VENITE A ME…
19 luglio 2012 ore 09:03 , scritto da Miljenko Mišak Mitch
“VENITE A ME, VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI E OPPRESSI, E IO VI DARÒ RISTORO.” [Mt 11,28]
Gesù non propone un CAMBIAMENTO della situazione degli affaticati e degli oppressi (sarebbe un politico ottimale e un instauratore sociale), ma un ACCOMPAGNAMENTO nella loro situazione.
Gesù non cambia la realtà esteriore, ma la rende personale, la libera dalla solitudine ponendosi accanto alla sofferenza, condividendo il dolore, invitando ad andare a Lui, alla sorgente della ristorazione.
don Luciano Sanvito (Omelia del 16-07-2009)








Laura Savarese ha detto 19 luglio 2012
Possiamo dunque ben dire che il ristoro ci giunge dal sapere di non essere soli, ma accompagnati ed istruiti da Gesù: è la Sua disciplina che ci ‘costringe’ (come un giogo che tiene insieme due animali da lavoro) ad agire e camminare insieme a Lui. Se poi il giogo di Cristo è il peso del dolore al prezzo del quale siamo stati riscattati, ed attraverso il quale ci è stata restituita la vera libertà di Figli, possiamo ben dire che è leggero il carico che resta a noi trasportare. Ma la sequela comporta rifiuto, incomprensioni, persecuzioni simili a quelle subite dal Maestro; allora è sopportando con pazienza i ‘patimenti di Cristo’ che ne avremo il ristoro della “perfetta letizia”.
don Davide Banzato ha detto 22 luglio 2012
Senza sequela di Cristo non è possibile dirsi cristiani.