Lettera di Gesù a te: dalla mia croce alla tua solitudine.



23 agosto 2017 ore 19:46 , scritto da Tiziana Galluso ...

Sarebbe bello riuscire ad avere sempre questo tipo di dialogo con Gesù,fluido,chiaro,diretto,cristallino. Invece spesso la vita ci mette in ginocchio,e nonostante la posizione,invece di pregare,ci ripieghiamo su noi stessi. Si continua a toccare una ferita profonda dentro la nostra anima,impedendone la guarigione,perché la tristezza sovrasta la speranza. La ferita non solo fatica a guarire, ma arriva così facendo,ad infettare anche le altri parti sane. E tutto diviene tenebra “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi” (Gv. 15:10)preghiera Dovrebbe bastare questo,per non smarrire mai la bussola della speranza che risiede nel nostro cuore. Ma sappiamo bene che non è purtroppo sempre così facile. E allora,oggi,riceviamo tutti insieme questa lettera,insieme,ma singolarmente. Perché anche se tutti uguali agli occhi di Dio,siamo pezzi unici.
Cerca di diventare bambino, semplice, innocente, generoso, con la capacità di stupirti e di commuoverti di fronte alla meraviglia di sentirti umano, perché puoi conoscere il Suo amore, puoi sentire una lacrima, puoi comprendere il dolore…
Leggevo questi pensieri di don Luigi Maria Epicoco,pensieri che dovrebbero fare riflettere molto : ” Nella logica del mondo Dio sarebbe stato un imprenditore fallimentare, ma a quanto pare nonostante le nostre previsioni la sua impresa è riuscita contro ogni prognostico. Forse perché la nostra giustizia parte da presupposti diversi dei suoi. E forse perché l’economia di Dio ruota attorno le persone e non al mero profitto personale. Il profitto di Dio è vederci felici.”
Torniamo a guardare le persone come esseri umani e non come numeri. “Bisogna sempre diffidare da tutte quelle volte che crediamo a tal punto che non vogliamo ascoltare ragioni. La fede non deve farci perdere di vista l’ovvio, le persone accanto, la dignità delle persone, l’uso della testa (e del cuore). La fede rende tutte queste cose più efficaci e non certo le rottama. Se le rottama diffidate”

Lettera di Gesù a te: dalla mia croce alla tua solitudine

Scrivo dalla mia croce alla tua solitudine. A te che tante volte mi hai guardato senza vedermi e mi hai sentito senza ascoltarmi. A te che tante volte hai promesso di seguirmi da vicino e, senza sapere perché, ti sei allontanato dalle orme che ho lasciato nel mondo perché non ti perdessi.

A te che non sempre credi che io sia al tuo fianco, che mi cerchi senza trovarmi e a volte perdi la speranza di incontrarmi. A te che a volte pensi che io sia solo un ricordo e non capisci che sono vivo.

Io sono l’inizio e la fine; sono la via perché tu non ti perda, la verità perché tu non sbagli e la vita perché tu non muoia. Il mio tema preferito è l’amore, che è stato la mia ragione per vivere e per morire.

Sono stato libero fino alla fine; ho avuto un ideale chiaro e l’ho difeso con il mio sangue per salvarti. Sono stato maestro e servitore, sono sensibile all’amicizia e aspetto da tanto tempo la tua.

Nessuno come me conosce la tua anima, i tuoi pensieri, il tuo cammino, e so molto bene quanto sia grande il tuo valore. So che a volte la tua vita sembra povera agli occhi del mondo, ma so anche che hai tanto da dare, e sono certo che nel tuo cuore ci sia un tesoro nascosto: conosciti e allora riserverai un posto per me.

Se sapessi da quanto tempo busso alla porta del tuo cuore e non ricevo risposta! A volte soffro quando mi ignori e mi condanni, come Pilato. Soffro anche quando mi rinneghi, come Pietro, e quando mi tradisci, come Giuda.

Oggi ti chiedo di unirti al mio dolore, di prendere su di te la tua piccola croce insieme alla mia. Ti chiedo pazienza con i nemici, amore per il conuige, responsabilità nei confronti dei figli, tolleranza con gli anziani, comprensione con i fratelli, compassione verso chi soffre, servizio nei confronti di tutti, come io ho vissuto e ho insegnato.

Non vorrei vederti egoista, ribelle, pessimista. Vorrei che la tua vita fosse allegra, sempre giovane e cristiana. Ogni volta che ti scoraggi, cercami e mi troverai. Ogni volta che ti senti stanco, parla con me, raccontami i tuoi problemi.

Ogni volta che pensi di non servire a nulla non deprimerti, non ritenerti inferiore, non dimenticare che avrò bisogno della tua piccolezza per entrare nell’anima del tuo prossimo.

Ogni volta che ti sentirai solo non dimenticare che sono con te. Non stancarti di chiedermi, io non mi stancherò di darti. Non stancarti di seguirmi, io non mi stancherò di accompagnarti.

Non ti lascerò mai solo.

Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti .