Zona Nord Italia




   

   


Da dove viene la luce?

26 novembre 2014 ore 10:23 , scritto da Alessandra Cipollone

images3AX2KC9BDa dove viene la luce?- così inizia  la meditazione mattutina di Papa Francesco nella cappella
di Santa Marta….- mi ritrovo spesso al mattino presto a leggere le meditazioni di Papa Francesco
e sono davvero una grande ispirazione per l’anima per entrare nella preghiera incessante.  Ecco di seguito l’articolo dell’Osservatore Romano che riporta la riflessione del Papa sul brano del vangelo di Luca cap. 21 (1-4) ovvero la povera  vedova che getta le sue due monetine nel tesoro nel tempio.
“Nell’omelia viene richiamato il passo in cui Gesù, «dopo lunghe discussioni» con i sadducei e con i discepoli riguardo ai farisei e agli scribi che «si compiacciono di avere i primi posti, i primi seggi nelle sinagoghe, nei banchetti, di essere salutati», alzato lo sguardo «vede la vedova». Il «contrasto» è immediato e «forte» rispetto ai «ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio». Ed è proprio la vedova «la persona più forte qui, in questo brano».

Della vedova, ha spiegato il Pontefice, «si dice due volte che è povera: due volte. E che è nella miseria». È come se il Signore avesse voluto sottolineare ai dottori della legge: «Avete tante ricchezze di vanità, di apparenza o anche di superbia. Questa è povera. Voi, che mangiate le case delle vedove…». Ma «nella Bibbia l’orfano e la vedova sono le figure dei più emarginati» così come anche i lebbrosi, e «per questo ci sono tanti comandamenti per aiutare, per prendersi cura delle vedove, degli orfani». E Gesù «guarda questa donna sola, semplicemente vestita» e «che getta tutto quello che ha per vivere: due monetine». Il pensiero corre anche a un’altra vedova, quella di Sarepta, «che aveva ricevuto il profeta Elia e ha dato tutto quello che aveva prima di morire: un po’ di farina con l’olio…».Il Pontefice ha ricomposto la scena narrata dal Vangelo: «Una povera donna in mezzo ai potenti, in mezzo ai dottori, ai sacerdoti, agli scribi… anche in mezzo a quei ricchi che gettavano le loro offerte, e anche alcuni per farsi vedere». A loro Gesù dice: «Questo è il cammino, questo è l’esempio. Questa è la strada per la quale voi dovete andare». Emerge forte il «gesto di questa donna che era tutta per Dio, come la vedova Anna che ha ricevuto Gesù nel Tempio: tutta per Dio. La sua speranza era solo nel Signore».«Il Signore sottolinea la persona della vedova», ha detto Francesco, e ha continuato: «Mi piace vedere qui, in questa donna una immagine della Chiesa». Innanzitutto la «Chiesa povera, perché la Chiesa non deve avere altre ricchezze che il suo Sposo»; poi la «Chiesa umile, come lo erano le vedove di quel tempo, perché in quel tempo non c’era la pensione, non c’erano gli aiuti sociali, niente». In un certo senso la Chiesa «è un po’ vedova, perché aspetta il suo Sposo che tornerà». Certo, «ha il suo Sposo nell’Eucaristia, nella parola di Dio, nei poveri: ma aspetta che torni». E cosa spinge il Papa a «vedere in questa donna la figura della Chiesa»? Il fatto che «non era importante: il nome di questa vedova non appariva nei giornali, nessuno la conosceva, non aveva lauree… niente. Niente. Non brillava di luce propria». E la «grande virtù della Chiesa» dev’essere appunto quella «di non brillare di luce propria», ma di riflettere «la luce che viene dal suo Sposo». Tanto più che «nei secoli, quando la Chiesa ha voluto avere luce propria, ha sbagliato». Lo dicevano anche «i primi Padri», la Chiesa è «un mistero come quello della luna. La chiamavano mysterium lunae: la luna non ha luce propria; sempre la riceve dal sole».Certo, ha specificato il Papa, «è vero che alcune volte il Signore può chiedere alla sua Chiesa di avere, di prendersi un po’ di luce propria», come quando chiese «alla vedova Giuditta di deporre le vesti di vedova e indossare le vesti di festa per fare una missione». Ma, ha ribadito, «sempre rimane l’atteggiamento della Chiesa verso il suo Sposo, verso il Signore». La Chiesa «riceve la luce da là, dal Signore» e «tutti i servizi che noi facciamo» in essa servono a «ricevere quella luce». Quando un servizio manca di questa luce «non va bene», perché «fa che la Chiesa diventi o ricca, o potente, o che cerchi il potere, o che sbagli strada, come è accaduto tante volte, nella storia, e come accade nelle nostre vite quando noi vogliamo avere un’altra luce, che non è proprio quella del Signore: una luce propria».

povera vedovaIl Vangelo, ha notato il Papa, presenta l’immagine della vedova proprio nel momento in cui «Gesù incomincia a sentire le resistenze della classe dirigente del suo popolo: i sadducei, i farisei, gli scribi, i dottori della legge». Ed è come se egli dicesse: «Succede tutto questo, ma guardate lì!», verso quella vedova. Il confronto è fondamentale per riconoscere la vera realtà della Chiesa che «quando è fedele alla speranza e al suo Sposo, è gioiosa di ricevere la luce da lui, di essere — in questo senso — vedova: aspettando quel sole che verrà». Del resto, «non a caso il primo confronto forte, dopo quello che ha avuto con Satana, che Gesù ha avuto a Nazareth, è stato per aver nominato una vedova e per aver nominato un lebbroso: due emarginati». C’erano «tante vedove, in Israele, a quel tempo, ma soltanto Elia è stato inviato da quella vedova di Sarepta. E loro si arrabbiarono e volevano ucciderlo». Quando la Chiesa, ha concluso Francesco, è «umile» e «povera», e anche quando «confessa le sue miserie — poi tutti ne abbiamo — la Chiesa è fedele». È come se essa dicesse: «Io sono oscura, ma la luce mi viene da lì!». E questo, ha aggiunto il Pontefice, «ci fa tanto bene». Allora «preghiamo questa vedova che è in cielo, sicuro», affinché «ci insegni a essere Chiesa così», rinunciando a «tutto quello che abbiamo» e non tenendo «niente per noi» ma «tutto per il Signore e per il prossimo». Sempre «umili» e «senza vantarci di avere luce propria», ma «cercando sempre la luce che viene dal Signore».

Grazie Papa Francesco grazie perché tu ci ricordi che l’unica vera luce per far splendere le nostre anime viene dal Vangelo, è Gesù!!!

La verità conviene?

30 agosto 2014 ore 10:34 , scritto da Roberto Guerci

sasso nello stagnoMeditando il passo del Vangelo che narra il martirio di Giovanni Battista (Marco 6, 17-29), il primo pensiero fatto è che la verità non conviene. Mi spiego, san Giovanni redarguiva Erode sul suo comportamento ricordandogli ciò che non gli era lecito secondo la legge. Era nella verità e la enunciava senza timore reverenziale nei confronti del tetrarca, ma questo fatto, peraltro con motivazioni futili, gli costò la testa. Continua a leggere questo articolo →

Ho visto il ritratto di Dio in te

11 febbraio 2014 ore 19:07 , scritto da Alessandra Melidonis

Bimbo di coloreParlando d’amore, mi sono spesso chiesta fino a quale misura si possa amare. Fino a quale punto il cuore di un uomo o di una donna sia in grado di amare qualcun’altro o qualcos’altro. Me lo chiedo perchè sempre di più incontro, parlo con, frequento, accolgo, ascolto persone che hanno perso il senso della vita perchè vivono senza essere amate e senza amare; la cosa più grave è che pensano che l’amore vero non esista, oppure se esistesse, che loro non ne sono degne.

“Non me lo merito!” Continua a leggere questo articolo →

Conosci te stesso!

27 novembre 2013 ore 15:16 , scritto da Roberto Guerci

conosci te stesso 2Questa famosa sentenza, iscritta sull’architrave del tempio di Delfi,  da alcuni fu attribuita a Talete, da altri a Chilone, da altri ancora a Socrate, (no, non è di Woody Allen anche perché poi lui avrebbe aggiunto ..e poi fai finta di niente o qualcosa del genere) ma al di là di chi fu a pronunciarla per primo rimane una grande verità nella sua disarmante essenzialità. Continua a leggere questo articolo →

Missione vs Proselitismo

4 novembre 2013 ore 19:41 , scritto da Roberto Guerci

evangelizzazioneA quelli di noi impegnati nella nuova evangelizzazione quante volte capita, parlando con qualcuno cosiddetto “lontano”, di venire accusato di proselitismo? Spesso accade, ma è importante chiarire l’enorme differenza che divide il concetto di proselitismo da quello di missione. Continua a leggere questo articolo →

CANALI DI GIOIA

24 ottobre 2013 ore 12:57 , scritto da Don Giulio Marra

VENEZIAPer la terza volta, torna la missione a Venezia… e incomincia domani!

Dopo quella leggendaria del 2009 e quella altrettanto forte del 2011, anche quest’anno, su richiesta del Patriarca, inizia una nuova missione di strada. Continua a leggere questo articolo →

Vieni e seguimi!

8 ottobre 2013 ore 21:38 , scritto da Alessandra Melidonis

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Che Dono grande poter contemplare le Meraviglie d’Amore che il nostro incredibile Padre continua a compiere: bussa alla porta del cuore, continua incessantemente a cercarci, chiama a seguirlo, non ci abbandona un istante….. Trasforma i nostri sì in vita nuova, piena, che non manca più di nulla.

Condividiamo con voi alcuni pensieri di Simona Giorgiani:

“VIENI, SEGUIMI!”… “VENITE, VI FARO’ PESCATORI DI UOMINI!”

E’ l’invito che Gesù, il Maestro ha rivolto ai Suoi primi discepoli e da allora a tanti uomini e donne di tutte le età e di tanti Paesi del mondo, dai Santi al nostro amato Papa Francesco, da Santa Chiara a Madre Teresa di Calcutta, da Chiara Amirante a tanti sacerdoti, suore e missionari sparsi in tante terre lontane!

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