Donarsi e chiedere senza paura



11 agosto 2017 ore 16:49 , scritto da Antonella De Novellis

IMG-20170809-WA0008 IMG-20170809-WA0005Carissimi amici,

sono Annalisa, mi trovo nella Cittadella Cielo in Bosnia Erzegovina per proseguire la mia esperienza di volontariato durante l’estate e voglio condividere con voi la mia esperienza alla casa di cura per malati psichiatrici di Stolac.

Inizialmente ero molto titubante e restia nel dare la mia disponibilità per questa visita, sono partita con una sorta di timore nel confronto con l’altro, ritenendolo troppo diverso da me.. che fortuna invece aver cambiato idea, accettando di partecipare!

Abbiamo raggiunto l’ospedale con circa altri 30 volontari, il tempo passato in macchina ci è servito per prepararci a questo tipo di esperienza che la maggior parte di noi si trovava a vivere per la prima volta.

Fin da subito, appena giunti al cancello, tutti gli ospiti ci sono venuti incontro, con dei grandi sorrisi e cercando un contatto fisico con noi, chi con una stretta di mano, chi con un abbraccio e qualcun altro battendo un cinque!

E’ proprio in quel momento iniziale di saluti che ho sentito le mie resistenze sciogliersi, e mi sono lanciata in quell’incontro con la bellezza, la fragilità, la semplicità, il dolore e la felicità negli occhi dei nostri amici!

Sono andata lì pensando di portare degli aiuti (grazie al vostro generoso supporto, arrivato con l’ultimo tir partito dall’Italia) e invece ho ricevuto tantissimo e imparato ancora di più!

Mi ha colpita il modo spontaneo in cui tanti di loro richiamavano la nostra attenzione, il voler ballare con noi prendendoci per mano, ha rotto la barriera della lingua diversa aprendoci tutti al linguaggio non verbale, con piccoli gesti e attenzioni che sono valse più di mille parole!

Durante il momento di festa insieme c’era tanta gioia condivisa, spesso a qualcuno capitava di andare “fuori tempo” eppure si è presentato un grande spettacolo di personalità uniche davanti ai miei occhi! Ognuno andava al ritmo del suo cuore pensavo, e mi sono chiesta, forse ciò non vuol dire che ha voglia di battere, nonostante tutto?

Dentro di me riflettevo su quanto sia profondo il nostro attaccamento alla vita, anche davanti al dolore di non poter essere autosufficienti, di avere una mente considerata non sana, davanti ai problemi di deambulazione o deglutizione… ma tutte queste cose non hanno tolto a queste persone la loro voglia di vivere!

Mi è arrivato in modo diretto il loro bisogno di essere amati e accolti per quello che sono, così come sono, senza aver paura del nostro giudizio, senza bisogno nemmeno di sprecare del tempo nel pensare come chiedercelo! Allora riflettendo insieme a voi, mi chiedo: se ognuno di noi arrivasse alla consapevolezza grande che ciò che conta di più è amare ed essere amati, così come i nostri amici chiedono e fanno limpidamente, chi sono i veri matti?

Noi, o loro?

Grazie a tutti i miei nuovi amici che mi hanno fatto scoprire quanto possa essere immensa la gioia dello stare insieme al di là del posto, grazie per la bellezza di essere pienamente voi stessi, grazie per avermi fatto conoscere il vostro modo di donarvi e chiedere senza paura!

20707740_705823916292571_673932931_n