LA MAGNITUDO DEL CUORE



1 febbraio 2017 ore 13:52 , scritto da fabio sghedoni

1396908175-0-scossa-di-magnitudo-5-sulla-alpi-paura-a-torinoMagnitudo, dal latino magnitudo,-inis, “grandezza”, è una misura indiretta dell’energia meccanica sprigionata da un evento sismico all’ipocentro e permette di risalire alla quantità totale di energia liberata dall’evento sismico. Altro significato: grandezza introdotta in sismologia per classificare la potenza distruttrice di un terremoto.

Terremoti, alluvioni, valanghe, disastri che generano sofferenza, distruzione, morte. La natura sembra ribellarsi e colpire duramente la nostra casa, quella Terra che ci è stata donata dall’amore di Dio.

Dio è amore e ci ha donato “Madre Terra” come luogo stupendo dove fare l’esperienza dell’amore in quella fase dell’eternità che riguarda la nostra “frazione terrena”, brevissimo lampo che precede il “per sempre “ delle nostre esistenze. La terra, luogo di grazia meraviglioso pensato per la nostra felicità.

Quale risposta stiamo dando a tanto amore, a tanta passione per gli uomini che Dio ci rivela da prima che il mondo fosse? Come ci occupiamo della terra, ma ancora di più dei suoi abitanti, del mondo animale, vegetale, dell’aria, dell’acqua? Cosa ne è dei nostri cuori?. Riescono ancora a battere di vero amore o battono e “basta” ?

Tutta la creazione va’ considerata nel suo insieme organico: ogni cosa e ogni creatura sono collegate da una relazione di interdipendenza, tanto da potere affermare che le fratture della crosta terrestre dovute ai recenti terremoti rivelano all’uomo i profondissimi solchi che si stanno aprendo ed allargando nell’anima e nel cuore di tanti, fratture invisibili che generano sofferenza.

Manca una risposta di amore e di ringraziamento da parte dell’uomo a tutto quello che Dio ci dona ogni giorno e questo non-amore, allarga le distanze tra le persone, ci rende sempre più soli, isolati, tristi, arrabbiati, perché non avere risposte nell’amore è un grande dolore, ed è ciò che ci spinge a compiere per reazione le azioni più impensabili sia nei confronti delle persone che di madre terra/natura. Pare proprio però averne abbastanza del nostro agire dissennato….

L’uomo, in quanto chiamato ad essere il custode di questo pianeta dovrebbe iniziare da subito una profonda revisione delle proprie modalità comportamentali anzi, una sorta di inversione a U più che mai necessaria per garantire la nostra ed altrui sopravvivenza, specialmente quella di chi rimarrà dopo di noi. Abbiamo ancora un po’ di tempo per fare tante cose belle, per ridare un senso ed un equilibrio alle nostre esistenze intrappolate in mille gabbie e dipendenze che ci privano della vera felicità.

Basta volerlo.

I vincoli li mettiamo sempre e solo noi, sono vincoli di paura, di mancanza di inerzia e di volontà, vincoli di abitudine, di accontentarsi di quanto abbiamo o di sfiducia che mai nulla cambierà. Invece tutto può cambiare, la nostra vita può cambiare e colorarsi di cielo, possiamo passare subito, ora, dalle tenebre alla luce, dalla tristezza alla gioia, dalla rabbia alla pace.

E’ come se avessimo tra le mani un’arma di distruzione potentissima e nel contempo gli attrezzi necessari a realizzare un edificio stupendo: cosa utilizzare? L’uomo è dalla sua origine arbitro del proprio destino, ma per capire dove andare bisogna avere chiaro cosa ci aspetta una volta raggiunta la meta: vita o morte, felicità o tristezza.

Come ci ricorda Papa Francesco nella enciclica “Laudato Sì”, l’uomo dispone di un enorme potere tecnologico e scientifico, ma non è preparato per poterlo gestire correttamente, non ha sufficenti valori morali e spirituali ed il rischio è che questo potere diventi distruttivo nei confronti delle persone. C’è un rischio insito nell’uomo di “farsi impossessare” dal momento presente, dall’onnipotenza del sentirsi Dio, dal potere disporre delle risorse del mondo, persino dell’acqua e dell’aria, continuando ad inquinarle per profitto, dal trattare gli esseri umani senza rispetto (aborto, vendita di organi, tratta di esseri umani, eutanasia). Tutto ciò degrada l’ambiente e degrada i cuori: la terra sempre più manifesta la propria ribellione con eventi disastrosi e lo stesso fa il cuore dell’uomo, sempre più manifesta atteggiamenti distruttivi, opere di crudeltà e di violenza.

Dovremmo quindi tentare di rendere più compatibili il presunto progresso tecnologico che così bene pensiamo di portare avanti e i nostri bisogni e desideri più profondi. Esiste un punto di incontro, oppure “abusando a dismisura” delle nostre coscienze e di “Madre terra” rischiamo che entrambe si scuotano con violenza per poi spezzarsi, come avviene in occasione di un sisma rovinoso? Non c’è differenza tra affliggere le persone e la natura, poiché avviene come quando ci si taglia un dito: tutto il corpo ne avverte il dolore e soffre. Danneggiando il pianeta (parte della Creazione) anche tutte le creature soffrono (ansia, panico, depressione, tristezza, povertà, fame, malattie), danneggiando le creature, (parte della creazione), anche la natura ne soffre (maremoti, terremoti, inondazioni, trombe d’aria, alluvioni). L’insieme è unico, solo non vediamo ne’ capiamo, perché il nostro pensiero è rivolto al soddisfacimento dei bisogni immediati, tra cui uno dei più dominanti è quello di fare profitto. Il degrado visibile del mondo naturale, nasconde e nel contempo rivela il degrado dei cuori e delle coscienze. L’inquinamento “totale”, richiede un’ecologia “totale”, altrimenti tutto si sfascerà presto, a causa del nostro egoismo.

Tre miliardi di tonnellate di anidride carbonica emessa in atmosfera ogni anno, non se ne andrebbero in un istante nemmeno spegnendo tutti i motori a combustione esistenti, ma al contrario necessiterebbero di un tempo indefinito per diluirsi: 3+3+3+3+3+3+3………………. Ogni anno viene stabilito un nuovo Record della temperatura dell’atmosfera terrestre, sempre più calda perché surriscaldata da noi. Cosa respireranno i nostri figli? Come? Cosa mangeranno e cosa berranno se la desertificazione procederà ancora a lungo a questi ritmi? Inquiniamo mari, laghi, fiumi con i nostri rifiuti urbani e industriali, per poi lamentarci se fanno schifo e non ci si può entrare in estate….

Lo stesso facciamo con le persone: ci vogliamo appropriare anche di loro e uccidiamo per avere gratis i pezzi di ricambio da vendere nel traffico di organi internazionale; scartiamo i “figli difettosi”, come si scarta un giocattolo che non funziona, lo si butta o nella migliore delle ipotesi lo si restituisce; compravendiamo anche le persone per ridurle in schiavitu’ mortali: prostituzione, pedofilia, cinematografia deviata. Questo è un inquinamento già mortale e catastrofico, perché riguarda il cuore dell’uomo ed il suo agire e pensare.

E’ tempo di guardarci dentro, è tempo di fare delle rinunce, altrimenti saranno le mancate rinunce a farci trovare il tempo, (se avremo ancora tempo). Dobbiamo guardare la realtà per quella che è, prenderne coscienza senza fare dei drammi e iniziare un opera di “ricostruzione totale” con un orizzonte temporale plurigenerazionale ma al tempo stesso garante delle prossime generazioni e della loro esistenza, dove tutti decidiamo di vivere in modo più semplice, più solidale, più umano, con più amore e dignità, davvero come Colui che ha creato ogni cosa aveva pensato. E’ tempo di iniziare, quindi “Buon lavoro”.