirittura 4 volte tanto</strong> il numero di suicidi Italico.</p>
<p>E nella <strong>Grecia</strong> a rischio collasso? <strong>È lo stato con la stima più bassa di suicidi in tutta Europa</strong>.</p>
<p>Di fronte a questi telegiornali sensazionalistici prestiamo molta attenzione&#8230;  e per riflettere prendiamo a prestito le parole del <strong>dott. Claudio Mencacci</strong>, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano:</p>
<blockquote><p>Studi epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso effetto domino</p></blockquote>
<p>In pratica ci troviamo di fronte a dati che purtroppo rientrano nella norma, presentati in maniera sensazionalistica rischiando così di portare al situazione al collasso, rischiando così di alterare dei dati che ripeto, purtroppo, non hanno nulla di sensazionale in rapporto alle statistiche degli anni precedenti.</p>
<p>Stiamo attenti a quello che ascoltiamo, a come lo ascoltiamo e a come risuona dentro di noi&#8230; e chissà che la crisi non possa diventare un&#8217;occasione per rafforzare la vicinanza tra di noi e magari quell&#8217;essere non dico fratelli, ma almeno nazione che si aiuta, che non sta chiusa nel suo giardino e che prova ad ascoltare e andare incontro a chi abita nella casa accanto.</p>
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		<title>Libertà distorte</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Si vorrebbe uno stato in cui ognuno possa scegliere ciò che vuole e sia tutelato in questo, concependo la libertà come infinite scelte possibili. Ad esempio bisogna &#8211; secondo alcuni &#8211; che ognuno sia tutelato a scegliere il momento in cui morire, o a disporre del proprio corpo come vuole senza limiti. Ma le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/3532743-infinite-strade-bivio-presso-il-deserto-steppa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6223" title="3532743-infinite-strade--bivio-presso-il-deserto-steppa" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/3532743-infinite-strade-bivio-presso-il-deserto-steppa-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Si vorrebbe uno stato in cui ognuno possa scegliere ciò che vuole e sia tutelato in questo, concependo la libertà come infinite scelte possibili. Ad esempio bisogna &#8211; secondo alcuni &#8211; che ognuno sia tutelato a scegliere il momento in cui morire, o a disporre del proprio corpo come vuole senza limiti.<br />
Ma le cose non stanno così. È un discorso mal impostato e senza premesse coerenti.<br />
La libertà non ha infine scelte possibili, ma sempre contestuali alle circostanze storiche e concrete. <span id="more-6222"></span><br />
Per cui si cerca qualcosa che realmente nessuno mai potrà realizzare. Ognuno di noi ha uno spazio limitato di libertà e in quel limite determinato una gamma di scelte possibili. Questo è ciò che ogni giorno viviamo.<br />
Fin dalla nostra nascita sperimentiamo che non siamo liberi in modo assoluto e illimitato, ma condizionato. Nessuno di noi ha scelto di nascere.<br />
Inoltre la libertà non coinvolge solo il singolo soggetto, ma tutte le persone e il creato con il quale interagisce e non può prescindere da questo ulteriore limite che chiama alla coerenza e al rispetto della libertà altrui e della necessaria custodia del creato.<br />
Non si tratta dunque di creare ad hoc dei &#8220;valori&#8221; chiedendo allo stato di tutelarli. Lo stato ha il dovere, per il bene comune, di riconoscere i diritti e i valori fondamentali inscritti nel cuore dell&#8217;umanità e nel creato. Ci sono leggi che ci trascendono e di cui ci appropriamo più siamo in tensione verso il bene e in ricerca della verità. Ci sono principi non negoziabili come la dignità umana, la difesa della vita, la custodia del creato, la libertà di movimento, con dei limiti chiari che non nuocciano, ma diano all&#8217;uomo e alle donne la possibilità di realizzare la propria esistenza.</p>
<p>&#8220;Un uomo è fatto di scelte e circostanze. Nessuno ha potere sulle circostanze, ma ognuno lo ha sulle proprie scelte&#8221; (Smith)</p>
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		<title>Il Papa sogna con noi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 18:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni il Papa compirà 85 anni. Lo guardo, lo ascolto&#8230; e mi sembra giovane, tanto giovane. Brillante, forte, entusiasta, sorridente. Un grande esempio per tutti noi. Ma qual è il segreto della giovinezza di Benedetto XVI? Lo possiamo riassumere in una parola sola: Amore. E&#8217; l&#8217;Amore che fa restare eternamente giovani, proprio come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/papaSogna.jpg"><img class="size-medium wp-image-6270 alignleft" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/papaSogna-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a></p>
<p>Tra pochi giorni il Papa compirà 85 anni. Lo guardo, lo ascolto&#8230; e mi sembra giovane, tanto giovane. Brillante, forte, entusiasta, sorridente. Un grande esempio per tutti noi.<br />
Ma qual è il segreto della giovinezza di Benedetto XVI? Lo possiamo riassumere in una parola sola: Amore.<br />
<span id="more-6269"></span><br />
E&#8217; l&#8217;Amore che fa restare eternamente giovani, proprio come il Papa. L&#8217;Amore con i suoi sogni, le sue speranze&#8230; l&#8217;Amore che dona fiducia nel domani&#8230; l&#8217;Amore che possiamo vivere e alimentare ogni giorno, con un gesto di tenerezza nei confronti degli altri.<br />
Il Papa sta per compiere 85 anni, ma è talmente “innamorato” di Gesù che continua a guardare al futuro e a pensare grandi progetti per la Chiesa.</p>
<p>Così è stato per i suoi predecessori. Giovanni XXIII, negli ultimi anni della vita, ha aperto il Concilio Vaticano II. Questo suo gesto, da vero innamorato, ha dato linfa e speranza ai cristiani e all’umanità intera.<br />
Paolo VI è stato un altro innamoratissimo di Gesù. Un Papa che ha saputo dialogare con tutti, aprendo il cuore alle persone più lontane. Un Papa costruttore di ponti e di strade nuove, che ancora oggi sono vive e testimoniano un Amore infinito.<br />
Ricordiamo anche il sorriso di Giovanni Paolo I, che ha lasciato un segno incancellabile nell&#8217;anima di ognuno di noi. E poi lo sforzo di Giovanni Paolo II. Nonostante la sofferenza, ben visibile, questo grande Pontefice non ha mai smesso di fare il missionario oltre ogni confine. Grazie al suo cammino infaticabile, tantissime persone hanno potuto conoscere il Vangelo.<br />
Se guardiamo l’esempio dei Papi, veri innamorati di Cristo, possiamo capire che l’Amore non deve mai farci smettere di sognare. E’ un esempio che vale per tutti gli innamorati, i fidanzati, i mariti, le mogli e i cittadini del mondo.<br />
Benedetto XVI è un Papa giovane che continua a fare grandi sogni.<br />
Noi possiamo sognare con lui, sicuri che la bellezza della realtà supererà ogni nostro desiderio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Non esiste una visione neutra.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Dostoevskij: “L&#8217;ateo assoluto sta sul penultimo gradino della più perfetta fede, mentre l&#8217;indifferente non ha più nessuna fede”. &#8220;Vivere senza Dio è un rompicapo e un tormento. L’uomo non può vivere senza inginocchiarsi davanti a qualcosa. Se l’uomo rifiuta Dio, si inginocchia davanti ad un idolo. Siamo tutti idolatri, non atei&#8220;. in fondo il non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/gran-bella-parete-vuota-L-1.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6202" title="gran-bella-parete-vuota-L-1" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/gran-bella-parete-vuota-L-1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Scrive <em>Dostoevskij:</em> “L&#8217;<em>ateo</em> assoluto sta sul penultimo gradino della più perfetta fede, mentre l&#8217;indifferente non ha più nessuna fede”. &#8220;Vivere senza Dio è un rompicapo e un tormento. L’uomo non può vivere senza inginocchiarsi davanti a qualcosa. Se l’uomo rifiuta Dio, si inginocchia davanti ad un idolo. Siamo tutti idolatri, non atei<em>&#8220;.</em> in fondo il non credente crede nel non-credere. Siamo tutti condannati a credere in qualcosa.<span id="more-6201"></span></p>
<p>C&#8217;è chi pensa di poter esser super partes. Eppure ognuno di noi ha il proprio filtro emotivo. Non esiste una scelta di campo neutra. Mettere un crocifisso ad una parete o scegliere di averla vuota è ugualmente una scelta di campo. Non voglio dire che una sia meglio dell&#8217;altra. Su questo si possono avere pareri diversi. Ma sempre si farà un atto di fede in questa o quell&#8217;altra idea da sposare.<br />
Non esiste la distinzione tra credenti e non-credenti, piuttosto ciascuno crede qualcosa, in un Dio Creatore o in altre idee.<br />
Sempre da ex-ateo posso anche aggiungere che quando non credevo in Dio mi affidavo alle mie ipotesi dedotte dalle non-risposte trovate. Da quando mi sono convertito invece mi baso su un&#8217;esperienza concreta, che per quanto possa essere soggettiva, mi ha rivoluzionato la vita.</p>
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		<title>La vita è sempre domani</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 12:12:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un fenomeno mediatico che mi ha colpito, negli ultimi anni, è quello delle radio private che si dedicano al calcio. Mi piace molto ascoltarle. Ne apprezzo la vivacità, la spontaneità e lo spirito d&#8217;iniziativa. Apprezzo anche la bravura di tanti miei colleghi che svolgono il loro lavoro giornalistico con professionalità e dedizione. Nelle radio private, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/Foto-mare1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6249 alignleft" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/04/Foto-mare1-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Un fenomeno mediatico che mi ha colpito, negli ultimi anni, è quello delle radio private che si dedicano al calcio. Mi piace molto ascoltarle. Ne apprezzo la vivacità, la spontaneità e lo spirito d&#8217;iniziativa. Apprezzo anche la bravura di tanti miei colleghi che svolgono il loro lavoro giornalistico con professionalità e dedizione.<span id="more-6246"></span></p>
<p>Nelle radio private, in questi giorni, è circolata la notizia della possibile trattativa per l&#8217;acquisto di un famoso calciatore da parte di alcune squadre italiane.<br />
La notizia ha suscitato pareri diversi tra gli ascoltatori delle radio. Alcuni tifosi, nelle loro telefonate, hanno commentato il fatto in modo positivo. Altri, invece, si sono indignati e hanno gridato allo scandalo.</p>
<p>Pare, infatti, che questo giocatore, tempo fa, sia stato protagonista di un episodio spiacevole dal punto di vista etico. E quindi, secondo certe persone, sarebbe un grave errore accoglierlo nella propria squadra.<br />
Non conosco i dettagli di questa storia e voglio usarla semplicemente come spunto per parlare, in generale, di un altro tema: il bisogno di carità nella nostra vita.<br />
Nelle telefonate che ho ascoltato alla radio, mi ha colpito il tono severo usato nei confronti di questo calciatore. Parole pesanti, che mi hanno fatto pensare.<br />
E&#8217; giusto che ognuno paghi per i propri errori e se ne assuma le responsabilità. La giustizia è importante, ma oltre alla giustizia c&#8217;è molto di più. C&#8217;è il futuro. C&#8217;è un domani da saper guardare.</p>
<p>Tutti noi, nella vita, possiamo fare errori, soprattutto da giovani. Possiamo cadere più volte e confrontarci con la nostra zoppicante umanità.<br />
Ma è anche vero che tutti abbiamo l&#8217;occasione di pentirci, di risollevarci, di iniziare un percorso di cambiamento, di maturazione personale&#8230;</p>
<p>Perché condannare per sempre chi sbaglia? Perché non offrirgli una possibilità? Perché chiudergli definitivamente la porta in faccia?</p>
<p>La vita è sempre domani. Non dev&#8217;essere mai ieri. Non dev&#8217;essere il ricordo di ciò che è stato, ma la speranza di ciò che sarà.<br />
Per questa ragione, secondo me, il dono più grande che possiamo farci è quello della carità.</p>
<p>Comprendere, amare, perdonare, offrire agli altri la possibilità di ricominciare, sperando anche noi di essere amati, compresi, perdonati per gli errori che facciamo.<br />
E&#8217; il domani che dà un senso alla nostra vita. Non stanchiamoci mai di guardarlo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La verità non è relativa, ma relazionale.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando qualcuno mi dice che Dio non esiste, lo capisco. Quando qualcuno invece vuole impormi questa sua visione del mondo come verità certa, non lo capisco. Un tempo avevo smesso di credere in Dio e avevo le mie ragioni, ma non ho mai smesso di credere nel rispetto e nel dialogo. Una propria idea va&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/panorama1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6199" title="panorama1" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/panorama1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Quando qualcuno mi dice che Dio non esiste, lo capisco. Quando qualcuno invece vuole impormi questa sua visione del mondo come verità certa, non lo capisco.<span id="more-6198"></span><br />
Un tempo avevo smesso di credere in Dio e avevo le mie ragioni, ma non ho mai smesso di credere nel rispetto e nel dialogo. Una propria idea va&#8217; condivisa, proposta, anche annunciata o proclamata, ma sempre con i dovuti modi. La saccenza e il proselitismo sono nocivi sempre, sia che caratterizzino atei sia che siano proprietà di credenti.<br />
La verità però non è relativa. Secondo me la verità è oggettiva, esiste in sè, é essente.<br />
Siamo noi, persone storicamente collocate, caduche e contestualizzate, ad osservarla ciascuno da un particolare punto di vista.<br />
L&#8217;immagine che più mi piace è quella di una fila di persone accalcate in diverse finestre di un palazzo. Per alcune la prospettiva permetterà di vedere diversamente rispetto ad altri, magari verso gli ultimi piani, sul tetto con meno barriere&#8230; Eppure tutte vedono qualcosa dell&#8217;oggettività del paesaggio, attraverso la soggettività della propria prospettiva. Alcuni avranno una visione più vicina alla realtà di altri. Altri avranno più particolari chiari rispetto al generale del panorama. Tutti avranno colto qualcosa. Ma nessuno avrà colto il tutto nella sua essenza.<br />
Solo dialogando, raccontandosi cosa si è percepito, tutti si avvicineranno insieme alla massima visione possibile del reale.<br />
La verità non è relativa, ma relazionale.</p>
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		<title>Oscar Romero e la luce dei martiri</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 18:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Evangelizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni ricorre l&#8217;anniversario del martirio di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Santa Messa. Uomo di pace, nella sua omelia del giorno prima aveva rivolto un appello alle coscienze di chi faceva della violenza una brutale abitudine: “Davanti a un ordine di uccidere che viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-martiri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6178" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-martiri-300x272.jpg" alt="" width="300" height="272" /></a> In questi giorni ricorre l&#8217;anniversario del martirio di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Santa Messa.<br />
<span id="more-6177"></span><br />
Uomo di pace, nella sua omelia del giorno prima aveva rivolto un appello alle coscienze di chi faceva della violenza una brutale abitudine: “Davanti a un ordine di uccidere che viene da un uomo, deve prevalere la legge di Dio che dice di non uccidere”.<br />
Molte persone, soprattutto giovani, non conoscono la storia di Oscar Romero. Scoprirla, oggi, significa rivolgere lo sguardo verso un sacerdote che ha pagato con il sacrificio della vita il suo amore per il Vangelo. Un esempio di fede autentica, che possiamo sforzarci di seguire nella nostra zoppicante umanità.</p>
<p>Oggi, purtroppo, c’è una tendenza a dipingere il mondo a tinte scure, come se fosse irrimediabilmente corrotto. Nell’aria c’è un sentimento di rassegnazione e di pessimismo, che ci spinge spesso a considerare la vita una specie di giungla in cui trionfano solo i più forti.<br />
La colpa, in parte, è anche di un cattivo uso dei mezzi di comunicazione, che tendono a dare poco spazio al bene, rispetto alle tonnellate di carta di giornale e di servizi televisivi dedicati al male: corruzione, scandali, omicidi e violenze di ogni genere.<br />
Scoprire la storia di Oscar Romero e di altri martiri come lui può aiutarci a ritrovare speranza e fiducia. Raccontiamo storie come queste! Tiriamole fuori dalla cantina dei ricordi e rendiamoci conto della loro attualità!<br />
C&#8217;è bisogno di conoscere questi portatori di luce, che hanno saputo illuminarci con la loro testimonianza. Uomini e donne, come noi, pronti ad offrire la vita per aiutare il prossimo. Senza paura. Senza preoccuparsi di ciò che potrebbe succedere domani.<br />
Paradossalmente, un mondo materialista come quello di oggi potrebbe considerare le storie dei martiri come le tristi disavventure di persone inutilmente idealiste, perse nella loro utopia. Uccise, torturate, sottomesse, crocifisse come Gesù&#8230;<br />
Qualcuno potrebbe obiettare: perché rischiare tanto? Perché complicarsi l&#8217;esistenza quando si può campare meglio, facendosi gli affari propri?<br />
Eppure il mondo ha bisogno di questi &#8220;sconfitti&#8221; che hanno voluto seguire l&#8217;esempio di Cristo, lasciandosi inchiodare su mille altre croci.<br />
Quando immaginiamo Gesù sanguinante, sofferente, deriso dai soldati romani e abbandonato dai suoi amici, potremmo avere la tentazione di pensare a lui come ad un fallito: l’immagine perfetta di un insuccesso.<br />
Ma è proprio da quell’apparente insuccesso che è cominciata la salvezza dell’umanità. Quello &#8220;sconfitto&#8221; con la corona di spine, a poco a poco, ha cambiato il mondo con il suo semplice messaggio d’amore.<br />
Ecco perché abbiamo bisogno dei martiri. Abbiamo bisogno di conoscerli, di scoprirli, di non dimenticarli, affinché la loro luce illumini la nostra vita e ci accompagni in un cammino di speranza.</p>
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		<title>La forza dell&#8217;autentico amore</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2012 14:23:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto poco fa la notizia di una vasta operazione di contrasto alla prostituzione effettuata dalla Polizia a Roma nella notte tra venerdì e sabato. Sono ottanta le prostitute fermate. Fra queste anche due minorenni e una donna trovata in possesso di un documento falso. Il nostro tempo, purtroppo, rischia di essere testimone silenzioso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-La-Forza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6163" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-La-Forza-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Ho letto poco fa la notizia di una vasta operazione di contrasto alla prostituzione effettuata dalla Polizia a Roma nella notte tra venerdì e sabato. Sono ottanta le prostitute fermate. Fra queste anche due minorenni e una donna trovata in possesso di un documento falso.<br />
<span id="more-6162"></span><br />
Il nostro tempo, purtroppo, rischia di essere testimone silenzioso di un fenomeno che viene visto con sempre maggiore indifferenza: il mercato degli esseri umani.</p>
<p>La supremazia dei forti sui più deboli è la fonte dei peggiori mali dell&#8217;umanità. E&#8217; sempre stato così. E&#8217; scritto nella storia.<br />
Le donne ridotte in stato di schiavitù provengono da Paesi in cui regna la fame e la disperazione.</p>
<p>Tante ragazze lasciano la loro terra con il cuore pieno di speranza. Sognano di trovare un lavoro onesto e di poter dare da mangiare alle loro famiglie. Ma si ritrovano vittime di ricatti e violenze senza fine.</p>
<p>I meccanismi di condizionamento psicologico imposti dagli sfruttatori della prostituzione sono terribili e non lasciano respiro. Alcune ragazze sono perfino sottomesse attraverso la minaccia di riti di occultismo, che creano uno stato d&#8217;angoscia e di terrore.</p>
<p>Alle origini del dramma della prostituzione c&#8217;è sicuramente un&#8217;errata interpretazione della parola &#8220;libertà&#8221;. Troppo spesso, oggi, questo termine diventa sinonimo di &#8220;Fai ciò che vuoi&#8221;: la libertà di fare tutto, arrivando al punto di calpestare gli altri.<br />
Per essere davvero liberi è necessario porre dei confini morali alle proprie azioni. Altrimenti tutto diventa lecito: anche il mercato degli esseri umani.<br />
Per giustificare certi comportamenti negativi viene utilizzata un&#8217;espressione che oggi va di moda: &#8220;libertà di scelta&#8221;.<br />
Si sente spesso dire che andare con le prostitute sarebbe &#8220;una scelta&#8221;. Qualcuno aggiunge: “E&#8217; una scelta tra persone maggiorenni e consenzienti”. Quante volte abbiamo sentito questo tormentone!<br />
Forse sarebbe il caso di ricordarci che noi non siamo soli e che le nostre scelte sono legate alla vita di tanti altri esseri umani.<br />
Ce lo ha fatto capire il regista Frank Capra, con un’immagine molto bella del film &#8220;La vita è meravigliosa&#8221;, dove un angelo salva la vita di uomo intenzionato a suicidarsi nella notte di Natale.<br />
Per fargli cambiare idea, l&#8217;angelo gli mostra come sarebbe stata la vita della sua città se non fosse mai nato. Si rivolge a lui con queste illuminanti parole: “La vita di un uomo è legata a quella di tanti altri uomini. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto”.<br />
E’ proprio così: noi non siamo soli. Ogni nostra scelta può toccare la vita degli altri.<br />
La libertà intesa come “Fai ciò che vuoi” non può che trasformarsi in un invito al nulla. Se non esistono limiti o regole precise, si finisce sulla strada del nichilismo. Il bene e il male si confondono e le coscienze si oscurano. L’uomo sceglie i comportamenti che più gli fanno comodo, inseguendo i suoi egoistici desideri. Diventa una pedina nella grande scacchiera del male.<br />
Andare con una prostituta, di fatto, significa diventare complici di tanti altri fenomeni paralleli: droga, violenza, ricatti, orrendi riti di occultismo, turismo sessuale&#8230;<br />
Tutte queste piaghe sono legate tra loro. Materialmente e culturalmente. Rappresentano lo stesso tipo di non-cultura della dominazione dei forti sui più deboli. Una non-cultura da contrastare con la forza dell&#8217;autentico amore e del rispetto di ogni essere umano.</p>
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		<title>Facciamo un giretto!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 04:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendo spunto da alcune parole del libro di Chiara Amirante “Perché sei venuto al mondo?”, che mi hanno fatto pensare. Chiara scrive: “A differenza di tutte le altre religioni, noi cristiani crediamo non solo che Dio esiste, ma che il Signore della creazione si è fatto uomo come noi. E&#8217; stupendo! Ci pensi? Non so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-giretto.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-giretto-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-giretto.jpg"></a></p>
<p>Prendo spunto da alcune parole del libro di Chiara Amirante “Perché sei venuto al mondo?”, che mi hanno fatto pensare.<br />
Chiara scrive: “A differenza di tutte le altre religioni, noi cristiani crediamo non solo che Dio esiste, ma che il Signore della creazione si è fatto uomo come noi.<br />
E&#8217; stupendo! Ci pensi? Non so se hai capito bene! Il tuo Creatore ha deciso di lasciare il suo paradiso e venire a &#8216;farsi un giretto&#8217; qui in mezzo a noi sulla terra”.<span id="more-6118"></span></p>
<p>E&#8217; proprio così. Come ha detto Chiara, è veramente stupendo! Dio, infatti, non ha voluto avere una relazione virtuale con noi, ma ha deciso di incontraci, di dialogare, di condividere le nostre stesse gioie e sofferenze.<br />
Partendo dalle bellissime ed entusiasmanti parole di Chiara, ho cominciato a riflettere sull&#8217;importanza dei nostri rapporti con gli altri e sul modo in cui, oggi, si costruiscono relazioni e non-relazioni.<br />
Nelle grandi città sta scomparendo l’antica cultura del cortile e della piazza, luoghi all’aperto in cui i bambini praticavano tradizionali giochi di gruppo, in un clima di festa e di allegria.<br />
Erano parentesi di svago in cui bastava poco per essere felici. Ma, soprattutto, erano situazioni creative in cui si stava davvero insieme. Non rappresentavano soltanto un’occasione di divertimento, ma erano momenti educativi in cui ci si abituava ad avere delle regole e a rispettare i propri coetanei.<br />
Poteva capitare anche di discutere. Ma lo si faceva attraverso un dialogo costruttivo, guardandosi negli occhi.<br />
Troppo spesso, oggi, il tempo libero viene vissuto in modo solitario e individualista. I ragazzi, a volte, sono spinti a trascorrere tante ore davanti allo schermo freddo di un computer, tra videogiochi ripetitivi, navigazioni interminabili su Internet e conversazioni virtuali. Si nutrono di fantasie “già pronte”, che qualcuno ha creato per loro.<br />
Certamente i nuovi mezzi di comunicazione non sono strumenti cattivi. Il mondo di Internet può offrire anche straordinarie opportunità. L&#8217;importante è che le relazioni virtuali non prendano il posto della vita vera, generando solitudini e alimentando un falso rapporto con la realtà.<br />
Crescendo soli, i giovani rischiano di maturare più tardi l’idea del rapporto con gli altri. Come si fa a considerare il prossimo, se non ci si abitua realmente a incontrarlo e a dialogare con lui? Come si possono prendere a cuore i suoi problemi?<br />
Per invertire la rotta, può essere utile risvegliare la bellezza dei rapporti umani autentici. Rinchiudersi troppo nel mondo virtuale significa, in fondo, rifiutare di confrontarsi. Significa rinunciare ad impegnarsi, perché il rapporto diretto con il prossimo rappresenta anche un impegno, uno sforzo per mettersi in discussione.<br />
Insomma&#8230; proviamo a seguire l&#8217;esempio di Gesù. Oltre a navigare su Internet, facciamo un giretto e andiamo ad incontrare gli altri.<br />
Mi ha colpito molto ciò che è scritto nella Bibbia, nella seconda lettera di San Giovanni.<br />
Il Santo, rivolgendosi ad alcuni amici, conclude la sua lettera dicendo: “Molte cose avrei da scrivervi, ma non voglio farlo per mezzo di carta e inchiostro. Spero invece di venire da voi e di parlarvi faccia a faccia, affinché la nostra gioia sia piena”.<br />
Anche San Giovanni sembrava preferire gli incontri reali rispetto a quelli virtuali. Il suo invito alla “gioia piena” è attualissimo. E gioia sia, quindi, in ogni momento della nostra vita.</p>
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		<title>Ballare con Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 12:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo sul giornale di oggi la bella notizia di un&#8217;iniziativa chiamata &#8220;Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro&#8221;. E&#8217; un invito a recuperare il senso autentico un giorno che dovrebbe essere dedicato al riposo e che negli ultimi anni si è trasformato in una misera festa dello shopping. Una bella canzone degli anni cinquanta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-domenica.jpg"><img class="size-medium wp-image-6108 alignleft" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/03/Foto-domenica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Leggo sul giornale di oggi la bella notizia di un&#8217;iniziativa chiamata &#8220;Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro&#8221;. E&#8217; un invito a recuperare il senso autentico un giorno che dovrebbe essere dedicato al riposo e che negli ultimi anni si è trasformato in una misera festa dello shopping.<br />
Una bella canzone degli anni cinquanta diceva: “Domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campane…”. Era il ritratto di un’Italia che apriva gli occhi ascoltando il suono delle campane delle chiese. <span id="more-6107"></span><br />
Quel dolce richiamo ricordava che era necessario dedicare la propria giornata anche a Dio, con la partecipazione alla Santa Messa e con un buon uso del tempo libero. Ed è possibile farlo anche oggi!<br />
E’ certamente possibile divertirsi frequentando gli amici, andando a ballare, oppure recandosi al cinema. L’importante è utilizzare la testa e scegliere bene gli ambienti da frequentare.<br />
Non è necessario isolarsi dal mondo. E’ sufficiente tenere in mente la presenza di Dio, al proprio fianco, come principale protagonista della domenica. Può essere proprio Lui, in un certo senso, il primo amico da cercare, quando si arriva alla fine della settimana.<br />
Appena si sarà trovato Lui, sarà possibile incontrare tutti gli altri amici. Ma non bisogna dimenticare che è Lui l’amico più importante, prima di tutti gli altri.<br />
Con il Signore al proprio fianco, sarà possibile fare qualunque cosa: ballare, andare al cinema, al teatro, ad un concerto&#8230; Sarà Lui a suggerirci la strada da seguire, evitando di farci finire in luoghi pericolosi.<br />
Si può ballare con Dio. Andare al cinema con Dio. Passeggiare con Dio&#8230;<br />
In che modo? Imparando a selezionare le proposte che ci vengono fatte. Se una discoteca offre la droga, è meglio non andarci. Se un film propone sangue e violenza, è giusto non vederlo. Se uno spettacolo offre immagini di cattivo gusto, cerchiamo di evitarlo. Sarà la presenza di Dio, nella nostra domenica, ad aiutarci a trovare gli ambienti più sani, per il corpo e per l’anima.<br />
Questo è già sufficiente, per vivere bene il giorno del Signore. Ma se si vuole fare qualcosa di più, le occasioni non mancano. Oltre a divertirsi, ci si può organizzare per dedicarsi ad un’opera buona: la visita a un malato, un pensiero gentile rivolto a qualcuno o un impegno nel volontariato.<br />
Insomma, per tutti noi la domenica può ancora rappresentare una splendida occasione per rivolgere lo sguardo verso l’infinito. Non solo con la breve parentesi della Messa, ma anche per tutte le altre ore, sforzandoci di vivere in modo totalmente cristiano la nostra giornata.<br />
E poi, partendo dalla domenica, sarà possibile imparare a scoprire la presenza di Dio anche negli altri giorni della settimana. Perché il Signore è un amico che ci prende per mano ed è sempre al nostro fianco. Ogni ora, ogni minuto, ogni secondo del nostro tempo. Non soltanto la domenica.</p>
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