Attacco alla famiglia = attacco alla vita
16 marzo 2012 ore 12:09 , scritto da Roberto Guerci
Qualunque credente, fervente o tiepido che sia, sa che la nostra vita non ci appartiene, ma ci viene data in “comodato gratuito” da Dio, a noi spetta di rispettarla, curarla, tenerla in efficienza facendo una buona manutenzione, amarla e donarla anche agli altri e in ultimo generarla con le modalità che Egli, attraverso la sua parola e la natura, ci ha insegnato.
Va da sé che la famiglia è “lo strumento” grazie al quale la vita si genera e si sviluppa, parimenti va da sé che chi vuole combattere la vita, proprio perché proviene da Dio, deve in primis combattere la famiglia.
Sono tante le armi messe in campo e tanti i soldati impegnati in questa guerra che trova il suo campo di battaglia nelle nostre coscienze. L’arma letale per eccellenza prende il nome di ideologia che si alimenta attraverso miti.
L’ideologia femminista per esempio che, nutrendosi del mito della parità, ha assestato colpi durissimi al diritto naturale vincendo delle battaglie strategiche e determinando effetti potentissimi quali la graduale demolizione del ruolo del padre all’interno della famiglia, la spasmodica ricerca delle “pari opportunità” che, nel mondo del lavoro, ha relegato la donna a simulacro dell’uomo, il divorzio e l’aborto vagheggiati come diritti e così via. In sostanza con pretesto di difenderla rifiuta la vocazione della donna nel mondo.
Altra macchina da guerra micidiale, nell’attacco alla famiglia, è l’ideologia “transgender” che nega ciò che Dio attraverso la natura ha creato e cioè l’essere umano maschio e femmina, basicamente diversi e complementari. Per l’ideologia di genere invece l’essere umano è ciò che diventa attraverso le diverse scelte ed esperienze nel corso della vita. Piano piano in modo subdolo questa ideologia ha mutato il sentire comune per cui è diventato normale accomunare le coppie gay alle famiglie “tradizionali” dove il termine tradizionale assume una connotazione arcaica e sostanzialmente negativa.
È grazie queste ideologie, compenetrate ormai nel sentire comune, che, notizia di oggi, un giudice si permette di “strigliare” il retrogrado parlamento italiano colpevole di non avere introdotto leggi a favore del riconoscimento del matrimonio omosessuale. Ergendosi a grande pensatore afferma come verità una propria convinzione. Si legge nella sentenza “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”. Il caso, due gay sposatisi all’estero desiderosi di far riconoscere ufficialmente la loro unione anche in Italia, è arrivato fino alla cassazione, ma si è scontrato con la legge italiana che ne vieta la pratica.
Non stupisce sapere che questo giudice è Maria Gabriella Luccioli, femminista e prima donna giudice di cassazione, diventata famosa per la sentenza shock nel caso di Eluana Englaro.
Per queste persone non possiamo che pregare perché, per quanto pervasi di ideologia di morte, forse sono in buona fede e diventano loro malgrado potenti agenti di colui che è “menzognero e omicida fin dal principio” (Gv 8,44).
La disgregazione della famiglia tradizionale, la facilità ad interrompere la gravidanza, gli alti costi del mantenimento dei figli, il mito della sovrappopolazione, e tanti altri, sono tutti elementi che concorrono a produrre l’effetto più deleterio e cioè la bassa natalità che, peraltro, sta alla base della profonda crisi economica strutturale che l’occidente sta vivendo e dalla quale forse non si risolleverà più se non con un colpo di reni orientato a spazzare via il ciarpame ideologico che, soprattutto dalla seconda metà del secolo scorso in poi, ci sta schiavizzando le menti.
La battaglia sulla difesa della vita dal concepimento alla morte naturale è dura e senza esclusione di colpi, ma non possiamo esimerci dal combatterla con tutti i mezzi che possiamo trovare opportuni ed inopportuni. Non fosse altro per ringraziare colui che la vita ce l’ha data in comodato gratuito.








Claudia De Masi ha detto 16 marzo 2012
Grazie mille per questo articolo attuale e quanto mai interessante.
Concordo..dovremmo essere un pò più attente e informati su ciò che avviene intorno a noi.
Mi interesserebbe sapere di più rispetto al passaggio in cui scrivi: ” il mito della sovrappopolazione, e tanti altri, sono tutti elementi che concorrono a produrre l’effetto più deleterio e cioè la bassa natalità che, peraltro, sta alla base della profonda crisi economica strutturale che l’occidente sta vivendo e dalla quale forse non si risolleverà più …”.
In che modo la bassa natalità sarebbe la base dell’attuale crisi economica? Vorrei approfondire perchè è qualcosa che mi ha colptio molto ma non so dove poter trovare materiale informativa a tale riguardo. Se potessi chiarirmi un pò il discorso o darmi i riferimenti per approfondirlo te ne sarei grata! Buona giornata
Roberto Guerci ha detto 16 marzo 2012
cara Claudia,
le ragioni per le quali la bassa natalità incide negativamente sull’economia sono molteplici, in primis le nostre economie sono basate sulla crescita cioè noi spendiamo oggi quello che i nostri figli guadagneranno domani. Questa è un’analisi un po’ brutale, ma rende l’idea di come stiamo scaricando sulle generazioni future l’onere del benessere che stiamo vivendo oggi.
Gli argomenti sono altri 1000 e in rete puoi trovare tanti contributi, sapendo che esiste anche un pensiero esattamente contrario che invece ritiene che i guai vengano dalla sovrappopolazione.
Qui ti giro alcuni link (puoi trovarne una quantità) che corroborano la mia tesi, mentre per la tesi contraria puoi cercare in rete digitando su google “neo-malthusianesimo”
un abbraccio.
http://www.gigidepalo.it/2011/11/07/ettore-gotti-tedeschi-banchiere-di-fronte-alle-prospettive-deflazionistiche-un-nuovo-modello-di-leadership/
http://www.famigliaonline.com/newsite/2012/02/demografia-in-caduta-libero-la-crisi-economica-e-il-tasso-di-fecondita/
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-meno-giovanipi-disoccupati-4741.htm
Claudia De Masi ha detto 16 marzo 2012
Grazie mille, mi hai dato ottimi materiale su cui approfondire la questione, grazie davvero!
Bruno Schettino ha detto 16 marzo 2012
Per quanto riguarda l’ideologia “transgender” é un abominio solo pensarlo, gli uomini nascono senza cromosoma Y le donne invece cè l’hanno, l’unico modo per essere un “transgender” a tutti gli effetti é cambiare il corredo cromosonico, e preghiamo Dio che non sia mai possibile, per quando riguarda il problema dell’aborto e del divorzio, questo non é un fattore di spiritualità ma di educazione, io infatti certe cose le studio e ho capito che gli adolescenti influenzati da una mentalità “sessantottina” forse dei nostri genitori, identificano l’amore solo con il sesso, mentre un rapporto di coppia é anche condivisione, mutua assistenza, convivialità, ecc ecc, io sarei favorevole a corsi di “educazione sentimentale” prima ancora che educazione sessuale nelle scuole, perche mi rendo conto che i miei coetanei (ho 27 anni), e la situazione trova un apice negli adolescenti, non sanno relazionarsi con la propria interiorità, e neanche con la propria spiritualità (Ma questo é un altro discorso), se non si instaura nei più piccoli e nei più fragili la questione del privato, e non vivere la sessualità come un fatto pubblico, ci saranno sempre più vittime del nemico.
Laura Beretta Beretta ha detto 16 marzo 2012
Grazie, Roberto, il tuo post è prezioso. Desidero al riguardo ringraziare anche il Gruppo Lot per l’impegno, la dedizione e la passione con cui sostiene i valori da te elencati. Le persecuzioni e censure a cui il Gruppo Lot è sottoposto sono il segno e la misura dell’attacco che la famiglia voluta da Dio sta subendo nella nostra società. A noi, oltre alla preghiera e al sacro sdegno, sta il compito di diffondere, con la nostra testimonianza, la bellezza e la gioia di essere famiglia, secondo la volontà di Dio. E famiglia sia!!!!
umberto gostoli ha detto 19 marzo 2012
Stiamo confondendo due piani: quello del matrimonio come sacramento, istituito da Gesu’ Cristo e come tale destinato esclusivamente a sancire l’unione fra uomo e donna, e quello del matrimonio come contratto di natura privata con il quale due cittadini decidono, liberamente e di comune accordo, di regolare la propria convivenza.
Non possiamo certo chiedere ad un giudice di emettere sentenze sulla base di quello che e’ un convincimento religioso: cio’ avviene solo in quegli stati integralisti islamici dove non vi e’ distinzione tra autorita’ statali e autorita’ religiose.
Non vedo come possiamo risolvere il grave problema della disgregazione della famiglia tradizionale (che sta creando gravi problemi di natura psicologica e sociale, prima ancora che economica) impedendo agli omosessuali di regolare con un contratto privato la loro convivenza. Anzi, con questo atteggiamento non si fa altro che fomentare sentimenti anti-cattolici.
Roberto Guerci ha detto 19 marzo 2012
caro Umberto,
purtroppo lo spazio ristretto previsto per un articolo su questo blog non si presta ovviamente a risolvere una problematica di queste dimensioni, può però essere utile a sollevare il problema che è vasto e sfaccettato.
Io ho parlato di diritto naturale che sta alla base della famiglia e non penso di aver enfatizzato l’aspetto sacramentale e religioso (in cui peraltro credo profondamente). in tutte le culture troviamo la famiglia come cellula base della società e in passato non si è mai posto il problema di certificare con un contratto una convivenza al di fuori dello schema naturale. In questi ultimi decenni invece, l’ideologia transgender vuole imporre un nuovo modo di pensare volto a rendere eticamente accettabile uno schema totalmente innaturale e vuole fare questo a suon di carta bollata. Si nota una palese schizofrenia: da una parte il movimento gay irride alla famiglia tradizionale costituita attraverso un contratto matrimoniale, dall’altro desidera spasmodicamente che quello stesso contratto possa valere anche per le coppie omosessuali.
Venendo al giudice ella ha emesso, penso a malincuore, una sentenza rispettosa della legge che vieta le nozze gay, ma ha voluto corredare la sentenza stessa con un suo parere personale affatto richiesto e dovuto che oltre ad essere un abuso del proprio ufficio, suona proprio come quello che è e cioè un proclama politico.
Sarebbe bello che i giudici facessero il proprio mestiere e cioè far rispettare la legge senza intromettersi in altri campi.
Giuseppe Rota ha detto 19 marzo 2012
Grazie per il bell’articolo, pieno di spunti che sarebbero da approfondire e sviscerare ad uno ad uno…
Sul fatto che moltissime famiglie siano in crisi per moltissimi motivi credo che lo sperimentiamo tutti quotidianamente.
Chiedo a tutti una preghiera a S.Giuseppe (o a chi preferite) x una bellissima famiglia del Centro italia con 2 figli che si sta separando
lorenzo cammarata ha detto 31 marzo 2012
Grazie Roberto per gli spunti di riflessione. Penso che alla base della crisi economica ci sia stata anche una finanza speculativa che permesso al alcuni (pochi) di arricchirsi enormemente e ai più di impoverirsi (chissà se anche quei pochi sono legati a qualche ideologia..) Condivido pienamente quello che dici; aggiungo che un ulteriore forma di ideologia di cui dobbiamo temere le conseguenze è quella dell’ egoismo”: oggi ognuno pensa solo a sè stesso..ci si sposa quando l’età lo impone e si divorzia quando la famiglia diventa un peso……..”La famiglia c’è e ci deve essere. Non vi è teoria o progresso che valga a distruggere questa verità senza provocare rovina. Da un istituto familiare sgretolato non possono che venire futuri uomini e future donne sempre più depravati e cagione di sempre più grandi rovine. E vi dico in verità che sarebbe meglio che non vifossero più matrimoni e più prole sulla terra, anziché vi siano famiglie meno unite di quanto non siano letribù delle scimmie, delle famiglie non scuole di virtù, di lavoro, di amore, di religione, ma caos in cui ognuno vive a sé come ingranaggi disingranati che finiscono a spezzarsi.Spezzate, spezzate. I frutti di questo vostro spezzare la forma più santa del viver sociale li vedete e li subite.Continuate pure, se volete. Ma non lamentatevi se questa terra diviene sempre più inferno, dimora di mostri che divorano famiglie e nazioni. Voi lo volete. E tal vi sia» (tratto da Evangelo di Maria Valtorta)