Evangelizzazione

NUOVA APOLOGETICA PER UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

“Per la Nuova Evangelizzazione c’è bisogno di una nuova apologia della fede”. E’ ciò che ha detto Mons. Fisichella durante il Dies Academicus alla Pontificia Università Gregoriana. La giornata di riflessione dal tema «Nuova evangelizzazione: orizzonti, problemi e responsabilità» ha affrontato l’evangelizzazione da varie visuali corrispondenti alle varie facoltà presenti nell’università romana: dalle sfide del mondo post-moderno al confronto con le altre religioni, dalle attese del mondo alle nuove sfide comunicative.

Al termine della mattinata il Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione ha ribadito l’importanza di trovare nuovi modi per “rendere ragione della speranza” che è in ogni cristiano. Affinché si possa rendere attuale la rivelazione di Dio per l’uomo contemporaneo dobbiamo riuscire a far comprendere che la storia della rivelazione non è “legata ad un passato che si allontana sempre più”.

Riprendendo il discorso di Benedetto XVI alle comunità protestanti tedesche, Mons. Fisichella ha sottolineato che “non saranno le tattiche ma una fede ripensata e rivissuta” a permetterci di evangelizzare il mondo odierno. E’ dunque necessaria una nuova apologia della fede, una nuova apologetica, non intendento l’apologia come uno strumento difensivo di fronte all’attacco della non credenza e neppure per dimostrare l’esistenza di Dio: essa è necessaria “perdimostrare che l’uomo senza Dio perde il senso della sua esistenza“.

Dare prova della fede non è stato un impegno dei cristiani negli ultimi decenni“; ciò stà alla base dello scollamento tra l’esperienza vissuta dalla comunità credente e una esplicita testimonianza cristiana nella società. “Metodi ripetuti stancamente non sono bastini su cui arroccare la fede ma sabbie mobili“.

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