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	<title>... e Gioia Sia! &#187; Pensieri e Riflessioni</title>
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	<description>blog del progetto di nuova evangelizzazione dei Cavalieri della Luce sull&#039;attualità alla Luce del Vangelo</description>
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		<title>Padre Gabriel: il XIII Apostolo che insegna l&#8217;amore!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ok, lo devo ammettere: dopo un po&#8217; di anni in cui avevo tentato di disintossicarmi da fiction e altro sono ricaduto nella peggiore delle dipendenze: la fiction italiana. Si perchè la fiction americana, le serie alla Doctor House o CSI alla fine sono carine ma poco nostre: dipingono una cultura che non ci appartiene e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Il-tredicesimo-apostolo-LOGO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5945" style="margin: 10px;" title="Il-tredicesimo-apostolo-LOGO" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Il-tredicesimo-apostolo-LOGO-300x117.jpg" alt="" width="300" height="117" /></a>Ok, lo devo ammettere: dopo un po&#8217; di anni in cui avevo tentato di disintossicarmi da fiction e altro sono ricaduto nella peggiore delle dipendenze: la fiction italiana.</p>
<p>Si perchè la fiction americana, le serie alla Doctor House o CSI alla fine sono carine ma poco nostre: dipingono una cultura che non ci appartiene e uno stile di vita da film (immaginate la scientifica italiana con l&#8217;hammer? o il primario zoppo di medicina interna che ci insulta?).<br />
Ma la fiction italiana ti prende dentro, ti tocca, senza l&#8217;overdose di computer graphic o esplosioni ma con le solite storie legate a mafia o chiesa&#8230; è roba nostra.</p>
<p>E ora ci sono andato sotto con Il XIII Apostolo su canale 5: come faccio a non amare Padre Gabriel, indagatore del mistero molto più affascinate di Dylan Dog, la dottoressa Claudia (Pandolfi), molto più bella di Crepet, Padre Isaia, carrierista archetipo comune nelle nostre fantasie dei preti in Vaticano e il buon padre Alonso dal nome iberico ma dal fascino popolare italiano che racchiude totalmente in se il vecchio detto <em>&#8220;chi si fa i fatti (?) suoi campa cent&#8217;anni!&#8221;</em>.<span id="more-5941"></span></p>
<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5943" style="margin: 10px;" title="Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/Claudio-Gioè-Claudia-Pandolfi-Il-tredicesimo-apostolo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>E io non posso non amarlo padre Gabriel Antinori (Claudio Gioè nella realtà!), lui mi mostra che la chiesa non è così bacchettona come sembra: indaga nel mistero, negli incubi, lui, si oppone allo zio cardinale che gli vuole far fare carriera nella chiesa mentre lui è puro e vuole essere sincero con la sua vita. È figo il prof. Antinori perchè con i suoi studenti parla di possibile reincarnazione, sgomina sacerdoti pedofili che qualche anno prima avevano messo incinta una ragazzina in paese, salva bambine grazie alle premonizioni di un medium e ci mette 4 puntate per celebrare una messa ma mezza puntata per baciare la psicologa Pandolifi sul ponte di Castel Sant&#8217;angelo con il Cupolone che fa da sfondo.</p>
<p>Questa è la chiesa che piace: non quella bacchettona di Padre Isaia che per far carriera pesta i piedi all&#8217;amico di una vita, sempre il povero Gabriel&#8230;<br />
non quella dello zio preoccupato delle apparenze di questa congregazione che indaga il mistero.<br />
Padre Gabriel è il futuro di una chiesa che corre in moto, con giubbotto in pelle, che non da niente di assodato, che si mette in discussione, che piuttosto che soffrire una vita in castità ti dice di seguire il tuo cuore e andarci a letto con quella tipa.<br />
Fortuna che la psicologa atea lo ferma, altrimenti addio celibato, lo blocca, ma anche lei probabilmente è legata da pensieri vetusti e non guarda al futuro come Padre Gabriel.</p>
<p>Ovviamente c&#8217;è anche la massoneria che lotta contro la chiesa e contro Padre Gabriel: non poteva mancare la ricchissima setta massonica che controlla il prete fin dalla nascita, setta a cui sembra appartenere il padre morto di Gabriel, setta nata per studiare questo tredicesimo apostolo in grado di sovvertire non la chiesa, non il credo ma il mondo (romano) come fino&#8217;ora l&#8217;abbiamo conosciuto.<a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/a9punny4npyldhath119.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5942" title="a9punny4npyldhath119" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/a9punny4npyldhath119-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a></p>
<p>Padre Gabriel è la prova che l&#8217;apostolo ha superato il maestro: Gesù doveva pregare per risuscitare i morti&#8230; lui semplicemente va in trance, si ritrova in un mondo bianco tipo anticamera del paradiso e riaccompagna l&#8217;anima del morto nel mondo reale facendolo resuscitare. Il tutto gratuitamente: lo faceva anche da piccolo con il gattino di famiglia&#8230;</p>
<p>Padre Gabriel è un grande: lui applica un vero sistema scientifico per affrontare qualsiasi cosa i soliti bigotti ritengano paranormale!</p>
<ul>
<li>Verifica del fenomeno, se è reale o mistificazione.</li>
<li>Verifica dell&#8217;origine, se è Cristiana o esoterica.</li>
<li>Verifica della natura, se è divina o diabolica.</li>
</ul>
<p>Io lo amo questo sacerdote&#8230; e da stasera un po&#8217; mi mancherà, visto che stasera va in onda l&#8217;ultima puntata&#8230;</p>
<p>Da domani tutto cambierà: dovrò accettare nuovamente i sacerdoti reali, quelli che conosco.<br />
forse meno apparentemente eroici di Padre Gabriel, ma certamente vivi e che quotidianamente cercano di fare ciò per cui sono stati chiamati&#8230;</p>
<p>Non grido certamente all&#8217;attacco subdolo nei confronti della Chiesa: anche se fosse tale sono pienamente convinto che una serie di fantasia non cancella il vero bene che viene fatto.<br />
E non difendo nemmeno quei sacerdoti che nel mondo reale possono essere vittime di passioni umane, che sia carrierismo alla Isaia, sigari e salsa cubana alla Alonso, o amore alla Gabriel.<br />
Passioni non sbagliate ma che fanno dimenticare il motivo vero per cui sono stati chiamati al Sacerdozio.</p>
<p>Mi spiace solo che questo genere di storie raccontate possano falsare la visione della realtà, infiltrarsi nelle coscienze delle persone e alterare quanto c&#8217;è di vero e falso nei confronti della chiesa, fonte inesauribile per storie di questo genere vista la sua longevità come struttura rispetto a qualsiasi altra cosa al mondo.</p>
<p>Ma come ben sappiamo ognuno è libero di pensarla a modo suo e se qualcuno ama trasporre la fiction nella realtà lo può liberamente fare&#8230; purtroppo ne resterà leggermente deluso, da molteplici punti di vista.</p>
<p>Padre Gabriel non esiste: ma non abbiamo bisogno di lui per imparare l&#8217;unica cosa che conta, l&#8217;Amore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra discese e risalite: semplicemente noi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando entro in una chiesa, mi capita spesso di trovare immaginette colorate che raccontano brevemente la vita di qualche santo. Sono sempre affascinato da queste storie. Leggendole, mi rendo conto che tutti i santi sono stati persone come noi, con le loro difficoltà e sofferenze sul cammino della vita. Questo mi rassicura. Penso, infatti, ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/2010-SALITA-O-DISCESA-a19723224.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5950" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="2010-SALITA-O-DISCESA-a19723224" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/02/2010-SALITA-O-DISCESA-a19723224-300x201.jpg" alt="" width="210" height="141" /></a></p>
<p>Quando entro in una chiesa, mi capita spesso di trovare immaginette colorate che raccontano brevemente la vita di qualche santo.<br />
Sono sempre affascinato da queste storie. Leggendole, mi rendo conto che tutti i santi sono stati persone come noi, con le loro difficoltà e sofferenze sul cammino della vita.<br />
Questo mi rassicura. Penso, infatti, ai miei tanti difetti, alle mie incertezze, ai momenti in cui mi sono allontanato da Dio&#8230; per poi ritrovarlo.<br />
Ogni tanto risuonano nella mia mente le parole di una bella canzone di Lucio Battisti e Mogol: “Le discese ardite e le risalite&#8230;”<br />
Penso che la vita di tutti noi sia così. A volte ci capita di scendere&#8230; e poi, se vogliamo, abbiamo sempre l&#8217;occasione di risalire verso Dio, soprattutto attraverso la confessione.<span id="more-5948"></span></p>
<p>Tempo fa, alla fine di un incontro in una parrocchia, alcuni ragazzi mi hanno chiesto: chi può diventare santo? I preti e le suore? I vescovi e i cardinali? Il Papa?<br />
Io ho risposto: non solo! Tutti, a poco a poco, sono chiamati a raggiungere la santità personale. In che modo? Nei piccoli gesti della vita quotidiana, nel lavoro, nello studio, nel divertimento, nel tempo libero e nei rapporti con gli altri.<br />
Basta ricordarci che siamo tutti figli di Dio. Un Dio che, come un bravo papà, non abbandona mai i suoi figli, anche quando combinano guai. E&#8217; un padre generoso, affettuoso, sempre pronto ad accoglierci tra le sue braccia.<br />
Spesso abbiamo un&#8217;errata concezione del cammino verso la santità. Lo consideriamo difficile, quasi impossibile&#8230;<br />
Questo accade perché i santi appaiono ai nostri occhi come eroi infallibili, senza macchia e senza paura. Ma non è così.<br />
Per cancellare nella mia testa questo luogo comune, a me aiuta molto pensare ad alcuni fumetti che leggevo quando ero bambino: i super eroi.</p>
<p>Questi personaggi hanno poteri straordinari e sono in grado di compiere azioni meravigliose. Ma sono anche persone comuni, con i loro problemi quotidiani da affrontare.<br />
Lo stupefacente Spiderman (l&#8217;Uomo Ragno), ad esempio, è uno studente che vive con la zia anziana e malata. Si divide tra lo studio e il lavoro, misurandosi con le insicurezze di ogni giovane.<br />
Daredevil, gli X-Men e tutti gli altri super eroi sono persone come noi, con le loro fragilità e le loro sofferenze nella vita quotidiana.</p>
<p>Purtroppo noi siamo abituati ad immaginare i santi come super eroi irraggiungibili, dimenticando che anche i super eroi possono sbagliare, soffrire, piangere, inciampare&#8230;<br />
I santi sono stati esseri umani come noi e hanno vissuto le nostre stesse cadute ed incertezze. Ma ogni volta hanno saputo rialzarsi, con forza e determinazione, ricercando il proprio incontro con il Signore.<br />
Nel percorso ad ostacoli della vita terrena, nessuno di noi è un infallibile super eroe. Ma tutti sono chiamati a costruire ogni giorno, mattone dopo mattone, il proprio cammino verso Dio. Con speranza ed allegria.</p>
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		<title>Gianna Jessen: &#8220;nata per aborto salino&#8221; o nata per Amore di Dio?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Gianna Jessen]]></category>
		<category><![CDATA[perdono]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano due esami per la sessione e sto provando a studiare. Ma faccio fatica a concentrarmi&#8230; Allora ho deciso di liberare le emozioni condividendole e vi racconto la mia sana inquietudine interiore. Oggi ho avuto l&#8217;onore di intervistare Gianna Jessen per il programma Sulla Via di Damasco. Sono ancora stordito dalla potenza di questa piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.salvatipergrazia.it/blog/wp-content/uploads/2012/01/GiannaJessen.jpg" class="alignleft" width="300" height="375" />Mancano due esami per la sessione e sto provando a studiare. Ma faccio fatica a concentrarmi&#8230; Allora ho deciso di liberare le emozioni condividendole e vi racconto la mia sana inquietudine interiore.</p>
<p>Oggi ho avuto l&#8217;onore di intervistare Gianna Jessen per il programma Sulla Via di Damasco. Sono ancora stordito dalla potenza di questa piccola donna con uno sguardo, un sorriso, un volto così luminoso e capace di trasmettere l&#8217;Amore di Dio. </p>
<p>L&#8217;intervista andrà in onda sabato 18, ma lei sarà già ospite lunedì 6 alle 14 a Rai Due. Sosteniamola con la preghiera. Davvero Giovanni Paolo II ci ha azzeccato quando parlava di &#8220;genio femminile&#8221;. Vi auguro una buona notte condividendo ciò che continuamente mi torna in testa in parole, sensazioni ed immagini.</p>
<p>Chiedo a Maria di custodirci nel Suo Cuore Immacolato per realizzare quel Prodigio di Dio in ciascuno, come oggi l&#8217;ho contemplato in Gianna, una 34enne con scritto nella propria cartella: &#8220;nata per aborto salino&#8221;. In realtà: &#8220;nata per Amore di Dio&#8221;. Rinata per l&#8217;amore di chi l&#8217;ha accolta dopo che era stata rifiutata. Sì, donaci Signore di essere le tue braccia pronte a trasmettere il tuo Amore!<span id="more-5938"></span></p>
<p>Voglio ringraziare in modo speciale la splendida reazione del programma &#8220;Sulla Via di Damasco&#8221; e tutti coloro che mi hanno donato di poter vivere questa esperienza oggi. Poter dare voce a chi non ha voce é un dono unico. Contemplare un Miracolo di Dio é un&#8217;esperienza inesprimibile.</p>
<p>Nel web troverete molti video disponibili in cui poter ascoltare Gianna Jessen. Vi invito in modo speciale a poterla seguire:<br />
-6 febbraio 2012 a Raidue alle 14.00 in diretta in un dibattito a &#8220;Italia sul 2&#8243;<br />
-11 febbraio 2012 a Raidue alle 10.15 in una intervista esclusiva di &#8220;Sulla Via di Damasco&#8221;.</p>
<p>Se avete piacere di leggere e informarvi intanto&#8230; ecco la sua testimonianza.</p>
<p><strong>GIANNA JESSEN<br />
SOPRAVVISSUTA ALL’ABORTO</strong><br />
<em>Testimonianza tenuta a Queen&#8217;s Hall &#8211; Melbourne 2008</em><br />
 <br />
<strong>Così disse la Beata Madre Teresa di Calcutta sulla testimonianza di Gianna Jessen:</strong><br />
&#8220;Dio sta usando Gianna per ricordare al mondo che ogni essere umano è prezioso per Lui. È bello vedere la forza dell’amore di Gesù che Egli ha riversato nel suo cuore. La mia preghiera per Gianna, e per tutti quelli che la ascoltano, è che il messaggio dell’amore di Dio ponga fine all’aborto con il potere dell&#8217;amore&#8221;.<br />
 <br />
<em>In una conferenza a Melbourne nel 2008, Gianna Jessen racconta la sua storia di bambina non voluta, nata nonostante il tentativo di aborto della madre.<br />
Gianna si definisce &#8220;una ragazza dura a morire&#8221;.</em><br />
 <br />
Sono adottata. I miei genitori avevano 17 anni. Lei era al sesto mese e mezzo, quando si rivolse al Planned Parenthood, il più grande ente abortista al mondo. Le consigliarono un aborto salino tardivo: si inietta una soluzione salina nel grembo della madre, che corrode il bambino. Viene partorito morto nelle successive 24 ore, ma con grande sorpresa di tutti, non sono arrivata morta, ma viva, il 6 aprile 1977 nella clinica abortista della contea di Los Angeles.<br />
Una cosa magnifica sul perfetto tempismo del mio arrivo è che il medico abortista non era ancora in servizio, così non ha potuto terminare il suo progetto sulla mia vita, cioè la mia morte.<br />
So di parlare in un edificio del governo, amo il vostro paese quanto il mio e so che in questo tempo è politicamente molto scorretto nominare Gesù Cristo in un luogo pubblico, metterlo in mezzo in questo tipo di riunioni, il suo nome può causare ad alcuni un tremendo disagio, ma io non sono sopravvissuta per mettere le persone a loro agio, sono sopravvissuta per agitare un po’ le acque e mi piace molto farlo!<br />
Sono stata partorita viva, l&#8217;ho già detto, dopo 18 ore. Dovrei essere cieca, ustionata, morta e invece no! Una bellissima rivincita è che il medico abortista dovette firmare il mio certificato di nascita, così so chi è. Chiunque esamini le mie carte può leggere &#8220;nata per aborto salino&#8221;, non hanno vinto!<br />
Ho fatto qualche ricerca su quello che tentò di abortirmi, ha la più grande catena di cliniche degli Stati Uniti, rendono 70 milioni di dollari l&#8217;anno. Lessi in una sua intervista anni fa &#8220;Ho abortito più di un milione di bambini, per me è una passione&#8221;.<br />
Vi dico questo perché siamo in un interessante battaglia, che lo sappiamo o no, è in corso una battaglia tra la vita e la morte. Tu, da che parte stai?<br />
Un&#8217;infermiera chiamò un&#8217;ambulanza, mi portarono in un ospedale ed è un miracolo: la pratica comune allora, e fino al 2002 nel mio Paese, era di sopprimere i sopravvissuti all&#8217;aborto per strangolamento o soffocamento o lasciandoli morire o buttandoli via.<br />
Ma il 5 agosto 2002, il mio amato presidente Bush ha firmato la legge di &#8220;Protezione dei nati vivi&#8221;, perché questo non succeda più. Vedete, noi facciamo sul serio, io spero di essere odiata, prima di finire questa vita, così quando sarò presso Dio, saprò che cosa vuol dire essere stati odiati. Lui, Cristo, venne odiato. Non mi fa piacere, ma so di essere già odiata perché io proclamo la vita. Io dico &#8220;Non mi avete avuto&#8221;.<br />
L&#8217;olocausto silenzioso con me non ha vinto. La mia missione fra l&#8217;altro è questa: di infondere umanità in un dibattito, che abbiamo dimenticato, che abbiamo settorializzato, messo sugli scaffali, lo abbiamo chiamato &#8220;una questione&#8221;, abbiamo rimosso i sentimenti, ci siamo induriti.<br />
È questo che volete? Quanto siete disposti a sopportare, a rischiare per proclamare la verità, nell&#8217;amore e nella grazia, e farvi avanti, disposti almeno a farvi odiare? O forse il problema siete voi? O io?<br />
Mi misero in una prima casa di accoglienza, dove decisero che non gli piacevo, non so come si possa non adorarmi a prima vista! Che strani!<br />
Sono stata odiata fin dal concepimento da così tanti e amata da tanti di più, ma più di tutti da Dio. Sono la Sua bambina, la bambina di Dio non si tocca! Sulla mia fronte è scritto &#8220;Trattami bene perché mio Padre è il Padrone del mondo&#8221;.<br />
Da quella casa mi passarono ad un&#8217;altra, bellissima, la casa di Penny. Avevo 17 mesi, 14 chili di peso morto e quello che io chiamo il dono della paralisi cerebrale per la mancanza di ossigeno al cervello. Mentre lottavo per sopravvivere mi vedo obbligata a dire questo: se l&#8217;aborto riguarda solo i diritti della donna, come la mettiamo con i miei? Nessuna femminista radicale combatteva per i miei diritti quel giorno, la mia vita veniva soppressa nel nome dei diritti della donna.<br />
Io non soffrirei di paralisi cerebrale, se non fossi sopravvissuta. Quando sento il ragionamento orribile e disgustoso che dovremmo abortire i bambini a rischio di disabilità, il mio cuore si riempie di orrore.<br />
Ci sono cose che si possono imparare soltanto dai più deboli tra noi, se li sopprimete sarete voi a rimetterci. Il Signore ha cura di loro, ma voi soffrirete per sempre.<br />
Quale arroganza! È stato un tema a lungo sostenuto in questo nostro mondo, che il forte dovrebbe dominare sul debole, stabilire chi vive e chi muore, non vedete l&#8217;arroganza di questo? Non potete nemmeno far battere il vostro cuore, tutto il potere che credete di avere non lo possedete affatto, è la misericordia di Dio che vi sostiene, anche quando lo odiate.<br />
La gente diceva alla mia Penny: “Gianna non sarà mai nulla”, molto incoraggiante!<br />
Lei decise di ignorarli. lavorava con me tre volte al giorno… riuscivo a sollevare la testa… per farla breve: a tre anni e mezzo camminavo con il deambulatore e i tutori. Ora sto in piedi – zoppico un pochino – senza deambulatore e senza tutori. A volte cado elegantemente, altre molto poco elegantemente, dipende. Ma è tutto per la gloria di Dio.<br />
Sono più debole di molti di voi, ma questo è il mio discorso. È un piccolo prezzo da pagare per poter appiccare il fuoco al mondo come sto facendo e offrire speranza.<br />
Nella nostra incomprensione di come vanno le cose ci sfugge quanto può essere bella la sofferenza. Non che me la andrei a cercare, ma quando arriva ci dimentichiamo che Dio ha il controllo e lui è capace di rendere belle le cose più miserabili.<br />
Ho incontrato la mia madre biologica. L’ho perdonata, sono cristiana. È una donna distrutta.<br />
Venne ad un mio incontro due anni fa, si alzò e disse: “Ciao, sono tua madre”. Fu un giorno difficile, ma mentre sopportavo la situazione – voi penserete che sono stupida – ma io stavo lì e pensavo: ”Io non ti appartengo. Io sono di Cristo, sono la Sua bambina. Sono una principessa. Qualunque cosa tu dica nella tua amarezza, nella tua rabbia, non è un peso per me, io non lo porterò”, mi dicevo questo dentro di me.<br />
Avete un’opportunità… Vorrei parlare agli uomini in sala, fare una cosa che non si fa mai…<br />
Uomini, voi siete fatti per la grandezza. Voi siete fatti per alzarvi ed essere uomini. Siete fatti per difendere donne e bambini e non per farvi da parte e voltare la testa, quando sapete che è in corso un omicidio e non fate nulla. Non siete fatti per usare la donna e poi abbandonarla. Siete fatti per essere gentili, grandi, aggraziati, forti, per prendere posizione. Ascoltatemi: sono stufa di fare il vostro lavoro.<br />
Donne, voi non siete fatte per essere abusate, non siete fatte per stare lì ed ignorare il vostro valore, meritate che si combatta per voi, sempre.<br />
È il vostro momento: che tipo di persone volete essere? Immagino, straordinarie!<br />
Ai politici in sala, soprattutto uomini: siete fatti per la grandezza, mettete da parte la politica, siete fatti per difendere il bene e la giustizia.<br />
Questa ragazza vi dice: è il vostro momento. Che uomo vuoi essere? Un uomo preoccupato soltanto della sua gloria o un uomo preoccupato della gloria di Dio?<br />
Voglio finire dicendo che alcuni potrebbero essere seccati del mio parlare di Dio, ma come posso andarmene zoppicando per il mondo e non dare tutto il mio cuore, e mente, e spirito e forza al Cristo che mi ha dato la vita? Se pensate che sono sciocca, è soltanto un gioiello in più per la mia corona.<br />
Il mio unico scopo nella vita è far sorridere Dio.<br />
Spero di aver detto qualcosa di sensato, mi è venuto dal cuore.<br />
Dio vi benedica e vi protegga.</p>
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		<title>Siate sempre nella gioia&#8230; Non spegnete lo Spirito!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[discernimento]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito Santo]]></category>

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		<description><![CDATA[Le letture dell&#8217;Ufficio del giorno odierno sono così chiare e potenti che meritano una attenta meditazione. Voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. [...] State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://centrostudiedithstein.myblog.it/media/02/00/347928814.png" class="alignleft" width="300" height="207" />Le letture dell&#8217;Ufficio del giorno odierno sono così chiare e potenti che meritano una attenta meditazione.<br />
<em>Voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. [...] State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.</em> (1Ts5,1-28).<br />
<span id="more-5933"></span></p>
<p><strong>La scienza della discrezione degli spiriti si acquista con la sapienza</strong><br />
<em>Dai «Capitoli sulla perfezione spirituale» di Diadoco di Fotice, vescovo</em></p>
<p>E&#8217; lume della vera saggezza discernere il bene dal male senza sbagliare. Quando ciò avviene, allora la via della giustizia conduce la mente a Dio, sole di giustizia, e introduce nello sfolgorio infinito della scienza la mente stessa che cerca ormai con grande fiducia l&#8217;amore. E&#8217; necessario che coloro che combattono cerchino di conservare l&#8217;animo libero da interno turbamento, perché la mente, discernendo i pensieri che le si affacciano, possa conservare nel santuario della memoria quelli che sono buoni e mandati da Dio, e scacciare invece quelli che sono cattivi e suggeriti dal demonio. Anche il mare quando è perfettamente calmo permette ai pescatori una visibilità che arriva fino al fondo, di modo che i pesci non sfuggono al loro sguardo. Ma quando è sconvolto dai venti, nasconde con le onde torbide ciò che nella calma mostra chiaramente; e così rimangono infruttuosi tutti gli accorgimenti che usano i pescatori per catturare i pesci.<br />
Ora è soltanto allo Spirito Santo che appartiene il compito di purificare le menti: infatti se non entra quel forte per sopraffare il ladro, la preda non gli potrà essere tolta. E&#8217; necessario quindi che noi con la pace dell&#8217;anima alimentiamo l&#8217;azione dello Spirito Santo, ossia che teniamo in noi stessi sempre accesa la lucerna della chiaroveggenza, poiché mentre essa risplende nel segreto della mente, non soltanto quegli attacchi insidiosi e tenebrosi dei demoni vengono scoperti, ma vengono altresì sgominati perché colpiti da quella luce santa e gloriosa.<br />
Per questo l&#8217;Apostolo raccomanda: «Non spegnerete lo Spirito» (1 Ts 5, 19), cioè non rattristate lo Spirito Santo a causa della vostra malizia o dei cattivi pensieri, perché egli non desista dal proteggervi con quel suo divino splendore. In realtà non è possibile spegnere quel lume eterno e vivificante che è lo Spirito Santo, ma è possibile che la sua tristezza, ossia la nausea per noi, lo costringa a lasciare priva della luce della conoscenza e tutta avvolta nella oscurità la nostra anima. Il discernimento della mente è la perfetta sapienza con la quale le cose vengono giudicate. Quando l&#8217;organismo è sano, con il senso del gusto noi sappiamo distinguere ciò che fa bene da quanto ci fa male e cerchiamo quanto ci piace.<br />
Così è della nostra mente, quando è in perfetto equilibrio. Pur in mezzo a mille preoccupazioni, è in grado di godere pienamente della consolazione divina. Anzi può conservare a lungo il ricordo della sua dolcezza mediante l&#8217;esercizio della carità. Questa poi tende a conseguire beni sempre più alti, come dice l&#8217;Apostolo: «E di questo vi prego: che la<br />
vostra carità cresca sempre più in ogni scienza ed in ogni senso, perché tendiate a beni più grandi» (cfr. Fil 1, 10).</p>
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		<title>Vittime della Strada</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 08:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/01/404342_10150554378988850_649813849_8949542_984790014_n.jpeg"><img class="size-full wp-image-5922 aligncenter" title="404342_10150554378988850_649813849_8949542_984790014_n" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2012/01/404342_10150554378988850_649813849_8949542_984790014_n.jpeg" alt="" width="576" height="358" /></a></p>
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		<title>Cos&#8217;è la gioia?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;La gioia del cristiano &#8211; dice Chiara Lubich &#8211; è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, come rosa fiorita da una chiazza di sangue, essenza d&#8217;amore distillata dal dolore, ed ha una potenza apostolica come uno squarcio di Paradiso&#8221;. I primi cristiani convertivano solo a guardarsi grazie l&#8217;aver fatto proprio il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/SLIDE-EGIOIASIA2.jpg"><img src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/SLIDE-EGIOIASIA2-300x121.jpg" alt="" title="SLIDE EGIOIASIA2" width="300" height="121" class="alignleft size-medium wp-image-5751" /></a>&#8220;La gioia del cristiano &#8211; dice Chiara Lubich &#8211; è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, come rosa fiorita da una chiazza di sangue, essenza d&#8217;amore distillata dal dolore, ed ha una potenza apostolica come uno squarcio di Paradiso&#8221;.<br />
I primi cristiani convertivano solo a guardarsi grazie l&#8217;aver fatto proprio il comandamento nuovo di Gesù, amandosi gli uni gli altri pronti a dare la vita! Ma un altro grande segno distintivo li caratterizzava: la gioia della Resurrezione. <span id="more-5912"></span>Chiara Amirante spesso ci ripete che &#8220;ogni nostro sì a Dio apre un pezzetto di Cielo sulla Terra, come ogni nostro no lo chiude&#8221;, spronandoci a &#8220;non aver paura della Croce&#8221;. Se una persona sta bene e tutto gli va bene ed é felice, non c&#8217;è nulla di straordinario. Ma se, a partire dalle croci quotidiane e dalle fatiche offerte a Dio con amore, testimonia con il suo volto e la sua presenza una Pace celeste, una Gioia sgorgata da quel dolore accolto, abbracciati e offerto, allora sì che é un fatto straordinario e che rimanda a Colui che é all&#8217;origine di tale miracolo.<br />
Mi auguro che possiamo noi tutti diventare testimoni della Gioia del Cielo ogni giorno! Una gioia che squarcia il Cielo sulla Terra rendendolo palpabile e percepibile a chiunque ci incontri. La massima gioia sulla Terra é possibile, ma é solo pallida ombra della Gloria che ci attende in Cielo&#8230;<br />
Come afferma Chiara Lubich: &#8220;Il Paradiso é una casa che si edifica sulla Terra, ma che si abiterà solo in Cielo&#8221;!</p>
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		<title>Il giudizio nel mondo d’oggi…</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Vangelo di Mt 7, 1-7 sul “Non giudicate, per non essere giudicati” oggi è di grande attualità. Mai come negli ultimi anni la televisione ha plasmato personalità così giudicanti e velenosamente capaci di ferire con la parola. L&#8217;Apostolo Giacomo nella sua lettera paragona la lingua al timone di una barca che va controllato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.metodovessella.it/blog/wp-content/uploads/2008/12/gatto-allo-specchio.jpg" class="alignleft" width="215" height="300" />Il Vangelo di Mt 7, 1-7 sul “Non giudicate, per non essere giudicati” oggi è di grande attualità. Mai come negli ultimi anni la televisione ha plasmato personalità così giudicanti e velenosamente capaci di ferire con la parola. L&#8217;Apostolo Giacomo nella sua lettera paragona la lingua al timone di una barca che va controllato per non farla sfracellare. Il giudizio è capace di uccidere il cuore delle persone e di ferire per sempre in modo profondo. Il giudizio è capace di spaccare le  comunità di qualsiasi tipo, famiglie, parrocchie, conventi… <span id="more-2156"></span></p>
<p>I giornalini tengono occupate le persone ore ed ore solo sui gossip, cercando di poter mettere a nudo chiunque entrando nell’intimità delle persone. Anche le riviste dei teenager sono ormai così strutturate… I programmi televisivi di ogni genere sono pieni di giudizi, dai più innocui come nei processi calcistici in cui ognuno ormai si erge ad allenatore, ai più tremendi talk show o reality show in cui davanti i protagonisti si comportano in un modo e in privato sparano a zero su tutti dentro i “confessionali” mediatici. I programmi meno peggio in cui i talenti artistici sono al centro della discussione divengono comunque l’unico criterio valutativo per il valore della persona, se poi andiamo a vedere i criteri di giudizio per “tronisti” e “veline” scendiamo nello squallido più totale. </p>
<p>Insomma, il giudizio impera e diviene non solo un modus vivendi, ma un importante e centrale attività della giornata che plasma l’essere delle nuove generazioni. Giudicare è facile e gratificante in effetti, soprattutto perché fa sentire la persona che giudica al di sopra di chi è in questione. Generalmente chi giudica ha quasi sempre un grande problema di autostima e giudicando ha la sensazione di potersi arrogare il diritto di superiorità sugli altri. </p>
<p>Quanta pena mi fanno le persone che giudicano, le vedo così fragili… capaci di parole più grandi di loro, un po’ come dei grandi palloncini che più si gonfiano più un semplice ago può da un momento all’altro (e quel momento arriva per tutti di certo!) scoppiare in modo rovinoso. Dietro l’aggressività leggo insicurezza, dietro la rabbia leggo rancore e ferita, dietro il veleno leggo mancanza d’amore… </p>
<p>Personalmente, grazie al dono della famiglia che ho avuto, mi sono ritrovano sempre con una buona e sana autostima per cui il giudizio non è mai stato un mio problema, ma proprio per questo all’inizio non capivo i meccanismi che scattavano in chi giudicava ed essendomi estranei mi trovavo disarmato. Anzi, nella mia famiglia si é sempre esagerato nel versante opposto, rischiando un buonismo giustificatore anch&#8217;esso da riequilibrare.</p>
<p>Oggi, dopo anni di vita tra giovani con diversi problemi, mi sembra di aver acquisito diversi <strong>strumenti di aiuto</strong>. Primo tra tutti consiglio a chi giudica di dirsi uno stop mentale appena si rendono conto d’aver detto o pensato un giudizio e di dire una frase che sia giudizio positivo su quella persona; altro esercizio semplice che consiglio è di trasformare i giudizi in preghiera per quella persona, perché se il difetto fosse vero allora quella persona possa cambiare; infine la regola maestra la da Gesù: “Se un tuo fratello” sbaglia o pecca “ammoniscilo prima in segreto, se non ti ascolta allora riprendilo dinnanzi ad un testimone, infine se non ti ascolterà ancora dinnanzi all’assemblea”. Questa via della correzione fraterna va percorsa alla lettera e ne vedrete i frutti concreti e luminosi, senza saltare uno solo dei tre passaggi e neanche nell’ordine di esecuzione!</p>
<p>Spesso il giudizio è un’abitudine sbagliata acquisita, solo con esercizi concreti si può cambiare quell’habitus in uno nuovo stile di vita fraterno e costruttivo, capace di umiltà e amore. La verità va detta eccome, altrimenti non è amore perché il fratello non corretto continuerà a sbagliare, se ci si dice che gli si farebbe male a correggere quel fratello, in realtà prevale l’amore proprio e la paura del rifiuto a discapito del bene del fratello! San Paolo dice di dire “la verità con carità”, nell’amore sempre! “Al di sopra di tutto vi sia la carità!” poi allora nel modo giusto si dice quanto si pensa e sempre al solo diretto interessato o a chi può aiutarlo se lui lo ritiene opportuno.</p>
<p>Gesù mi ha colpito in particolare sul finale del Vangelo di Mt 7,5: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. Gesù vuole che togliamo la pagliuzza dall’occhio del fratello, vuole che lo aiutiamo, ma che prima facciamo un vero esame di coscienza e un vero cammino di conoscenza di sé. In un serio bagno continuo di umiltà e in un cammino continuo di conversione allora si sarà capaci con amore di correggere e aiutare i nostri fratelli.</p>
<p>La <em>sanatio in radice</em> la troviamo nel mistero della Trinità che vive quella che a don Tonino Bello piaceva chiamare la “convivialità delle differenze”: tre persone uguali e distinte, tre persone distinte che mangiano alla stessa mensa divina valorizzando i rapporti in un continua immersione d’Amore. évinas parla dell’etica del volto. L&#8217;altro non é una persona da assoggettare, schiacciate, omologare, manipolare, bensì mi realizza in un autentico dialogo ed incontro relazionare.</p>
<p>Chiara Amirante spesso in comunità dice di non rapportarci da maschera a maschera, ma da persona a persona, da cuore a cuore. Per Lévinas il faccia a fiaccia va fatto all’insegna del “dis-inter-esse”: DIS essere di meno, depotenziare il mito del mio io perché ci sia più INTER fra me e te all’insegna dell’ESSERE, del volto da scoprire, da contemplare, da accarezzare. </p>
<p>San Paolo parla della Chiesa come un unico corpo, ma anche l’umanità è un corpo unico e finchè il giudizio resterà in vita tra di noi è come ascoltare un CD o un disco di musica meravigliosa, che si trova ad essere rigato, dunque arrivando ai soliti punti di rottura sarà bloccato o almeno disturbato.</p>
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		<title>Risorto, Chiesa ed Universo (parte seconda)</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 09:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’eucarestia intreccia tre momenti: il ricordo, la presenza del Risorto, l’apertura al definitivo ritorno di Cristo di cui essa stessa è pegno e anticipo. Spesso ci dimentichiamo di questo terzo aspetto, ovvero che siamo in attesa del Ritorno di Cristo e che l’eucarestia va celebrata come attesa escatologica fino a quel momento. I testi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://2.bp.blogspot.com/_bhVQI2wa-40/TGjzcWOCeHI/AAAAAAAAAwU/DjUA3M6xh_8/s1600/SMessaTradizMonaci.jpg" alt="" width="255" height="371" />L’eucarestia intreccia tre momenti: il ricordo, la presenza del Risorto, l’apertura al definitivo ritorno di Cristo di cui essa stessa è pegno e anticipo. Spesso ci dimentichiamo di questo terzo aspetto, ovvero che siamo in attesa del Ritorno di Cristo e che l’eucarestia va celebrata come attesa escatologica fino a quel momento.</p>
<p><span id="more-2198"></span>I testi più importanti che sottolineano questo aspetto sono tre:</p>
<p><em>Non berrò più del prodotto della vite finché non verrà il regno del Padre mio (Mt 26,29; Mc 14,25; Lc 22, 16).</em></p>
<p><em>Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga (1Cor 11,26).</em></p>
<p><em>Maranatha! (1Cor 16,22; Ap 22,20). E’ possibile tradurre in due modi: come riconoscimento della presenza (“il Signore è venuto”), ma anche la speranza (“vieni Signore!”).</em></p>
<p>Ogni eucaristia unisce il ricordo e l’attesa, il ringraziamento e l’invocazione, l’attualizzazione e l’annuncio del regno.</p>
<p>La liturgia attuale ha cercato di recuperare questo aspetto, introducendolo soprattutto nelle acclamazioni sintetiche che accostano le tre dimensioni dell’<em>anamnesi</em>: <em>Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta</em>.</p>
<p>Commentando questa espressione, <strong>Giovanni Paolo II</strong> scrive nell’enciclica <em>Ecclesia de Eucharistia</em>:</p>
<p><em>L’acclamazione che il popolo pronuncia dopo la consacrazione opportunamente si conclude manifestando la proiezione escatologica che contrassegna la celebrazione eucaristica (cf. 1Cor 11,26): «nell’attesa della tua venuta».<strong> </strong>L’eucaristia è tensione verso la meta, pregustazione della gioia piena promessa da Cristo (cf. Gv 15,11); in certo senso, essa è anticipazione del paradiso, «pegno della gloria futura». Tutto, nell’eucaristia, esprime l’attesa fiduciosa che «si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore Gesù Cristo». Colui che si nutre di Cristo nell’eucaristia non deve attendere l’aldilà per ricevere la vita eterna: la possiede già sulla terra, come primizia della pienezza futura, che riguarderà l’uomo nella sua totalità. Nell’eucaristia riceviamo infatti anche la garanzia della risurrezione corporea alla fine del mondo: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54). Questa garanzia della futura risurrezione proviene dal fatto che la carne del Figlio dell’uomo, data in cibo, è il suo corpo nello stato glorioso di risorto. Con l’eucaristia si assimila, per così dire, il «segreto» della risurrezione. Perciò giustamente sant’Ignazio d’Antiochia definiva il pane eucaristico «farmaco di immortalità, antidoto contro la morte»</em> (EdE 18).</p>
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		<title>Dio é Luce</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho scritto un nuovo articolo nel sito Nuovi Orizzonti. Condivido qualche frase con voi amici di &#8230;e Gioia Sia! La luce e le tenebre nelle nostre ore sono entrambe parte della creazione e sembrerebbero due facce della stessa medaglia. Ma non é così. La luce é consistente perché quando risplende non si può spegnere con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/e-luce-sia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5810" title="e luce sia" src="http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/files/2011/12/e-luce-sia-300x121.jpg" alt="" width="300" height="121" /></a>Ho scritto un nuovo articolo nel sito <a href="http://www.nuoviorizzonti.org" target="_blank">Nuovi Orizzonti</a>. Condivido qualche frase con voi amici di &#8230;e Gioia Sia!</p>
<p><em>La luce e le tenebre nelle nostre ore sono entrambe parte della creazione e sembrerebbero due facce della stessa medaglia. Ma non é così. La luce é consistente perché quando risplende non si può spegnere con nessuna misura di tenebre. Le tenebre invece sono solo assenza di luce. Una fioca luce riesce a vincere le tenebre più fitte e buie. Tutte le tenebre mai esistite sommate e moltiplicate all&#8217;infinito non possono inghiottire una piccola luce. La luce non si può eliminare. La luce e le tenebre non sono sullo stesso piano. La luce vince sempre e comunque. </em><a href="http://www.nuoviorizzonti.org/index.php/it/extra/news/7-news-spiritualita/221-dio-e-luce" target="_blank">Per leggere l&#8217;articolo intero clicca qui!</a></p>
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		<title>Risorto, Chiesa ed Universo (parte prima)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>don Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eucarestia ha per se stessa una dimensione dinamica Il contributo del cristiano al mondo consiste nel fare dell&#8217;eucarestia vita e della vita eucarestia, è un progetto di vita segnalato da tre valori: l’amore fraterno, il servizio e la gratuità. Per Giovanni Paolo II l’eucarestia è scuola di amore attivo verso il prossimo, che educa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.focolare.org/wp-content/uploads/2010/07/CA0026.jpg" alt="" width="260" height="183" />L&#8217;eucarestia ha per se stessa una dimensione dinamica</p>
<p>Il contributo del cristiano al mondo consiste nel fare dell&#8217;eucarestia vita e della vita eucarestia, è un progetto di vita segnalato da tre valori: l’amore fraterno, il servizio e la gratuità.</p>
<p>Per Giovanni Paolo II <em>l’eucarestia è scuola di amore attivo verso il prossimo, che educa a un amore profondo, fa crescere la consapevolezza della dignità di ogni uomo</em> (DC 4-7). Per <em>Giovanni Crisostomo</em> condividere la mensa, poi rifiutare di condividere la vita, sarebbe senza significato. La vita del servizio è iscritta nell’eucarestia stessa: corpo dato – sangue versato <em>per</em> (<em>hyper</em>).<span id="more-2196"></span></p>
<p>E’ la prospettiva del servo sofferente, l’<em>ebed jhwh</em>, corpo-donato e sangue-offerto. E’ significativo che Luca ponga nel contesto del racconto dell’ultima cena la discussione dei discepoli su chi fosse il più grande. La risposta di Gesù si collega alla mensa condivisa: <em>io sto in mezzo a voi come colui che serve</em> (22,27); concreta in Giovanni nel gesto della lavanda dei piedi. <em>Chiesa eucaristica</em> è quella che diventa per gli altri ciò che Cristo è per lei: corpo-donato. Nel documento <em>Eucarestia, comunione e comunità</em>, i vescovi italiani vedono il racconto giovanneo della lavanda come chiave interpretativa del sacramento:</p>
<p><em>Il Cristo della cena, nel racconto di Giovanni, è in atteggiamento diaconale: mentre a tavola con i suoi  compie un servizio riservato agli schiavi, lavando i piedi ai suoi discepoli. E&#8217; anche questo un memoriale, consegnato alla  chiesa, un invito a fare come ha fatto lui nell&#8217;atto  di spezzare il pane. L&#8217;evangelista Giovanni non narra l&#8217;istituzione, ma ricorda quel gesto che conduce al cuore dell&#8217;eucaristia:  &#8216;Gesù si alzò da tavola, depose le vesti  e,  preso l&#8217;asciugatoio,  se  lo cinse attorno alla  vita.  Poi  versò dell&#8217;acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli&#8221; (Gv 13, 4-5). In questo gesto è definito plasticamente lo stile messianico del Cristo e lo stile di vita di  quella chiesa che nel mondo è segno della sua presenza</em><em> (Eucaristia, comunione e comunità</em> (23 maggio 1983), 53: <em>EC3</em> /1296).</p>
<p>Un’attività di questo tipo bisogna convincersi che acquista un valore sacramentale. Sono i due volti della liturgia cristiana: il rito, l’azione, dimensioni che non vanno mai separate, ma che sono entrambe in grado di rendere presente il Cristo. Altro fondamentale aspetto che emerge è la <em>gratuità nell’amore: </em>contrario a un progetto eucaristico della vita è ogni comportamento che preferisca la divisione alla riconciliazione, il dominio sugli altri alla dedizione, la pretesa e l’amnesia dei benefici alla gratitudine.</p>
<p>Emerge poi un’apertura cosmica: Cristo è il<em> ricapitolatore</em> (Ef 1,3-14), il <em>riconciliatore</em> (Col 1,1,-20), il primogenito della creazione nuova. Il mistero dell’incarnazione si estende eucaristicamente secondo <em>Teilhard de Chardin</em>, che parla di <em>pane incandescente</em>, perché racchiude il futuro, è il <em>seme dell&#8217;evoluzione del mondo</em>. La presenza della creazione nella celebrazione è evidente per il pane, il vino. Lo Spirito li trasfigura senza annientarli ma elevandoli. <em>Giovanni Paolo</em><em> II</em> parla esplicitamente di visione cosmico-universale, scrivendo: <em>Sì, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l’Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull’altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. Il Figlio di Dio si è fatto uomo, per restituire tutto il creato, in un supremo atto di lode, a Colui che lo ha fatto dal nulla. E così lui, il sommo ed eterno Sacerdote, entrando mediante il sangue della sua croce nel santuario eterno, restituisce al Creatore e Padre tutta la creazione redenta. Lo fa mediante il ministero sacerdotale della Chiesa, a gloria della Trinità santissima. Davvero è questo il mysterium fidei che si realizza nell’Eucaristia: il mondo uscito dalle mani di Dio creatore torna a lui redento da Cristo</em> (GS 38).</p>
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