Attualità

UNO STRANO AVVENTO

Ieri, una giornata di viaggi tra bus, metro, treno. Pensavo a quanti, senza mezzi autonomi, fanno questa trafila quotidianamente, per ogni spostamento (io solo eccezionalmente)… naturalmente i più poveri. Che abbia qualcosa da dirmi questa giornata rispetto al tempo di Avvento, preparazione di Colui che viene, spogliato dei suoi mezzi divini?

Tra le altre cose la lettura di un quotidiano mi fa compagnia e mi immerge nelle vicende del mondo. Ma è quel mondo che Dio ha tanto amato, quello in cui la luce del Verbo è venuta e viene? Trovo nella pagina delle Lettere due scritti che mi si impongono come un’insegna luminosa, “imprevisti indecifrabili che in seguito appaiono come segni – Anche lì c’era Dio, e io non lo sapevo –” (de Certeau M., Lo straniero o l’unione nella differenza, V&P, Milano 2010, p. 32).

Una lezione di storia tra i nuovi italiani (Gino GiacovelliBologna)

Ieri sera si è realizzato un nostro sogno lungo tre anni, da quando come volontari abbiamo costituito una no-profit per insegnare italiano ai migranti qui a Bologna. Abbiamo infatti consegnato una copia della Costituzione italiana a ognuno delle due dozzine di nostri allievi che hanno sostenuto l’esame di competenza linguistica. Vedere quasi 50 studenti del liceo classico Galvani prendere dalle mani di un partigiano e di un ex internato la Carta e consegnarla loro stessi ai nostri migranti è stata pura lezione di storia. Il Galvani è lo (uno) storico liceo della città. Ho visto liceali giovanissimi, in alcuni casi accompagnati dai genitori e ovviamente dai professori, e ho visto i nostri migranti vestiti meno bene ma un po’ raggianti un po’ intimoriti un po’ fieri di sè… i lucciconi, i lucciconi.

La scelta felice di un pediatra egiziano (Cristiana Pacifico Roma)

Ho iscritto mia figlia di 3 mesi dal pediatra di base, in particolare una dottoressa che mi era stata segnalata da vari genitori. Le ho telefonato per prendere un appuntamento per conoscerci. Una segretaria scortese mi ha comunicato che ci sarebbe voluto un mese e mezzo! Allora sono tornata all’Asl e ho chiesto di cambiare dottore, ma ogni medico che nominavo aveva la lista dei pazienti già al completo. Poi adocchio il nome del dottor Fajek di chiara origine africana (dopo ho scoperto egiziana) e mi dicono che è libero. Lo scelgo e ci vado la mattina stessa. Nella sala d’attesa ci sono bambini cinesi, indiani e cingalesi. Il dottore, un uomo affabile e sorridente, gioca con mia figlia e intanto mi chiede informazioni. Esco rinfrancata: posso contare su un medico che, forse per il cognome diverso, nonostante eserciti nel quartiere più multietnico di Roma, ha pochi bimbi italiani e tanti stranieri (La Repubblica 5 dic 2012).

 

Due vicende che hanno a che fare con la trasmissione di valori da una generazione all’altra, da un popolo ad un altro, narrano come una diversità accolta possa diventare risorsa. Mi convinco sempre più che mi stanno dicendo qualcosa dell’Avvento, uno strano avvento…

“Gesù sta di fronte alla porta e bussa (Ap 3,20); del tutto realmente […] ti viene incontro in ogni uomo che ti si para davanti. Cristo peregrina sulla terra finché ci sono uomini che sono il tuo prossimo, che sono lo strumento con cui Dio ti chiama, ti appella, ti rivolge richieste. Questa è la più gande serietà e la beatitudine dell’Avvento. Cristo sta di fronte alla porta, vive nella figura dell’umanità fra di noi, gli vuoi aprire le porte o gliele vuoi chiudere?”   (Bonhoffer D., Voglio vivere questi giorni con voi, Queriniana Brescia, 2007, p. 378).

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