Assaporare il cuore della vita



12 giugno 2012 ore 07:22 , scritto da Elena Guerci

Come si può vivere senza una ragione di vita? C’è chi vive per i soldi, chi per il successo, chi per la fama, c’è chi vive cercando di capire per cosa sta vivendo e c’è anche chi muore senza capire per cosa ha vissuto. C’è chi si ritrova ad essere vecchio, con una lunga vita alle spalle, eppure è su quel letto bianco, guarda dietro e capisce che non ha mai vissuto veramente. Scopre, in punto di morte, che ha speso la vita per cose futili, vane, e non per quelle che contavano veramente: l’amore, la carità, la fratellanza, l’umiltà.

Ora ti faccio una domanda: cosa faresti se questi fossero gli ultimi minuti della tua vita? Per cosa spenderesti gli ultimi secondi che ti rimangono? A cosa penseresti? Se ti ritrovi a cercare le persone che ami per dire loro tutte le cose che non hai mai detto loro, se ti ritrovi a guardare indietro e ad accorgerti di tutte le tue scelte sbagliate, se ti ritrovi pieno di rimpianti per tutte le azioni belle che potevi compiere ma che non hai fatto, ecco, fai attenzione: stai sprecando la tua vita per cose futili, vane.

Quando ero piccola mi ritrovai in un gruppo di persone che, allora non lo sapevo, stavano meditando il vangelo del giorno; non li ascoltavo, non mi interessava, ma porsi l’orecchio alle parole di una giovane donna, che diceva: “quella mattina non parlai a mio padre. Avevamo litigato molto, mi aveva ferito, e io non riuscivo a perdonarlo. Sono andata al lavoro come tutte le mattine, ma senza salutarlo, senza rivolgergli la parola, senza neanche guardarlo; volevo che sentisse tutto il mio dolore. Quando ero al lavoro, mi arriva una telefonata, era mia madre: mio padre aveva avuto un infarto e non ce l’aveva fatta. Era morto. Da quel giorno non riesco a perdonare me stessa per essermene andata così, perché ora non lo vedrò mai più”.                                                                                                          

Io, da quella mattina, anche se ero piccola, mi dissi che non avrei mai fatto come lei, perché avevo sentito il dolore nelle sue parole tristi, e mi ripromisi da quel momento di dire tutte le cose belle che avevo in mente, di eccedere con i “ti voglio bene”, o i “grazie perché ci sei, per come sei fatto, per quello che mi hai donato”; mi ripromisi di non addormentarmi mai senza aver fatto pace con qualcuno, di non “ far tramontare il sole” su ogni piccola o grande divisione, perché quella poteva essere la mia ultima notte, quelle le mie ultime parole.

Ma la vita, si sa, se non stai attento ti porta dove vuole lei. E allora cominci a dimenticarti delle cose davvero importanti perché devi studiare, andare a scuola o al lavoro, devi fare quella commissione urgentissima, quel compito importante, devi uscire con quella persona che non vedi da mesi, ma in ogni caso ti devi anche riposare ogni tanto, guardare la televisione, leggere; e intanto i giorni passano, scorrono i mesi, e diventano anni senza che tu nemmeno te ne accorga. Finché un giorno ti fermi, ti guardi intorno e te ne rendi conto; ti chiedi che cosa cavolo stai facendo. Perché tutto scorre così velocemente che non riesci a soffermarti sulle cose, non riesci neanche a godertele, passano e non le vedi più, diventano immagini sempre più sfocate e poi arriva il momento in cui dimentichi. Dimentichi, perché le cose belle cadono nell’oblio dei ricordi.

Quando ho incontrato Dio la mia vita non è mai più stata vuota. L’ho incontrato, e ha saputo riempire ogni cantuccio del  mio cuore, ogni angolo nascosto, e ha reso nuova ogni cosa. Ha reso ogni momento fondamentale, e mi ha fatto apprezzare ogni secondo, perché era unico. Mi ha fatto rendere conto che non esisterà più un altro oggi, che c’è solo questo, e che io lo stavo sprecando per cose futili, vane. Mi ha fatto imparare a guardare indietro nel mio passato, ma senza rimpianti, perché da quando ho incontrato Dio ho capito l’importanza della vita e ho vissuto pienamente, in profondità. Non ho fuggito i dolori, perché fanno crescere lo spirito. Ho assaporato ogni più piccolo momento di gioia, perché rinfranca l’anima. Ho sempre colto l’attimo, non ho più perso occasioni. Ho vissuto ogni emozione con i suoi lati positivi e quelli negativi, perché so che ognuno di quelli è stato un dono specialissimo.

Non mi sono più abbandonata alla pigrizia, spirituale, mentale o fisica, ho cercato di guardare ogni cosa come nuova. Perché con Dio ho capito che ogni momento è unico, irripetibile, e con Lui ho la grazia, la voglia, la gioia di viverlo tutto, in profondità; con Dio ho scoperto che la vita è il più grande dei doni, e che non si può sprecarlo morendo lentamente ogni giorno.

Con Dio ho trovato la ragione. L’unica ragione di vita che ti riempie di vita.