…pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in voi (1Pt 3,5)



19 gennaio 2012 ore 17:02 , scritto da Natalina Zanatta

Questa frase mi si è scolpita nella mente e nel cuore molti anni fa; ero ancora adolescente eppure i dubbi, le ricerche interiori sulla fede, sul senso della vita, sul mistero dell’universo e dell’umanità mi erano compagni inseparabili. I mille “perché” che nascono in ogni persona appena apre gli occhi sul mondo erano anche miei. E così urgeva in me il bisogno di pensare, di riflettere, di ascoltare ‘dentro’, di trovare momenti di piena solitudine per ‘comprendere’, per meditare…
Da qui è nato quell’insaziabile bisogno di leggere, studiare, conoscere, scoprire che mi ha sempre accompagnato e che mi spingeva a prendere atto di quanto immenso è il mistero della vita che si disvela davanti. Proprio questa ricerca ha dato forma alla mia vita, l’ha resa salda, aperta, duttile, capace di ulteriore indagine, sempre disponibile ad affondare in altri misteri…

Ora sono passati tanti anni eppure questa attitudine mi accompagna: la domanda diventa sempre più impegnativa ogni giorno che passa: “Chi sei, Signore? E chi sono io per stare accanto a te, in te; per poterti ascoltare, per poterti parlare? Dove andiamo, Signore? Che cos’è la vita, la morte, che cos’è il dolore, il male… Perché tanto mistero?”. Mai nulla è già compreso, mai nulla è scontato. Tutto, sempre, ha bisogno di una nuova ricerca, di nuove domande, ripetute più e più volte nelle profondità del proprio cuore, e spesso le risposte di poco prima non valgono più, non soddisfano e allora riparte la ricerca…

E proprio in questa consapevolezza che cresce ho scoperto quanto sia facile mostrare il fianco al ripetitivo, alla superficialità, all’effervescenza passeggera, alle affermazioni facili che tacitano i dubbi interiori. Il pericolo di scambiare come esperienza di Dio una qualche bella fantasia personale è sempre in agguato. E di questo sono molto consapevole, visto che molto spesso ne ho fatto esperienza…
Ecco perché sento sempre di più e ora più che mai, la responsabilità di crescere nella formazione, perché il carisma che mi è stato dato come dono insperato e totalmente gratuito non avvizzisca nel mio cuore: ha bisogno dell’acqua del silenzio e della contemplazione, del concime della riflessione e dello studio, del lavorio assiduo della meditazione e dell’assimilazione. Azioni interiori particolarmente impegnative in questi tempi di frenesia e di parole a raffica…
Nuovi Orizzonti è una realtà piena della vita dello Spirito e proprio per questo ha bisogno di un salto di qualità perché le fondamenta in ciascuno di noi diventino sempre più solide e impiantate sulla roccia… Questo è lavoro che va fatto in profondità, là dove c’è la ‘dimora’ di Dio in noi, là dove siamo soli con Lui.

Che questo impegno ci affascini e cresca in ciascuno di noi!