Quando l’inatteso irrompe nella nostra vita



30 agosto 2017 ore 11:58 , scritto da cavalieridellaluce

Essere_o_nonEssere-Miracolo-a4-stampaA Rubiera, per la prima volta in Italia, l’incredibile testimonianza di Christy Beam e Kevin Beam, i genitori di Annabell che è guarita da un male incurabile dopo aver incontrato Gesù in Paradiso.

All’interno del ciclo sull’Educazione, iniziato lo scorso anno, dal titolo: “Essere o non Essere: Educare è il problema” quest’anno l’Unità Pastorale di Rubiera propone un evento unico e straordinario, anche perché è la prima volta che viene proposto in Italia.

Albert Einstein affermava che: “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”.

La realtà, ciò che accade, è certamente un elemento essenziale della vita e proprio per questo dell’educazione. Quante volte la vita ci sorprende, ci porta al di là del già visto e sperimentato. La sorpresa è l’irrompere dell’altro nella nostra vita e ci obbliga ad allargare l’orizzonte, ci costringe a porci delle domande, ad avanzare nel nostro grado di consapevolezza. Quando l’inatteso accade ecco che sperimentiamo che il mondo fino ad oggi conosciuto è piccolo e questo fa sorgere nuove domande e dispone a crescere.

La storia di Annabell Bean, una bambina di Burleson, un subborgo di Fort Worth – Dallas, ci guiderà a comprendere questa verità. Anna – così è chiamata dagli amici – ammalata con dolori addominali fin da quando aveva cinque anni giunse, dopo una interminabile lista di visite mediche, da un pediatra di fama internazionale e ricercatore presso l’Ospedale Pediatrico di Boston: il Dr. Samuel Nurko. Qui la terribile diagnosi. Annabell soffriva di due dolorosissimi, incurabili e potenzialmente mortali disturbi digestivi: una pseudo ostruzione cronica intestinale, un raro disturbo che simula i sintomi dell’ostruzione dell’intestino; e un’ipomotilità antrale, dove delle deboli contrazioni dell’antro dello stomaco causano uno svuotamento gastrico rallentato. La peggiore sentenza era che non esistevano cure per quel genere di disturbi. Fu sottoposta a un trattamento sperimentale che però non portò ai risultati sperati.

A questo punto ecco che l’inatteso irrompe nella sua vita e attraverso di lei e della sua famiglia, nella vita di tutti noi. Annabell cade, scivolando a testa in giù, dentro ad un albero cavo del suo cortile alto nove metri. Inutile dire che questa caduta da sola poteva porre termine alla sua tenera e tribolata vita e invece, non solo sopravvive all’incidente senza riportare traumi ma la sua malattia incurabile scompare.

Ciò lascia tutti esterrefatti ma non sorprende Annabell che confida ai suoi genitori che dentro l’albero ha incontrato Gesù che le ha anticipato la sua guarigione.

Ora dopo vari anni Annabell sta frequentando la scuola regolarmente, in piena salute e senza più le difficoltà legate alla sua precedente patologia.

Come dice la Mamma, Christy Bean: “Siamo così pieni di gioia perché la nostra storia può avere un impatto nel mondo, può fare la differenza. Ma a essere sinceri non è la nostra storia, è la storia di Dio. E il fatto che Dio usi noi per condividere la sua storia è davvero meraviglioso!”

 

Ciò che rende questa vicenda così speciale è che il miracolo, l’inatteso, ha allargato l’orizzonte di questa famiglia insegnando una verità essenziale. Afferma, sempre Christy Beam al termine del suo libro best-seller “Miracles from Heaven: a Little Girl and Her Amazing Story of Healing”:

“Quando la vita ci porta sofferenze che sono oltre la nostra capacità di comprendere, non dobbiamo cercare il lato positivo della cosa. Noi siamo il lato positivo. Diventiamo gli strumenti di pace di Dio, il regalo che facciamo gli uni agli altri, ciascuno di noi un miracolo, in accordo con il suo piano strano e meraviglioso”. Come si può evincere da questa meravigliosa storia il miracolo è il risultato di tanti piccoli miracoli di umanità, generosità, sostegno che la Famiglia Bean ha sperimentato in questi anni di prova. Dio fa i miracoli per ricordarci che Lui c’è sempre, e che ognuno di noi è capace di quell’amore, attenzione e servizio senza l quali lo stesso evento straordinario si svuoterebbe di significato.

Martedì 12 settembre a Rubiera alle ore 21.00 presso la Piazza del Popolo (in caso di brutto tempo saremo presso il Teatro Excelsior) lasceremo che la vita ci sorprenda, ci costringa a porci delle domande, ci accompagni a scoprire che ognuno di noi è “il lato positivo” della vita e proprio per questo ogni nostra giornata è un miracolo.

 

Sac. Carlo Sacchetti