“Un po’ di tempo con Gesù ..” articolo di Antonio Loi – Parte II



2 febbraio 2012 ore 15:34 , scritto da Anna Antonioli

… Mentre Antonella parcheggiava la vettura e scaricavamo pannoloni e altri generi di prima necessità, sentivo che avrei potuto anche abbracciarti, se soltanto avessi avuto un po’ di coraggio e abbandonato quei  pregiudizi che spesso mi hanno impedito di vivere pienamente. Siamo entrati all’interno dell’edificio e qualcuno di questi fratelli e sorelle ci accoglie timidamente, è il momento del riposo pomeridiano. Entriamo in ordine sparso, noto subito l’incedere calmo di Antonella, con il cuore sintonizzato sul momento presente; ha anche gli occhi lucidi e questo mi fa capire subito che tu la stai visitando. C’è qualcosa che mi mette a disagio, nonostante i miei sforzi per rimanere vigile e aperto, credo si tratti di un particolare odore legato a posti come quelli che stiamo visitando. All’inizio mi ritraggo, è lo stesso odore che sentivo quando visitavo i miei nonni oramai anziani e non più indipendenti, probabilmente è lo stesso odore che sentii quando, a 18 anni, aiutai mio zio a lavare il corpo senza vita di mio nonno. Non dimenticherò mai con quale dedizione e amore egli abbia fatto ciò, ora che anche lui non c’è più, io che cercavo di aiutarlo ma incapace di un ultimo slancio d’amore, di dimostrare quella pietà che tutto abbatte perché arriva da un amore incondizionato, l’amore del figlio per colui che ti ha donato la vita. È l’odore della sofferenza, della mancanza di autosufficienza, delle nostre paure nei confronti della caducità della vita e dell’inesorabile scorrere del tempo. Non so se si tratti di un imbarazzo che coglie anche i fratelli che sono con me, mentre cerco di capire e di stare più rilassato entriamo in altre stanze dove riposano alcuni anziani, anche con infermità e costretti a letto. Alcuni hanno poca voglia di parlare e hanno lo sguardo perso nel vuoto ma altri ci fanno le feste; scambiamo con loro qualche parola che traduciamo grazie ad un gentile interprete, figlio di queste terre. C’è anche un primo contatto fisico e pian piano la tensione iniziale si stempera, la mia espressione è meno tirata e si fa strada l’attesa e la contemplazione. Io non ho fatto in tempo a chiederti aiuto Signore, tu già mi avevi avvicinato!

E’ come stare sospesi, un fratellino prodigioso che tiene la chitarra, altri che cantano e quel senso di pace e unione che amalgama e trasforma ogni cosa. Nel giardino, dove si sono radunati alcuni anziani, anche noi proviamo ad allietare il loro pomeriggio con un sorriso e, soprattutto, con la nostra presenza discreta. Sono attimi lunghissimi, di straordinaria intensità, come se stessimo partecipando ad una celebrazione …

…. Tutto si sussegue con apparente velocità e, dopo qualche foto scattata, avrei voglia di sedermi accanto ai nostri nuovi amici … sono lì che cerco di capire che fare quando due occhi incrociano i miei e, in una lingua che non conosco, mi sento chiamato ad avvicinarmi, a prendere posto accanto ad una signora in là con gli anni, una madre quasi certamente, la cui bellezza in gioventù deve aver fatto girar la testa a parecchi giovani … Come ipnotizzato, quasi riuscissi a vedere il film della sua vita, mi faccio guidare da quegli occhi tristi e mi avvicino a lei, inizialmente non troppo … annuendo, entro nel suo raggio d’azione e in quel perimetro dove il silenzio è già intimità con Te. Ho la sensazione di muovermi con lentezza adesso, i pensieri sono immobili e il cuore trabocca d’amore. Non servono parole e non serve che capisca quelle che escono dalla sua bocca, in questo momento sperimentiamo e condividiamo il silenzio che riposa nelle nostre anime, unite per alcuni istanti dalla luce che attraversa i nostri occhi. Rimaniamo abbracciati a Te in un momento che sembra eterno.

E’ come aver rivisto il tuo volto fratello mio, mi hai chiamato in questa sorella che soffre con te e che forse si sente abbandonata. Ora canta e rimane presente nella sua dignità, con la propria storia, con una bellezza sfiorita e mi fa dono della tua tenerezza e misericordia. Con questa consapevolezza mi immergo nella festa della piccola comunità cui facciamo visita, quell’amore che ci scalda tutti è assorbito e riflesso come in un gioco di specchi.  C’è una strana musica nell’aria, … il Signore Dio eliminerà la morte per sempre, asciugherà le lacrime su ogni volto (Fine)