Evangelizzazione

Risorto, Chiesa ed Universo (parte prima)

L’eucarestia ha per se stessa una dimensione dinamica

Il contributo del cristiano al mondo consiste nel fare dell’eucarestia vita e della vita eucarestia, è un progetto di vita segnalato da tre valori: l’amore fraterno, il servizio e la gratuità.

Per Giovanni Paolo II l’eucarestia è scuola di amore attivo verso il prossimo, che educa a un amore profondo, fa crescere la consapevolezza della dignità di ogni uomo (DC 4-7). Per Giovanni Crisostomo condividere la mensa, poi rifiutare di condividere la vita, sarebbe senza significato. La vita del servizio è iscritta nell’eucarestia stessa: corpo dato – sangue versato per (hyper).

E’ la prospettiva del servo sofferente, l’ebed jhwh, corpo-donato e sangue-offerto. E’ significativo che Luca ponga nel contesto del racconto dell’ultima cena la discussione dei discepoli su chi fosse il più grande. La risposta di Gesù si collega alla mensa condivisa: io sto in mezzo a voi come colui che serve (22,27); concreta in Giovanni nel gesto della lavanda dei piedi. Chiesa eucaristica è quella che diventa per gli altri ciò che Cristo è per lei: corpo-donato. Nel documento Eucarestia, comunione e comunità, i vescovi italiani vedono il racconto giovanneo della lavanda come chiave interpretativa del sacramento:

Il Cristo della cena, nel racconto di Giovanni, è in atteggiamento diaconale: mentre a tavola con i suoi  compie un servizio riservato agli schiavi, lavando i piedi ai suoi discepoli. E’ anche questo un memoriale, consegnato alla  chiesa, un invito a fare come ha fatto lui nell’atto  di spezzare il pane. L’evangelista Giovanni non narra l’istituzione, ma ricorda quel gesto che conduce al cuore dell’eucaristia:  ‘Gesù si alzò da tavola, depose le vesti  e,  preso l’asciugatoio,  se  lo cinse attorno alla  vita.  Poi  versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli” (Gv 13, 4-5). In questo gesto è definito plasticamente lo stile messianico del Cristo e lo stile di vita di  quella chiesa che nel mondo è segno della sua presenza (Eucaristia, comunione e comunità (23 maggio 1983), 53: EC3 /1296).

Un’attività di questo tipo bisogna convincersi che acquista un valore sacramentale. Sono i due volti della liturgia cristiana: il rito, l’azione, dimensioni che non vanno mai separate, ma che sono entrambe in grado di rendere presente il Cristo. Altro fondamentale aspetto che emerge è la gratuità nell’amore: contrario a un progetto eucaristico della vita è ogni comportamento che preferisca la divisione alla riconciliazione, il dominio sugli altri alla dedizione, la pretesa e l’amnesia dei benefici alla gratitudine.

Emerge poi un’apertura cosmica: Cristo è il ricapitolatore (Ef 1,3-14), il riconciliatore (Col 1,1,-20), il primogenito della creazione nuova. Il mistero dell’incarnazione si estende eucaristicamente secondo Teilhard de Chardin, che parla di pane incandescente, perché racchiude il futuro, è il seme dell’evoluzione del mondo. La presenza della creazione nella celebrazione è evidente per il pane, il vino. Lo Spirito li trasfigura senza annientarli ma elevandoli. Giovanni Paolo II parla esplicitamente di visione cosmico-universale, scrivendo: Sì, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l’Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull’altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. Il Figlio di Dio si è fatto uomo, per restituire tutto il creato, in un supremo atto di lode, a Colui che lo ha fatto dal nulla. E così lui, il sommo ed eterno Sacerdote, entrando mediante il sangue della sua croce nel santuario eterno, restituisce al Creatore e Padre tutta la creazione redenta. Lo fa mediante il ministero sacerdotale della Chiesa, a gloria della Trinità santissima. Davvero è questo il mysterium fidei che si realizza nell’Eucaristia: il mondo uscito dalle mani di Dio creatore torna a lui redento da Cristo (GS 38).

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9 thoughts on “Risorto, Chiesa ed Universo (parte prima)”

  1. Grazie per la meditazione : Theilard de Chardin vorrei riscoprirlo perchè dà una grande Speranza ; nel cuore del mondo deve risplendere la Luce stessa di Dio ; noi laici siamo chiamati anche a questo !

  2. Penso che ognuno di noi dovrebbe comprendere la stretta connessione che c’è tra l’Eucarestia celebrata e la vita quotidiana.Non è pensabile racchiudere l’Eucarestia al solo incontro domenicale.
    Siamo chiamati ad essere Eucarestia….dono,servizio..offerta…carità

  3. Prendere l’eucarestia e’ il complemento di una giornata.Sarabbe meglio riceverla di mattina cosi’ la tua giornata e persona e’ santificata,ma da me celebrano la sera alle 7.Non mi dispiace perche’ ricevo il corpo di Cristo prima di andare a letto,questo fa’si’ che il mio cuore e’ in pace..Grazie Gesu’ che Ti doni a noi peccatori..

  4. “Gratuità dell’amore”….”Gratuitamente avete ricevuto,gratuitamente date…””
    Mi chiedo se oggi ancora ci sia amore gratuito.Amore che è solo dare noi stessi,aprendo le braccia sempre.Amare un ragazzo senza esserne amico,amare una donna senza esserne marito,amare una signora senza esserne figlio.Questo è per me l’amore.Amare anche senza conoscere il volto di un fratello o una sorella,un po come nel sacramento della confessione,dove non ci si vede in volto ma ci si ascolta.Abbandonarsi per amore,è annientarsi.Perdersi nell’amore senza difese.Perdersi nel Singore.Buona giornata a chi leggerà questo commento.

  5. Carissimo don Davide: come si comprende il limite tra l’AMORE FRATERNO ( che ti porta a perderti,…a desiderare la tua stessa morte,… pur di salvare il fratello) e quella SANISSIMA ABITUDINE (santa in realtà) che è il NUTRIRSI del corpo di Gesù?… e che è invece la VITA VERA?
    Quando un fratello, CHIARISSIMAMENTE, non ti ascolta, non ti segue,…non segue Gesù e anzi gli è contrario (quasi DICHIARATAMENTE) … DOMANDA: “come faccio a ESSERE FORTE, a volermi BENE (continuando a MANGIARE io …quel corpo)…MENTRE assisto, soffrendo, al suo disfacimento?”
    Lo sai la RISPOSTA che voglio! …
    PORTAMI/ci nel tuo cuore! ciao e grazie…tvb: Antonello CIAO!

    1. Ciao Antonello, anch’io come te soffro nel vedere i miei stessi fratelli che vivono ai margini della fede, che non trovano il tempo fra mille faccende di dedicarsi un po’ a Dio. Sono delle brave persone per carità ma io li vorrei più vicini: non sanno cosa perdono a non partecipare alla Mensa Eucaristica e a nutrirsi del Corpo di Gesù. A volte cerco di parlare loro, di convincerli ma non ci riesco. e allora non mi resta che pregare il Signore di aiutarli a sentire forte nel loro cuore il richiamo della fede e spero che il Signore mi ascolti. Uniti nel Signore Giovanna.
      Un affettuoso augurio di buon anno a te e a tutti.

  6. Non pensavo questo articolo piacesse così tanto.
    Mi sembrava un po’ troppo cattedratico e non é il mio normale stile. Ma state sereni, ancora un post così… Poi un po’ meno testa e più cuore… 😉 grazie per i vostri commenti bellissimi

  7. Grazie Don Davide…Queste sono parole di Luce Vera…é bello pensare che noi tutti, che siamo nel mondo ma non del mondo, facciamo invece parte di un Corpo Unico che è la Chiesa, che è la Sposa di Cristo. Con Lei ci uniamo a Lui nell’eucarestia, che fa di noi tutti un pezzo di Cristo! Grazie!

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